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ARCHEONOTIZIE

ARCHEOLOGI TEDESCHI GETTANO LUCI SULL'ORIGINE DELLE PIRAMIDI


reuters.com
11 Febbraio 2004


Le antiche piramidi d’Egitto sono probabilmente un effetto secondario della decisione di costruire mura attorno alle tombe dei re, sostiene un esperto in antichi seppellimenti reali egiziani.
Guenter Dreyer, direttore dell’Istituto di Archeologia tedesco del Cairo, ha dichiarato di basare la sua teoria sulle somiglianze tra la prima piramide d’Egitto, costruita a Saqqara, a sud del Cairo per il Faraone Zoser, attorno al 2650 a.C. e la struttura di una tomba dei suoi immediati predecessori.
La piramide di Saqqara, conosciuta come la "Piramide a gradoni" per via della sua forma unica, ebbe inizio come un tumulo piatto alla sommità dell’altezza di circa 8 metri, costruito sopra la camera sepolcrale del faraone.
Alla tomba di poco precedente del Faraone Khasekhemwy, nell’antico cimitero di Abydo nel sud dell’Egitto, gli scavatori tedeschi hanno trovato evidenze di un simile tumulo che copriva la parte centrale del complesso sepolcrale sottostante.
"Le pareti nella parte centrale della tomba erano compattate di circa due volte lo spessore e metà dell’altezza delle pareti sui lati e ciò suggerisce che un peso ingente un tempo abbia insistito sulla sommità. - ha dichiarato Dreyer in un’intervista all’agenzia Reuters - Il complesso di Khasekhemwy si caratterizza per la presenza di uno dei muri di recinzione che in seguito diverranno un tratto distintivo delle dozzine di piramidi costruite lungo il confine occidentale della Valle del Nilo, per centinaia di anni a venire."
Ma nel caso di Abydo, il muro di recinzione era molto più distante dalla tomba che nel caso di Saqqara.
"La mia teoria è che questi due elementi (il tumulo ed il muro) furono uniti a Saqqara dal suo successore Zoser e quindi che accadde qualcosa. Il tumulo sulla cima della tomba era nascosto dal grande muro circostante e non era visibile. Questo era un problema, perché questo tumulo credo rappresentasse il sito primordiale di creazione e garantisse la risurrezione del re" - ha spiegato ancora Dreyer.
Gli architetti del complesso di Saqqara risolsero il problema costruendo un altro tumulo piatto più piccolo sulla sommità del primo e decidendo quindi di estendersi verso l’alto aggiungendo ancora più tumuli.
La piramide di Saqqara si trova ad uno stato intermedio tra i tumuli piatti (conosciuti come mastabe) del periodo precedente e la classica piramide dai lati lisci del tipo trovato a Giza.
Gli archeologi hanno a lungo speculato che le piramidi fossero un’estensione del concetto della mastaba, ma la teoria di Dreyer aggiunge questa parete di recinzione come una spiegazione della transizione.
Dreyer, che ha trascorso gli ultimi 10 anni a studiare i re che governarono nell’Egitto meridionale in quello che è chiamato periodo predinastico, precedente al 3100 a.C., afferma di avere ora identificato un altro re del periodo, conosciuto con il nome di Horus o Hor, lo stesso del noto dio falco. La sua teoria si basa sull’analisi ravvicinata di due antiche tavolette, placche cerimoniali di pietra sulle quali gli antichi egiziani sembrerebbero avere registrato eventi storici e mitologici.
Le due tavolette mostrano un Horus in forma di falco in un contesto che Dreyer interpreta come il luogo ove dovrebbe apparire il nome del re.
Diverse tavolette sono state interpretate come commemoranti la conquista delle città del Delta del Nilo da parte del re del sud, un processo che successivamente condusse all’unificazione politica dell’Egitto.
La conquista è tradizionalmente stata attribuita sia al Re Narmer che al Re Aha, che visse circa 200 anni più tardi.
"Egli [il Re Horus] ha iniziato l’intera cosa, conquistando il Delta, parecchie generazioni prima di Narmer. Perché? Voleva tutelare le rotte commerciali per la Palestina che correvano lungo il Delta, dove gli egiziani portavano tutto il vino" - ha dichiarato Dreyer.

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