
ARCHEONOTIZIE

DUE FRANCESI SULLE TRACCE DELLA TOMBA "PERDUTA" DI CHEOPE


guardian.co.uk
30 Agosto 2004
È una delle sette meraviglie del mondo, ma i preziosi reperti che la Grande Piramide doveva custodire per l’eternità - i resti mummificati del Re Cheope o Khufu - non sono mai stati trovati e si presume siano stati sottratti dai saccheggiatori di tombe.
Ora, 4.500 anni dopo il suo completamento, questa struttura semi-mitica potrebbe essere prossima a rivelare il suo più grande segreto: il vero luogo dell’ultimo riposo del faraone. Usando l’analisi architettonica ed un radar a penetrazione sotterranea, due egittologi dilettanti sostengono di avere scoperto un corridoio precedentemente sconosciuto all’interno della piramide. Ritengono che esso conduca direttamente alla camera funebre di Cheope, una sala che - se esistente - è improbabile sia mai stata violata, e probabilmente contiene ancora le spoglie mortali del re. Ma Gilles Dormion, architetto, e Jean-Yves Verd’hurt, agente immobiliare in pensione, si sono fino ad ora visti rifiutare il permesso del Supremo Consiglio delle Antichità egiziano per proseguire le loro ricerche e, come sperano, provare l’esistenza della sala.
"Basterebbe semplicemente far passare un cavo di fibra ottica lungo i fori esistenti nella pietra, per vedere se vi sono blocchi a saracinesca nei canali sottostanti - ha spiegato Verd’hurt - quindi si potrebbe entrare nella parte anteriore del canale e penetrare nella sala, prendendo tutte le precauzioni per assicurarsi che non venga contaminata."
I blocchi a saracinesca sono spessi lastroni di granito che gli antichi egiziani calavano nei canali che conducevano alla camera funeraria del faraone, mediante un sistema di corde discendenti, per sigillarla dopo il suo seppellimento. "Fino a che queste procedure non saranno portate avanti - spiegano i due ricercatori - non vi sarà modo di scoprire la camera segreta."
Entrambi hanno studiato la piramide per 20 anni e le loro analisi radar in un’altra piramide, a Meidum, ha condotto nel 2000 alla scoperta di due sale non rilevate in precedenza. Un rispettato egittologo, Jean-Pierre Corteggiani, dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale del Cairo, ha seguito con attenzione il loro lavoro fin dall’inizio. Quel che lo ha colpito, ha spiegato, è che le immagini radar sono state raccolte ed interpretate da un non-egittologo, Jean Pierre Baron, della Safege, una compagnia francese specializzata in georadar. "Questo specialista lavora per una compagnia i cui progetti futuri prevedono, tra l’altro, la rotta del TGV (treno ad alta velocità) da Parigi a Strasburgo" ha dichiarato Corteggiani, manifestando piena fiducia nelle sue capacità e nella sua esperienza.


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