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ARCHEONOTIZIE

NUOVA TEORIA:
OETZI UCCISO IN UNA LOTTA DI POTERE



laportadeltempo.com
4 Gennaio 2005


Oezti ovvero l’Uomo dei Ghiacci, la mummia più antica e meglio preservata al mondo, potrebbe essere stato ucciso in una lotta di potere, secondo una nuova teoria che identifica la mummia di 5300 anni or sono con il potente leader di una comunità neolitica.
Scoperto nel 1991 in un ghiacciaio in scioglimento sulle Alpi di Oetzal - da cui il nome - dall’escursionista tedesco Helmut Simon, si crede che l’uomo sia morto all’età di circa 45 anni. Fu colpito da una freccia mentre era aggredito dai suoi nemici, il sangue di alcuni dei quali è stato trovato sulle armi e gli indumenti della mummia.
"Oetzi era un leader, forse uno sciamano. Poteva essersi guadagnato molti nemici, rifiutandosi di rinunciare a questo potere, malgrado fosse molto avanti negli anni, una sorta di Matusalemme del suo tempo." La dichiarazione è di Walter Leitner, un esperto dell’Istituto di Storia Antica e Preistoria dell’Università di Innsburck.
Leitner ha presentato la sua nuova teoria ad una recente conferenza archeologica a Hannover, Germania. Secondo Leitner, un membro del team che studiò la mummia quando fu trasferita per la prima volta all’Università di Innsbruck, l’alto status di Oetzi era testimoniato dagli oggetti che portava con sé. Come è emerso dal ghiaccio, la mummia indossava ancora protezioni di pelle di capra ed una mantella, mentre un’ascia dal manico di rame, una faretra piena di frecce ed un kit medicinale con rimedi d’erbe giacevano poco lontano.
"Solo un leader avrebbe potuto possedere un’ascia di rame. Il rame era molto prezioso, un simbolo di potere a quel tempo" ha spiegato Leitner.
Secondo questa ricostruzione, l’Uomo dei Ghiacci fu assalito non lontano dal Ghiacciaio di Similaun dove il suo corpo mummificato è stato trovato. Gli assalitori tennero Oetzi alla distanza perché avevano paura di lui, ha spiegato Leitner. Uno di loro lo colpì con una freccia alle spalle, vicino alla spalla sinistra, altri invece lanciarono più frecce, mentre un altro gli si avvicino e colpì la sua mano destra con un coltello.
"Quindi gli assalitori rimossero la freccia dalla spalla di Oetzi e la lasciarono lì. Non appena tornarono al villaggio, gli assassini potrebbero avere detto che l’uomo si era perduto nelle montagne. Per questa ragione, non gli rubarono la preziosa ascia. Sarebbe dovuto sembrare un incidente, non un omicidio" ha spiegato Leitner.
La sua teoria contrasta con quella di Eduard Egarter Vigl, il curatore ufficiale della mummia di 5300 anni or sono al Museo Archeologico del Sud Tirolo a Bolzano (Alto Adige), che attira circa 300.000 visitatori l’anno.
I ricercatori ritengono che Oetzi riuscì ad allontanarsi oltre le montagne, fino a che morì e fu ricoperto dai ghiacci di Similaun. Probabilmente fu colto da una tormenta a oltre 3000 metri di altezza, con la mano destra incisa fino al tendine ed il braccio sinistro probabilmente piegato nel tentativo di fermare il sangue.
Oetzi sopravvisse per almeno tre giorni in agonia prima di morire, secondo Egarter, che ha portato avanti analisi istologiche e biochimiche sulla profonda ferita di coltello. "La presenza di emosiderina contenente macrofagi indicherebbe che la ferita si verificò tra tre e otto giorni prima della morte. Più probabilmente, Oetzi riuscì a sfuggire sulle montagne, e qui morì dopo pochi giorni a causa dell’emorragia, per fame, freddo e debolezza" ha spiegato Egarter.
Ma secondo Leitner, sarebbe altamente improbabile che Oetzi abbia valicato le montagne con una freccia piantata in profondità nella spalla. "Baso la mia teoria sui ritrovamenti archeologici e su una certa logica. Conosco le Alpi piuttosto bene e ritengo che un uomo ferito così gravemente avrebbe tentato, al più, di scappare verso valle e non di scalare irti declivi di montagna."
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