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ARCHEONOTIZIE

I NEANDERTHALIANI SEMPRE PIÙ DIVERSI DALL'UOMO: LO DICONO PURE I LORO DENTI


Reuters
29 Aprile 2004
La ricerca del paleontologo Fernando V. Ramirez Rozzi dell'Università di Parigi, pubblicata sulla rivista USA "Nature", ha analizzato incisivi e molari di 55 esemplari di Uomo di Neanderthal. Il loro sviluppo si può misurare dalle linee che si formano su o smalto ogni nove giorni. Come gli anelli del tronco degli alberi misurano la loro età. Rozzi ha scoperto che i denti dei Neanderthaliani si sviluppavano ad una velocità del 15% superiore a quelli degli uomini sia preistorici che contemporanei. Il raggiungimento dell'arcata dentaria definitiva, contemporanea a quello dell'età adulta, arrivava così attorno ai 5 anni. Lo sviluppo precoce era un adattamento ad un ambiente ostile, con una bassa aspettativa di vita: arrivare prima alla maturità sessuale accresceva le probabilità di riprodursi e conservare la specie. Rozzi racconta anche di un mondo suggestivo in cui bambini di cinque anni potevano giocare con piccoli Neanderthaliani di tre, già grandi quanto loro. I due gruppi condivisero infatti lo stesso territorio dalla Spagna alla Russia fino all'Asia occidentale per circa 100 mila anni, anche se ci sono ancora divisioni tra gli studiosi sulla durata esatta di questa loro "sovrapposizione". I Neanderthaliani, meno sviluppati intellettivamente nonostante un cervello più grande, si estinsero poi circa 30 mila anni fa. Tra gli esperti non c'è accordo nemmeno sul fatto che abbiano trasmesso o meno alcune delle loro caratteristiche ai nostri antenati. È anzi uno degli argomenti che animano di più dibattiti e polemiche sulla preistoria. Anche lo studio parigino li divide. Erik Trinkhaus, della Washington University di Saint Louis, resta scettico, anche perché alcuni dei denti studiati da Rozzi si sarebbero sviluppati in realtà alla stessa velocità di quelli dei nostri antenati. "È un documento molto stimolante - ribatte l'antropologa Katerina Harvati dell'Ateneo di New York, difendendo le tesi di Rozzi - perché ci mostra come i Neanderthaliani si rapportassero al mondo in un modo fondamentalmente diverso rispetto ai nostri antenati".
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