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ARCHEONOTIZIE

CRANIO AFRICANO PREISTORICO COLMA UN GAP SULL'EVOLUZIONE RIACCENDENDO IL DIBATTITO


 
sciam.com
2 Luglio 2004


I resti degli ominidi che vissero in Africa tra un milione e mezzo ed un milione di anni fa sono assolutamente rari tra le scoperte fossili, con generale frustrazione per i ricercatori.
Ossa di questo periodo di tempo sono state scoperte in Europa ed Asia, ma la pochezza delle scoperte dall’Africa è stata di ostacolo alla piena comprensione di come dovessero, in effetti, apparire i membri della specie "Homo Erectus". Alcuni paleontologi sostengono al proposito che gli ominidi di questo periodo fossero divisi in una serie di progenie multiple, mentre altri suggeriscono che vi fosse semplicemente un’ampia variazione all’interno della stessa specie "Homo Erectus". Una scoperta recente, descritta adesso sulla rivista "Science", aiuta però a colmare il gap fossile. Richard Potts del Museo Nazionale di Storia Naturale di Washington, D.C., ed i suoi colleghi, hanno trovato 11 frammenti di un singolo cranio di ominide durante uno scavo archeologico a Olorgesailie, in Kenya. È questa la prima scoperta di antiche ossa umane nel sito dall’inizio delle esplorazioni nel 1942 e colma un gap di notevole importanza nella polemica sull’evoluzione degli ominidi. Basandosi sulle rilevazioni radiometriche e sulle evidenze sedimentarie, il gruppo stima che il fossile si dati tra i 900.000 ed i 970.000 anni or sono. Il cranio era di un individuo adulto, o quasi adulto e condivide alcuni tratti caratteristici dell’"Homo Erectus". Tuttavia, se si dimostrasse essere un membro di questa specie, sarebbe un elemento piuttosto peculiare. I ricercatori sottolineano, infatti, che si tratta dell’individuo più piccolo conosciuto sinora dall’intervallo di tempo da 1,7 milioni a mezzo di anni or sono.
Gli strumenti scoperti presso lo stesso sito sono però di peso consistente, e avrebbero richiesto una forza ed una taglia significative per essere maneggiati. Pertanto Potts ed i suoi collaboratori deducono che vi fossero ampie variazioni fisiche nella popolazione alla quale appartenevano gli ominidi, con la presenza di individui grandi e piccoli. Ad ogni modo, altri ricercatori interpretano la nuova scoperta in modo differente. "[Il cranio] non somiglia a nessun altro esemplare conosciuto finora. - sostiene Jeffrey H. Schwartz dell’Università di Pittsburgh, che ha scritto un commento all’articolo di "Science" - Gran parte dei fossili catalogati come Homo Erectus si discosta in modo sensibile da quello che è considerato il modello, un cranio scoperto a Giava alla fine del XIX secolo. Un numero simile di variazioni esclude che tali individui si possano ricondurre tutti alla stessa specie."

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