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ARCHEONOTIZIE

TUTANKAMEN NON È STATO UCCISO:
LO RIVELA LA TAC



 
La Repubblica
7 gennaio 2005


Il 5 gennaio di quest’anno è stata riesumata, dalla sua tomba nella Valle dei Re e per la quarta volta dalla sua scoperta, la mummia di Tutankhamen, per essere sottoposta ad una TAC.
L’apparecchiatura per la scansione radiografica si trovava all’interno d’uno speciale camion con rimorchio, dono della Siemens e di National Geographic, parcheggiato proprio davanti all’ingresso della tomba, affinché fosse ridotto al minimo lo stress per una mummia che, a partire dal giorno della sua scoperta, è stata, ed è, tra le più martoriate dell’antico Egitto.
È stato lo stesso prof. Zahi Hawass ad estrarre i resti mortali del re dalla sua bara e a disporli sul lettino dell’apparecchiatura e, dopo il tempo necessario per l’esame radiografico, a riportarli dov’erano.
Le notizie ANSA e le informazioni fornite dalla RAI, a proposito della riesumazione del corpo del giovane re, ci dicono che "il reperto è stato trovato in condizioni quanto mai preoccupanti", o che "il reperto non si è presentato in buone condizioni: gambe e braccia spezzate, tessuto sbriciolato. Danni dappertutto, tranne che sul cranio".
In effetti è proprio così. Le braccia non solo sono state spezzate, ma sono state anche "ridotte" rispetto a quella che era la lunghezza originaria. Lo si può vedere chiaramente confrontando le foto di adesso con quelle di ottant’anni fa, scattate in pratica all’apertura della tomba da parte di Carter. È incredibile vedere come le braccia, che erano raccolte sul petto, siano ora distese lungo i fianchi e mostruosamente deformate. La mano infatti risulta enormemente lunga rispetto all’omero grottescamente ridotto a dimensioni assurde.
In un servizio di venerdì 7 gennaio, il quotidiano "La Repubblica" mostra una foto in cui si vedono i resti del faraone adagiati sul lettino della macchina radiografica, ma senza che le braccia siano disposte sul petto, come sappiamo dalle foto scattate nel 1925. Lo stesso quotidiano tuttavia, sul suo sito web, fornendo altre foto dell’evento, permette di capire che le braccia sembrano asportate per il semplice fatto che non si trovano più nella posizione originaria, raccolte sul petto, ma disposte appunto sui fianchi. Ecco perché non si vedevano nella foto che ritraeva il re di lato. Chi è il responsabile di questo scempio?
Questo è il vero mistero della mummia di Tutankhamen. La mummia infatti è stata rimossa dal sarcofago oltre che da Carter e da Douglas Derry negli anni venti del secolo scorso, anche nel 1968 e nel 1987. Per parlare solo delle rimozioni ufficiali, naturalmente. Nel mese di novembre del 2004, Archeomisteri aveva pubblicato un articolo dal titolo "Un feto alieno nella Valle delle Regine", a firma di Michele Manher, in cui l’Autore dimostrava con la più assoluta evidenza empirica - utilizzando la foto del 1925 - che le braccia di Tutankhamen erano in origine d’una lunghezza ben superiore a quella di qualsiasi individuo appartenente ad una qualsiasi razza umana attualmente esistente sulla Terra. Nell’antico poema indiano del Mahabharata i figli degli "dei" scesi dal cielo, ed eroi dell’antichità, erano definiti sempre e ovunque "dalle lunghe braccia", mentre nella Genesi, al sesto capitolo, leggiamo: "Vi erano i giganti sulla terra a quei tempi, ed anche dopo, quando i figli degli dei si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli; sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi".
Dunque Tutankhamen era un Nephil, figlio della regina Tiye (cui somiglia moltissimo) e di un extraterrestre?
Nell’intervista rilasciata a "La Repubblica" Hawass esordisce dicendo che Tutankhamen ... è uno dei più grandi misteri. Si riferisce forse a questo particolare, a qualcos’altro o ad un insieme di fatti tra cui anche questo? O forse si riferisce soltanto al "mistero" della sua morte?
Hani Abdel Rahman, il radiologo egiziano che, in collaborazione con altri due suoi colleghi, ha eseguito l’indagine medico-scientifica, ha detto che la TAC non ha rivelato "alcun segno di colpi inferti con oggetti contundenti". Hawass ha dunque dichiarato, in conseguenza, che non risulta "niente che costituisca per ora una prova che il faraone sia morto per un colpo alla testa". Dunque la tesi cara a tanti egittologi, e non, di una morte violenta a seguito d’una cospirazione sembra proprio svanita nel nulla.
Il vero mistero è quello dell’accanimento contro tutto ciò che non rientra negli schemi mentali di certa gente. Non solo la mummia di Tutankhamen, infatti, è stata distrutta ma anche quelle dei due feti trovati nella tomba del re, perché le loro fattezze erano troppo inquietanti.
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