
L'OPINIONE: TRASFORMAZIONI

Uniti nella diversità
di Wendy D'Olive
Il Tutto si sta muovendo. Le certezze del passato si stanno disgregando lasciando intravedere la luce di un nuovo cambiamento: nelle istituzioni, nei rapporti con il prossimo, nel modo di considerare noi stessi. È tempo di agire. Azioni e impegno. Stargate è qui, io sono qui, a scrivere di Voi, per Voi e sarò lì: ad Assisi a Luglio, per festeggiare, con quanti vorranno partecipare, la posa delle fondamenta di un tempio interiore, il Mandir e dove arte, cultura, solidarietà attraverso la correlazione "Oriente-Occidente" promuoveranno insieme La Pace per il terzo millennio.
Ma ora parliamo di casa nostra, perché iniziando dalle piccole prove di cambiamento quotidiano possiamo trasformare la realtà che ci circonda. Due mesi fa, la chiamata alle urne e il dopo elezioni. Sinistra e destra (se ancora riusciamo a vederne i confini) si sono contese a colpi di freccia anzi di frecciate la credibilità popolare. In premio la golosa torta a forma di stivale, colorata quasi esclusivamente di rosso e di nero. Colori esoterici, ma che mal si adattano allo stato di cose.
La burocrazia, le ingiustizie sociali, da sempre irrisolte, hanno gravato dalla parte dell'ex amministrazione e come in una clessidra capovolta la sabbia, sempre la stessa, ha ricominciato ad uscire ma, dalla parte inversa.
Nella mente degli Italiani ha pesato più la sfiducia che la società attuale ereditata da decenni di Democrazia Cristiana e Socialismo in odor di garofano. Siamo terra in cui si grida al miracolo, ed è proprio un miracolo che invochiamo ai rappresentati, eletti e non eletti o vacanti, nelle recenti votazioni. I risultati, partiti a parte, hanno dato alle regioni maggiore potere di gestione rispetto al passato. Mettiamo da parte campanilismi e supremazie di schieramento, dimostriamo che il vero potere lo ha la gente, la stessa che al prossimo giro di boa potrà ribaltare un risultato e rimettersi in gioco. Non cadiamo vittime dell'illusione sentendoci chiusi tra pareti di vetro, fuori c'è l'ecosistema che da sempre reclama attenzione e che non rimane indifferente agli squilibri artificiali che gli imponiamo. La suddivisione del tempo, calendari costruiti su mesi irregolari; giornate addizionate da ore "legali" e da cicli di luce/ombra imposti dalle scadenze produttive di fabbriche aperte 24 ore su 24; fertilizzazioni forzate, per produrre di più, più grande, più finto; rapporti umani sfalsati tra lavoro-relax-nutrimento-riposo con conseguente sfasamento di ritmo sonno-veglia; sentimenti modificati come modificati in laboratorio i nostri geni, un DNA impoverito della sua reale essenza. È tempo di cambiare, alleggerendoci dalle sovrastrutture inutili che ci impediscono di vedere realmente come siamo e come eravamo, chi siamo e chi potremo un giorno essere. La tecnologia, se da una parte ci ha reso più autonomi rispetto allo sforzo per guadagnarci il pane, ci ha privato in parte del sostegno dell'intelletto, della facoltà dell'intuito applicato alle piccole difficoltà quotidiane, rendendoci ibridi atti alla produzione. È ora di capire che non vanno semplicemente sostituiti i modelli di governo o di esempio burocratico, vanno fatte delle precise scelte di vita. Si devono mutare dall'interno le forze che contribuiscono alla realizzazione del sistema. Come la linfa, incolore, fornisce alle piante le differenti sfumature secondo un proprio codice di applicazione, anche noi consapevoli della qualità del nostro Sé dobbiamo trasferire nell'esempio di vita la rinnovata conoscenza. Ognuno di noi. Ci stiamo riconoscendo ed attraendo. Non saremo più soli. Teniamo conto della sfida, non c'è più tempo.

|
|