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ANTICHI ARTEFATTI DISSOTTERATI
NELLA LAGUNA DI ESQUIMALT



mytelus.com
27 Marzo 2003


Artefatti umani ritenuti da datarsi a circa 8000 anni or sono, sono stati scoperti nella Laguna di Esquimalt nelle ultime settimane, nel corso di lavori di scavo per l’installazione nell’area di condotti e tubazioni. Se le notizie fossero confermate, si tratterebbe delle più antiche tracce di abitazioni umane mai trovate nell’Isola di Vancouver meridionale. Due scheletri completi, ritenuti risalire a 1000 - 1500 anni or sono, sono stati scoperti molto vicino alla superficie della Laguna. Saranno presto restituiti alla "Victoria Area First Nations" per una nuova cerimonia di seppellimento, come ha dichiarato Peter Dady, archeologo professionista e consulente della Millennia Research Ltd. Per Dady. Il ritrovamento più emozionante è un artefatto ligneo, simile ad un cesto intrecciato, insieme a quattro pesci presi all’amo e due cunei che potrebbero risalire a 6000-8000 anni or sono. Si trovavano in ciò che gli archeologi definiscono "sito-umido", nel quale acque marine prive di ossigenazione, o anaerobiche, prevengono il legno dalla decomposizione. "La comunità scientifica locale è veramente eccitata" - ha dichiarato Dady. Gli artefatti più antichi sono stati trovati sotto gli strati di fango, ai margini della laguna. Questo scavo, ed un altro a circa 50 metri più a nord, hanno solo scrostato la superficie, permettendo agli archeologi di prefigurare l’esistenza di un vasto sito archeologico, esteso per parecchie centinaia di metri al di sotto e attorno entrambe le strade. In alcuni luoghi, gli strati sotterranei sono intatti da migliaia di anni, sebbene altre parti siano state disturbate dalla costruzione della strada e più recentemente dall’installazione di condutture. La scoperta ha posticipato i lavori di circa un mese. In ogni modo, il gruppo di lavoro ha tentato di ottimizzare il tempo, spostandosi verso un’altra sezione del progetto.
Le prime scoperte sono state effettuate nel mese di dicembre, ma non erano le più emozionanti. In quel periodo, una pala meccanica stava preparando il fosso per la posa delle tubazioni di una stazione di rifornimento. Ma gli archeologi hanno fatto ritorno al sito verso la fine di febbraio, quando una trincea lungo la strada aveva rivelato una serie di siti sepolcrali. Uno di essi era stato coperto con rocce. Questi seppellimenti si datano a circa 1000-1500 anni or sono. "L’assenza di ossigeno ha mantenuto praticamente intatti tutti i reperti." - ha dichiarato Dady.
Gli archeologi non sono stati in grado di stabilire se il cesto fosse di legno di cedro. Ciò potrebbe predatare l’esistenza del cedro in quest’area a seguito dell’ultima era glaciale.
"Il cedro apparve tra 5000 e 7000 anni or sono. Ma il sito potrebbe risalire a 6000 o 7000 anni or sono. Sarà necessario un lungo periodo di tempo per svolgere i test di datazione al carbonio 14, anche perché i reperti dovranno essere inviati in Florida o Nuova Zelanda. La Simon Fraser University usava svolgere i test nel suo laboratorio archeologico, ma è stato chiuso. - ha detto Dady - I test hanno un costo di circa 600 dollari l’uno. In ogni caso, non saranno effettuati sui resti umani. I resti umani sono sacri per i membri della First Nations. Non vorremmo in alcun modo creare spiacevoli incidenti. La First Nations locale non voleva nemmeno che fossero dissotterrati; ed è per questo che avrà luogo una nuova cerimonia di sepoltura. Per riuscire a datare gli scheletri scientificamente, il materiale osseo deve essere distrutto."
Gli archeologi potranno dedurre l’età degli scheletri da artefatti trovati con essi nello stesso strato. La datazione di antiche ossa ha sollevato controversie scientifiche in altre parti del Nord America, come nel caso del cosiddetto Uomo di Kenewick nello Stato di Washington. Gli archeologi ed i rappresentanti della locale "First Nations" hanno lungamente discusso sul trattamento dei resti, perché gli scienziati vorrebbero verificare la teoria che i resti siano di origine europea e la "First Nations" sostiene invece che si tratti in modo incontrovertibile dei resti dei loro antenati autoctoni.
Per questo, gli archeologi sperano in un futuro prossimo di esser in grado di esplorare questo sito ed altri simili, senza incorrere in tale genere di inconvenienti. Sono già state usate tecniche come la risonanza magnetica, ampiamente impiegata in diagnostica medica, assolutamente non invasiva né pericolosa per l’integrità dei reperti.

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