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OLTRE L'ORIZZONTE...

NUOVA BIOLOGIA OLISTICA
di Orazio Valenti per Edicolaweb
Il punto di svolta della Biologia accademica riduzionista che cede il posto ad un più vero paradigma della vita attraverso la "nuova biologia olistica".

Lo scienziato, Professor L.Voeikov, docente di Chimica Bio-organica, alla Facoltà di Biologia dell'Università Statale Lomonosov di Mosca, molto impegnato nella rilevazione luminosa dei tessuti viventi (vedi articolo: "Sangue e Luce"), ha presentato, alla conferenza internazionale "La nuova Scienza della Coscienza" a Lubiana, Slovenia, 17-19 ottobre 2000, una nuova revisione del valore che Acqua, Ossigeno e Fotoni hanno come architetti della Vita.
Egli ha considerate le preziose proprietà dell'ossigeno e delle reazioni con la partecipazione di specie di ossigeno reattivo (ROS). Le vie molteplici della generazione e della utilizzazione delle ROS sono inquadrate nell'ottica evidente della loro assoluta necessità per la normale attività vitale.
Molte difficoltà, per la conoscenza del vero ruolo delle ROS nell'attività vitale, sono causate dalla loro semplice collocazione come sostanze chimiche, mentre esse dovrebbero essere considerate innanzitutto come partecipanti primari di flussi continui di processi non fortemente lineari in cui emergono specie di elettroni eccitati. Questi processi giocano un ruolo significativo nei flussi di energia e di informazione in tutti i sistemi viventi. Egli suggerisce che i meccanismi dell'azione biologica delle ROS sono determinate da uno schema strutturale (con ampiezze di frequenza di elettroni allo stato eccitato ed allo stato normale) dei processi con la partecipazione delle ROS che si osservano in ambienti acquosi. L'energia rilasciata in tali reazioni è usata come energia di attivazione per processi biochimici specifici (per il continuo "pompare" dello stato di non-equilibrio di componenti strutturali inter-cellulari ed intra-cellulari), mentre gli schemi strutturali delle reazioni di ROS determinano attività biochimiche e fisiologiche ritmate.
Il ruolo particolare dell'acqua in tutti questi fenomeni viene discusso da un punto di vista più ampio; i processi con la partecipazione dei ROS prodotti in ambiente acquoso precedono e sono la condizione necessaria per l'origine e l'evoluzione delle forme organiche viventi sulla Terra.
Ecco come ha risposto i professor Voeikov ad alcune domande:

Per quale scopo si è posto questo problema?

Ci sono molte lacune che indicano la situazione critica nella biologia odierna. Alcuni biologi sagaci, la paragonano con la grande crisi della fisica che si presentò cento anni fa.

Prima di Einstein?

Ancor prima, alla fine del 19° secolo, la fisica ha rivelato i propri limiti teorici, mentre fisica quantica e relatività hanno ampliato i loro confini. Sfortunatamente la biologia non si è mai basata su nessuna teoria stabile. La cosiddetta teoria della evoluzione, che si origina dal principio darwiniano della sopravvivenza del più forte, manca dell'elemento essenziale: una teoria scientifica genuina. Eppure la biologia conserva la collezione incommensurabile di dati empirici raccolti in un periodo più che bicentenario. Molte generalizzazioni di questi fatti sono certamente teorie scientifiche vere e proprie, ma confinate in aree piuttosto ristrette. Quando sono estese oltre i confini della loro applicazione e sono suggerite come base scientifica per pratiche mediche agricole, ecologiche, vi sono conseguenze inaspettate.
Tra i tanti esempi, vi è quando il danno globale, causato da certe raccomandazioni scientifiche, oltrepassa di molto i vantaggi iniziali a breve termine. Questo certamente accadrà con la teoria del determinismo genetico che reclama come il codice della vita sia semplicemente scritto nelle sequenze del DNA. Questo verrebbe selezionato dal Caso nel corso della lotta evolutiva per la vita, irrimediabilmente elogiata in questi giorni come paradigma della vita. La corrente della biologia odierna manca di fondamento teorico e si basa sui principi della fisica e chimica classica della fine del 19° secolo. Un organismo vivente è considerato più o meno come un insieme di particelle materiali stabili. Le loro interazioni locali sono considerate come somma delle funzioni specifiche del loro lavoro.

