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ARCHEONOTIZIE

OGGI A BAMIYAN: NOMADI E SFOLLATI AL POSTO DEL BUDDHA


Reuters
2 Luglio 2003
Considerandole "una empia e abbietta minaccia contro l’Islam" in quanto costruite prima della nascita del profeta Maometto e al preciso scopo di "purificare" l’intera zona dalla "nefasta contaminazione degli infedeli", com’è noto due anni fa i Talebani dell’Afghanistan - ignorando lo sdegno unanime del mondo civile - distrussero a cannonate le due grandi statue (rispettivamente di 35 e 53 metri di altezza) del Buddha risalenti ad un’epoca compresa fra il II e il V secolo d. C., scolpite nella roccia a ridosso delle caverne presenti nelle rupi di Bamiyan.
Adesso, quel che resta di un sito culturale e storico considerato "patrimonio dell’umanità" è abitato da numerose famiglie nomadi di sfollati, che hanno trasformato le grotte, fino all’VIII secolo d. C. dimora permanente di migliaia di monaci buddisti riuniti in comunità, in abitazioni familiari di fortuna caratterizzate da precarie condizioni di vivibilità, degradando così ulteriormente una zona archeologica fino a ieri di grande rilevanza.
A nulla è comunque valso il compromesso delle Autorità afgane che hanno realizzato per gli occupanti 105 abitazioni nuove, prive peraltro di servizi basilari quali l’acqua potabile: il risultato è che le grotte sono dunque tornate ad essere per i più di costoro la residenza abituale, mentre quelle rimaste vuote sono già state occupate da nuove famiglie.
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