
ARCHEONOTIZIE

TEOTIHUACAN: PIÙ VICINI ALLA SCOPERTA DEL MISTERO DELLE SUE ORIGINI


HoustonChronicle.com
5 Ottobre 2002
Generazioni di archeologi hanno spremuto i loro cervelli per tentare di determinare chi regnò sulla grande città di Teotihuacan, la vasta metropoli fondata più di 2000 anni or sono nella Valle del Messico. Ora, un gruppo impegnato in scavi all’interno della famosa Piramide della Luna ha annunciato una scoperta che potrebbe indicare la soluzione di questo mistero.
Gli archeologi hanno scoperto una camera sepolcrale che conteneva tre gruppi di resti umani, seduti nella posizione del loto e circondati da figurine di giada, coltelli di ossidiana e gusci di conchiglie, probabilmente offerte votive. È certamente una scoperta straordinaria.
Gli archeologi ritengono che i resti potrebbero trovarsi a solo pochi metri di distanza da un ulteriore tesoro archeologico: una tomba reale. "È stato come un sogno - riferisce Saburo Sugiyama, co-direttore dello scavo - nessuno ha mai trovato niente di simile". Sugiyama ha ricordato che più di 1000 tombe sono state scoperte nel corso degli anni a Teotihuacan che fu fondata attorno al 100 d.C. "Le tre figure nella tomba erano persone importanti - ha riferito - probabilmente alti sacerdoti o funzionari. Non i regnanti, ma comunque di alto rango".
L’emozione attorno alla scoperta dei resti di Gran Sacerdoti è comprensibile per via dell’acceso dibattito che ferve da tempo tra gli archeologi ed altri studiosi. In altre grandi civiltà mesoamericane, come i Maya, gli archeologi hanno stabilito dettagliati resoconti circa chi governò, dove e come. Si è così stati in grado di ricostruire il passato da iscrizioni, disegni, pitture e sculture, come anche dai racconti scritti negli anni immediatamente successivi alla conquista spagnola da parte di preti romano-cattolici in contatto con alcuni scribi nativi. Ma gli archeologi a Teothiuacan non hanno avuto altrettanta fortuna. Un sistema di scrittura decifrabile non esiste e l’arte è dominata da dipinti relativi alle divinità e alla natura. "Vi sono qui due teorie generali - riferisce Ruben Cabrera, l’archeologo che guida gli scavi della Piramide della Luna con Sugiyama - c’è chi ritiene che vi fosse una sorta di governo collettivo, e coloro che ritengono vi siano stati singoli regnanti".
Alcuni teorizzatori della teoria collettiva, come il professore di storia dell’arte della Columbia University, Esther Pasztory, hanno ritratto una figura concettuale di Teothiuacan come una sorta di repubblica egalitaria, un mondo a parte dalle altre società gerarchiche della regione e del tempo. Nel suo libro: "Teotihuacan: An Experiment in Living", la Pasztory sostiene che gli artisti della città si impegnarono per creare l’immagine di una comunità integrata glorificando la natura ed il sovrannaturale piuttosto che i suoi governanti. Ma altri, incluso Sugiyama e Cabrera, ritengono che vi debba essere stato qualcuno al potere. Il problema è scoprire chi e si spera che i tre corpi in posizione del loto possano indicare la via. "Non vi sono esempi di co-governanti altrove in Mesoamerica - riferisce Sugiyama - né tra i Maya, né tra gli Zapotechi, né altrove. C’è sempre qualcuno che detiene il potere e si trova a capo di un forte apparato."
Attorno al 300 d.C., attorno alla data dell’attuale scoperta, Teotihuacan copriva 12 miglia quadrate ed ospitava da 100 000 a 150 000 persone. Il popolo in seguito noto come gli Aztechi raggiunse la città in rovina nel tardo XIII secolo, circa 700 anni dopo la sua caduta. Furono estasiati da tanto splendore e decisero di celebrarlo in una versione mitizzata delle loro molto più umili origini.
Si appropriarono altresì di figure-chiave come il dio della Tempesta Tlaloc e il Serpente Piumato Quetzalcoatl. Gli Aztechi inizialmente chiamarono la metropoli Teotihuacan, che significa "Città degli Dei". Dedicarono le due grandi piramidi al Sole e alla Luna e chiamarono l’ampia strada centrale La Via dei Morti. I nomi sono ancora in uso, dal momento che nessuna alternativa è mai stata accettata dagli archeologi. "Questa è una delle più esplorate città delle Americhe ed ancora sappiamo così poco riguardo al popolo che la abitò - dice Sugiyama.
Vi sono ancora tantissimi posti che aspettano di essere esplorati. L’interno della Piramide della Luna (in realtà sette piramidi costruite l’una sulla cima dell’altra a mano a mano che la città si espandeva) era ancora territorio vergine quando Sugiyama e Cabrera iniziarono i lavori di scavo nel 1998. Ogni piramide è una struttura solida, piuttosto che un tumulo pieno di tunnel, scale e camere in stile egiziano. Ma gli archeologi ritengono che fosse probabilmente il luogo per sepolture reali. "Le piramidi erano i luoghi più sacri. Sono il momento di contatto tra i viventi, coloro che ancora debbono nascere, ed i morti" - riporta Sugiyama.
La ricerca per scoprire se il personaggio importante sia veramente sepolto più in profondità all’interno della tomba, come gli archeologi sperano, dovrà attendere fino alla prossima stagione di scavo, durante la prossima estate. E se i regnanti non venissero trovati nemmeno il prossimo anno?
"La ricerca continuerebbe comunque" - riferisce Sugiyama, che ha già trascorso 20 anni della sua vita alla ricerca dei segreti di Teotihuacan. E non sembra ancora pronto a darsi per vinto.


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