Fa parte degli assiomi della scienza tradizionale.

La maggior parte dei biologi sono così fiduciosi nella fisica e chimica ristretta, che si studia all'Università, che evitano perfino di discutere dell'esistenza di altre leggi naturali che i sistemi viventi possono impiegare per raggiungere un obiettivo maggiore, per mantenere lo stato vivente di un individuo, di una specie, di una biocenosi, di una biosfera, ecc... In questi tempi, comunque, molte indicazioni suggeriscono che la biologia stia raggiungendo il punto di svolta che potrebbe essere maggiormente significativo della antica sostituzione del sistema Tolemaico con quello Copernicano. Il fulcro di questo punto di svolta della biologia è preparato da sforzi di molti eccellenti biologi del passato, che basavano i loro pensieri e teorie, su principi olistici piuttosto che riduzionistici. Mi si consenta di nominare solo i più rilevanti per la tematica della discussione così: Ervin Bauer, Alexander Gurwitsch, Albert Szen-Gyorgyi.

Forse non sono ben conosciuti in occidente.

Bauer accentuò la caratteristica essenziale dello stato vivente con un sistema di principi in interconnessione. Il maggiore di questi è il principio del non-equilibrio stabile: Nessun sistema vivente è mai a riposo. Incessantemente svolge lavoro contro l'equilibrio richiesto dalle leggi fisiche e chimiche appropriate per le condizioni esterne presenti. Questa è l'indicazione più diretta sulla primarietà della caratteristica del movimento perpetuo per i costituenti corporei dello stato vivente. Funzione che ha a disposizione gli strumenti per la rappresentazione della sinfonia della vita.
Gurwisch fu il primo a verificare sperimentalmente i principi di Bauer. Tra le diverse intuizioni e scoperte, la maggiore è stata quella del ruolo cardinale della "luce vivente" (biofotoni) per la esecuzione delle maggiori funzioni vitali. Egli definì i flussi e lampi dei fotoni come "radiazione mitogenetica", e provò che l'evento centrale della vita (la "moltiplicazione cellulare") non poteva avvenire senza l'acquisizione di un "fotone mitogenico". Scoprì anche il ruolo vitale dell'ossigeno per la nascita della "luce vivente".
Tutti i processi vitali avvengono in un ambiente acquoso. Come è stato sottolineato più di 40 anni fa da A.S. Gyorgyi, l'acqua (la sostanza più abbondante eppure la più enigmatica), può essere considerata il partecipante attivo, se non una culla che sollecita i processi vitali, piuttosto che semplicemente un solvente per biomolecole. Egli è stato anche il primo a dimostrare l'importanza dell'ossigeno disciolto in acqua per le proprietà specifiche dei processi relativi alla eccitazione degli elettroni che avvengono in essa. Egli suggeriva che la Biologia non poteva capire le funzioni viventi basilari perché concentrava la propria attenzione sulle "sostanze" come forme di particelle indipendenti dalle due matrici: l'acqua ed i campi elettromagnetici.
Il ruolo cardinale di tutte queste entità (ossigeno, acqua, luce), è grossolanamente delineato dalla attuale biologia accademica. Comunque si accumulano sempre maggiori conferme scientifiche nel ruolo basilare dei tre "elementi" antichi: aria (ossigeno), luce ed acqua, per l'architettura della vita.

Di seguito riportiamo le espressioni scientifiche, da "addetti ai lavori" che il professor Voeikov ha esposto a conferma di quanto sopra.
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