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ARCHEONOTIZIE

IL LIBRO PIÙ MISTERIOSO DEL MONDO POTREBBE ESSERE UN FALSO


nature.com
17 Dicembre 2003
Uno strano libro del diciassettesimo secolo potrebbe contenere soltanto simboli senza senso, sostiene uno scienziato informatico.
Gordon Rugg ha usato le tecniche dello spionaggio elisabettiano per ricreare il manoscritto Voynich, che ha intrigato i linguisti ed i decifratori di codici per circa un secolo.
Rugg sospetta sia stato creato dall’avventuriero inglese Edward Kelley per imbrogliare Rodolfo II, Imperatore del Sacro Romano Impero e collezionista d’antichità, in cambio di una fortuna d’oro.
Il Manoscritto Voynich è stato spesso descritto come il libro più misterioso del mondo. È scritto a mano in un alfabeto unico, circa 250 pagine di lunghezza, e contiene figure di fiori irriconoscibili, ninfe nude e simboli astrologici.
Il manoscritto apparve per la prima volta alla fine del 1500, quando Rodolfo II lo acquistò a Praga da un venditore sconosciuto per circa 600 ducati - il corrispettivo di 3,5 chili d’oro - l’equivalente attuale di circa 50.000 dollari statunitensi.
Il libro passò da Rodolfo a nobili e studiosi, prima di scomparire attorno alla fine del Seicento.
Nessuno è risuscito a determinare se il Voyonichese sia un codice, una traduzione idiosincratica di una lingua conosciuta, o solo una serie di scarabocchi.
Il testo contiene alcune figure che non sono mai state viste in alcun linguaggio. Le parole più comuni sono spesso ripetute due o tre volte di seguito, ciò dando peso alla teoria del falso.
D’altro canto, alcuni aspetti, come la lunghezza delle parole ed il modo in cui i caratteri e le sillabe si susseguono, sono piuttosto simili ad un vero linguaggio.
"Molti hanno creduto sia troppo complicato per essere solo un falso e che ci sarebbero voluti anni e anni di studio folle per ottenere una tale regolarità" - ha dichiarato Rugg.
Ma la sua complessità si sarebbe potuta facilmente riprodurre, ha dimostrato Rugg, mediante un metodo per la creazione di crittografie inventato attorno al 1550 e chiamato "griglia di Cardano".
Si tratta di una tavola di caratteri. Spostandovi un pezzo di un cartoncino con una quantità di finestrelle sulla tavola, è possibile leggervi delle parole. Differenti distanze sulla tavola assicurano parole di differente lunghezza. Usando una tale griglia sulla tavola di sillabe del manoscritto Voynich, Rugg ha prodotto un linguaggio con molte, malgrado non tutte, le figure del manoscritto. Circa tre mesi di lavoro sarebbero stati sufficienti per produrre l’intero libro, sostiene.
Sembra che fino ad ora il Voynich abbia superato indenne qualsiasi tentativo di decifrazione, perché il suo autore conosceva abbastanza sui codici da rendere il testo plausibile e, contemporaneamente, difficile da codificare. Sembrerebbe contenere riferimenti incrociati, proprio il genere di cose amate dai crittografi.
I caratteri del Voyonichese sono scritti inoltre in modo ambiguo, così che è difficile riuscire a comprendere la reale lunghezza dell’alfabeto; i ritratti di figure nude rendono impossibile datare il testo sulla basa degli stili di vestiario.
Oltre che crittografo ed inventore di linguaggi, Edward Kelley fu un falsario, un mistico, un alchimista, un mercenario. Viaggiò fino a Praga per incontrare Rodolfo nel 1584, e potrebbe avergli venduto allora il manoscritto.
Le tracce di Kelley si persero dopo la sua evasione dalla prigione alla fine del secolo.
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