
ARCHEONOTIZIE

IMBROGLIO GIORNALISTICO SUL PRESUNTO ARTO DI YETI


criptozoo.com
25 Gennaio 2004
È stato ormai da tempo assodato e dimostrato dagli esperti che il presunto arto di yeti, nella fattispecie una "gamba", ritrovato presso i monti Altai qualche mese or sono dall’alpinista Sergey Semenov, altro non è che una zampa d’orso.
Ciò nonostante numerosi mezzi di comunicazione, sia cartacei che in rete, sono recentemente ritornati sul caso utilizzando toni altisonanti e riportando dichiarazioni fasulle riferite dagli esperti russi.
Dichiarazioni manipolate appositamente, tra le quali spiccano quelle su di un presunto (e mai avvenuto) esame del DNA, che dimostrerebbe che l’arto non appartiene a nessuna specie nota.
Da sempre il trattamento che la stampa ha nei confronti della criptozoologia, sfiora il ridicolo facendo emergere tutta l’ignoranza (quando si tratta di etichettare ogni cosa come "bufala") e la malafede (quando si tratta di spacciare false notizie, come quella recente di un pitone di 15 metri esibito in uno zoo in Indonesia, che in realtà ne è lungo a malapena 7) delle agenzie di informazione e dei giornalisti.
Il presunto arto di yeti, come si può facilmente evincere, dalla visione delle lastre, è indiscutibilmente l'arto posteriore di un orso.
La presenza degli artigli inoltre, è assolutamente incompatibile con qualsiasi primate superiore.
Sempre secondo i mezzi di comunicazione, Semenov in questi giorni avrebbe organizzato una spedizione sul luogo del ritrovamento per risolvere il mistero.
A prescindere dalle reali origini dell’arto ritrovato, i monti Altai sono stati nel corso degli anni, il teatro di numerosi presunti avvistamenti di yeti, speriamo quindi che questa volta l’intrepido esploratore possa ritornare con prove ed indizi di maggiore interesse.


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