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GIAVA: GLI ARCHEOLOGI DISSOTTERRANO
7 MENHIR PRESSO UN TEMPIO BUDDISTA



thejakartapost.com
4 Settembre 2002


Un gruppo di archeologi appartenenti al Consiglio Archeologico di Bandung e all’Ufficio di Preservazione del Patrimonio Culturale ed Artistico di Serang hanno dissotterrato sette menhir presso un tempio nel Bojongmenje, a Cangkuang Rancaekeke, circa 25 chilometri a sud est di Bandung, Giava Occidentale.
Tony Djubiantono, Capo del Consiglio Archeologico di Bandung, ha riferito che i ritrovamenti saranno utili alla determinazione dello scenario storico di un tempio ritrovato dagli studiosi locali il 18 di agosto. Il sito degli scavi ha attratto l’attenzione dei funzionari governativi e locali. Molte persone considerano questo sito un luogo sacro dove si portano bottiglie vuote per riempirle con l’acqua della sorgente che vi si trova.
Djubiantono ha riferito che il gruppo di scavi vorrebbe prolungare le ricerche, malgrado il programma prevedesse originariamente solo 20 giorni di lavoro. "Abbiamo individuato sette menhir il primo giorno si scavi e questo è abbastanza per delineare la storia del tempio" - ha riferito. I menhir, secondo gli esperti, sono singole pietre monolitiche erette ("lingam") che simboleggiano l’uomo e vengono frequentemente trovate nei templi hindu. "Così, è quasi certo che il tempio risalga al regno hindu" - hanno commentato. Il gruppo ha individuato inoltre una colonna del tempio che pare essere di età precedente a quelle degli altri templi di Giava. Queste scoperte pongono in discussione la teoria corrente, secondo la quale l’Induismo si diffuse dalla parte orientale di Giava verso quella occidentale, dal momento che vi erano più templi Hindu nell’est di Giava che nell’Ovest. "Ad una prima analisi delle colonne del tempio, possiamo stimare che fu costruito tra il II ed il VII secolo, ed in tal caso sarebbe il più antico tempio mai trovato a Giava". Pertanto, se ne potrebbe inferire che l’Induismo si diffuse dall’occidente verso l’oriente e non viceversa. Djubiantono ha dichiarato che il tempio appena ritrovato sembrerebbe essere più antico dei templi di Borobudur e Prambanan nel centro di Giava, poiché non reca incisioni in rilievo sui muri a ritrarre eventi di vita quotidiana.
Gli archeologi, che ritengono i bassorilievi siano indici di una civiltà più avanzata o di un regno più moderno, hanno anche osservato che le colonne del tempio sono costituite di andesite o di pietra vulcanica, e contengono materiali pesanti. Il tempio sembrerebbe somigliare ai Templi Dieng e potrebbe constare di un tempio principale ed altre dozzine di templi minori. Potrebbe essere stato costruito dopo la caduta del regno di Tarumanegara a Giava occidentale ed essere correlato ad una parte mancante della storia dell’isola.
Molti storici, infatti, non riescono a spiegare la storia di Tatar Sunda, mancando gli adeguati collegamenti tra il tempio di Jiwa, costruito nel Batujajar sotto la reggenza Karawang tra il II e IV secolo, ed il Tempio Dieng, costruito tra il VII e l’VIII.
Abbiamo le iscrizioni di Kebon Kopi a Bogor, che sono state scritte nel IX secolo e che dicono: "Lasciamo che riviva la gloria di Sunda".
Abbiamo ancora da trovare le prove che vi fosse un enorme regno sundanese prima che si dissolse in regni più piccoli come Galuh, Pakuan, e Padjadjaran. Molti templi furono distrutti intenzionalmente con l’arrivo dell’Islam a Tatar Sunda, poiché la religione proibiva ogni tipo di adorazione di immagini, statue o simboli.

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