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I CINESI PRECEDETTERO COLOMBO?


 
 
National Post Online
5 Marzo 2002


Un eunuco cinese alla guida di un’ingente flotta navale scoprì l’America 72 anni prima di Colombo, secondo un ex-comandante della marina che sosterrà le sue affermazioni con carte, antichi artefatti ed una ricerca antropologica. Gavin Menzies, un ex-comandante di sottomarini inglese, ha studiato per quattordici anni gli spostamenti della flotta spedizioniera cinese, guidata dall’ammiraglio Zheng He tra il 1421 ed il 1423. Zheng He (1371-1435) è considerato il più famoso navigatore cinese e si crede abbia intrapreso ben sette lunghi viaggi in direzione ovest, percorrendo sulla sua nave più di 50.000 chilometri e visitando più di 30 paesi. Ma Menzies, un appassionato studioso di storia, sostiene che Zheng He abbia giocato un ruolo molto più importante nella storia di quanto si sia creduto fino ad oggi. Egli ritiene, infatti, che l’ammiraglio scoprì la maggior parte del mondo nella metà del XV secolo.
Menzies accredita a Zhang He la prima circumnavigazione del globo, in anticipo di un secolo, quindi, sul navigatore Ferdinando Magellano. Ed afferma anche che approdò sulla costa dell’America decenni prima della "scoperta" di Cristoforo Colombo, nel 1492. Menzies ha presentato le sue scoperte alla Royal Geographic Society Inglese il 15 marzo davanti ad un uditorio di più di 200 tra diplomati, accademici e pubblicisti. Mentre si trovava a Venezia per delle ricerche, a Menzies fu mostrato un planisfero, datato 1492, che includeva l’Africa Meridionale ed il Capo di Buona Speranza.
Ma il Capo non fu "scoperto" prima del 1497, quando Vasco de Gama lo incontrò sulla sua rotta, secondo quanto comunemente ritenuto. Sul planisfero è presente anche una nota riguardante un viaggio dal Capo di Buona Speranza alle Isole di Capo Verde nel 1420, ed una raffigurazione di un vascello cinese in navigazione. Usando le carte stellari cinesi, Menzies è riuscito a ricostruire quello che egli ritiene il viaggio epico di Zheng He. Egli afferma che la sua conoscenza in materia di astro-navigazione lo abbia aiutato a scoprire come i Cinesi, usando la brillante stella Canopo per tracciare le loro rotte, avessero navigato in prossimità del Polo Sud. Ha determinato la relativa latitudine ed è andato avanti a cercare prove archeologiche e letterarie per mostrare che i cinesi effettivamente riuscirono a circumnavigare il globo. Il signor Menzies, 64 anni, ha riferito: "Quando ho cominciato, ero terrorizzato all’idea che la gente mi credesse pazzo. Ma anche se le mie teorie sono complicate e sconvolgono gli ordinari ed accettati parametri storici, confido nella loro attendibilità. Quello che nessuno ha mai spiegato è perché gli europei avessero queste mappe. Chi le tracciò? Ci sono milioni di miglia quadrate d’oceano. Richiedono ingenti flotte per essere riprodotte su una carta. Se affermiamo che non sono stati i cinesi, con le più grandi flotte e navi del mondo, allora chi può esservi riuscito?" Un articolo sulla rivista New York Times Magazine del 1999 aveva descritto Zheng He come un musulmano appartenente ad una famiglia di ribelli, che era stato reclutato dall’Esercito Cinese quando era ancora un bambino. Come molti prigionieri del tempo, era stato sottoposto a castrazione. L’articolo prosegue affermando che comunque crebbe fino ad essere fisicamente imponente e fu scelto come compagno di giochi di un grande principe, Xhu Di. I due divennero amici e quando il principe riuscì a portare avanti una rivolta contro l’Imperatore della Cina, Zheng He ottenne, come riconoscimento, una gigantesca flotta. Essa comprendeva 28.000 navigatori su 300 navi, e non fu più superata in proporzioni fino alla Prima Guerra Mondiale, secondo quanto riportato dall’articolo. Per paragone, si consideri che Colombo, nel 1492, partì con sole tre navi. Zheng He in seguito scrisse: "Abbiamo affrontato nell’oceano onde alte come montagne che sfiorano il cielo e abbiamo puntato i nostri sguardi su regioni barbare lontane, nascoste in trasparenze bluastre di vapori leggeri, mentre, con le nostre vele nobilmente spiegate, proseguivamo giorno e notte il nostro corso rapido come quello di una stella, solcando le onde selvagge come stessimo percorrendo un’arteria di grande traffico". L’articolo del New York Magazine si conclude sostenendo che Zheng He si fermò dopo aver raggiunto l’Africa Orientale: "I cinesi potrebbero avere facilmente continuato attorno al Capo di Buona Speranza e stabilito diretti commerci con l’Europa. Ma per loro l’Europa era un paese arretrato e la Cina aveva pochi interessi nella lana, le perle ed il vino che l’Europa aveva da commerciare. L’Africa invece aveva ciò che la Cina voleva: avorio, medicine, spezie, legna esotica, perfino campioni fra i più vari di vita selvaggia nativa."
Gillian Hutchinson, curatore della storia della cartografia al Museo Nazionale Marittimo, non è convinta che esista un collegamento dimostrabile tra le mappe cinesi e quelle che usavano gli europei. "È possibile - dice - che le conoscenze geografiche dei cinesi avessero raggiunto l’Europa prima dell’Età della Scoperta. Il signor Menzies è assolutamente certo di questo, ma talvolta non è facile separare le prove dai desideri".

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