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PROBLEMI AMBIENTALI CANCELLARONO
LA CULTURA DI ANGKOR IN INDOCINA?



Associated Press
10 Giugno 2004


Dopo avere resistito per anni alle invasioni siamesi, gli abitanti della più grande città della Cambogia con la loro raffinata civiltà, le genti di Angkor, scomparvero definitivamente nel 1431, hanno finora detto i libri di storia. Orbene, una squadra di ricercatori internazionali è convinta però che il crollo iniziò molto prima e per ragioni simili a quelle che oggi minacciano la società moderna: problemi ecologici e di infrastrutture. "Gli abitanti si crearono tanti problemi ambientali e poi non furono in grado di risolverli" spiega l'archeologo Roland Fletcher, che lavora al "Greater Angkor Project". La città di Angkor, capitale di molti re indocinesi, fu a capo di un vasto impero del sud-est asiatico e raggiunse fra il IX ed il XIV secolo il massimo splendore, espresso con miriadi di bellissimi templi fra cui spicca quello che nel paese è un'icona tradizionale: Angkor Wat. Gli studiosi impegnati nel progetto Angkor hanno una teoria secondo la quale gli Angkoriani crearono un'elaborata serie di riserve e canali che iniziò ad andare in rovina con il crescere della popolazione. Secondo gli esperti la scomparsa di Angkor è importante perché può fornire una lezione per risolvere i moderni problemi urbani. I canali di Angkor erano l'equivalente delle nostre autostrade, mentre le linee telefoniche attuali sono una forma di comunicazione paragonabile alle vie seguite un tempo dagli elefanti.
Il progetto, cui lavorano 40 persone e che è finanziato dall'Università di Sydney in Australia, dalla Scuola Francese per l'Estremo Oriente e dal Governo della Cambogia, si avvale anche della tecnologia e dei satelliti della NASA. L'obiettivo è capire prima di tutto la reale estensione della antica Angkor, sede di 750 mila persone. Si pensa che coprisse un'area di 1000 chilometri quadrati. "Doveva essere una sorta di Los Angeles dell'antichità, con grandi spazi aperti tra le abitazioni e molti canali", l'economia della città era basata sulla raccolta del riso, c'erano dozzine di canali e una di questi era lungo almeno 20 chilometri. Era stata creata una rete di riserve, canali e ponti per permettere il commercio e lo scambio dei materiali, Poi l'incremento della popolazione cambiò il sistema fino a portarlo al collasso e gran parte della popolazione si spostò nella odierna Phnom Penh. Il progetto in corso mira proprio a capire come ciò sarebbe accaduto.

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