
ARCHEONOTIZIE

L'"AUTOMOBILE" DI LEONARDO DA VINCI: UNA REALTÀ


Paolo Galluzzi
Maggio 2004
Per otto mesi un approfondito studio è stato condotto su un particolare disegno eseguito da Leonardo da Vinci, al preciso scopo di capire il funzionamento di una delle sue più suggestive invenzioni, finora rimasta ai margini delle molteplici applicazioni delle incredibili progettazioni del genio rinascimentale. Il disegno in questione si trova sul foglio n. 812r del "Codex Atlanticus" e risale al 1478, quando Leonardo aveva 24 anni, ed è stato trasformato in un modello in scala I:I/3 presso l'Istituto e Museo della Storia della Scienza di Firenze.
E grazie alla fantasia ingegneristica di cui archeologi e storici sono costituzionalmente privi, si è così constatato infine che il modello in legno realizzato per lo studio, di 1,5x1,5 metri ed alto 15 centimetri, era effettivamente in grado di muoversi. Come ha dichiarato Paolo Galluzzi, direttore del Museo fiorentino, "è il primo veicolo al mondo autopropellente. È stato creato per funzionare come un robot e muoversi per 40 metri. Possedeva uno sterzo programmabile e un freno azionabile a distanza tramite l'uso da parte di un operatore di una corda nascosta."
Il marchingegno leonardesco, che in pratica anticipa a tutti gli effetti la moderna automobile, era stato concepito come una macchina ad effetto da esibirsi nel corso di feste rinascimentali, e in pratica funzionava analogamente a certi giocattoli a molla della nostra infanzia, i cui sistemi di locomozione interni a molla venivano caricati girando al contrario le ruote motrici.
Anche se non è certo, con ogni probabilità il genio di Vinci aveva previsto che qualcuno, nascosto dietro una tenda, fosse in grado di azionare il freno. Va infine aggiunto che nel relativo foglio del "Codex Atlanticus", al pari di altri suoi disegni quali quelli anticipanti il motore a vapore, il carro armato, il sottomarino, l'aeroplano e l'elicottero, Leonardo non aveva tracciato una sola parola di spiegazione o commento, neanche vergata "a rovescio" come suo solito.


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