
ARCHEONOTIZIE

ATTENZIONE, CADUTA METEORITI


Le Scienze
24 Novembre 2002
Il pianeta Terra è costantemente bombardato da una pioggia di detriti cosmici sin dalla sua formazione, circa 4,5 miliardi di anni fa; all’impatto di taluni di questi corpi celesti sono fatti risalire eventi cataclismatici che avrebbero segnato la storia del nostro pianeta, portando fra l’altro all’estinzione di massa dei Dinosauri (65 milioni di anni fa) e alla sommersione di intere aree continentali emerse (donde i miti di Atlantide e del Diluvio Universale) forse 12.000 anni fa. Recentemente la nostra percezione del pericolo rappresentato dai meteoriti è aumentata, a causa di migliori tecniche di osservazione o forse per il successo di alcuni film hollywoodiani.
Nonostante le frequenti segnalazioni, dovute sia ad astronomi professionisti sia a dilettanti, non conosciamo tuttavia ancora l’esatta frequenza con cui gli asteroidi colpiscono la Terra. In un articolo l’astronomo Peter Brown tenta di colmare questa lacuna con la più vasta ricerca mai effettuata sul flusso di meteoriti ed asteroidi di medie dimensioni, che collidono con la Terra.
Il flusso delle meteore più piccole (quelle con un diametro non superiore a un metro, che formano le stelle cadenti nei cieli notturni) è abbastanza elevato da poter essere determinato da un radar di terra e da un buon equipaggiamento di monitoraggio ottico. Una catalogazione degli asteroidi e delle comete più grandi e più pericolose è attualmente oggetto di sforzi internazionali. Ma degli asteroidi compresi fra questi due estremi, quelli con un diametro che varia da uno a qualche decina di metri, si sa relativamente poco. Essi sono troppo piccoli per venire rivelati nello spazio e poco frequenti per elaborare una buona statistica con mezzi di osservazione di terra.
Brown e colleghi hanno usato dati provenienti da satelliti militari statunitensi. Questi satelliti geostazionari erano stati progettati per rivelare esplosioni nucleari sulla superficie terrestre, ma fortunatamente sono perfettamente adatti per osservare la disintegrazione degli asteroidi nell’atmosfera. Con i dati raccolti in quasi nove anni, gli astronomi hanno analizzato 300 detonazioni atmosferiche che corrispondono ad altrettanti probabili meteoriti disintegratisi. I risultati permettono di concludere, per esempio, che un evento come quello di Tunguska in Siberia del 1908 (verosimilmente provocato, secondo la maggioranza degli studiosi, da un corpo celeste di soli 50 metri di diametro) si dovrebbe verificare soltanto una volta ogni 1000 anni, una probabilità tre volte inferiore di quanto si riteneva in precedenza.


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