
ARCHEONOTIZIE

NUOVA TEORIA CONTRO L'IPOTESI DELLE GRANDI ESTINZIONI


Le Scienze
18 Novembre 2001
Mentre molti ricercatori stanno ancora cercando di capire che cosa ha provocato le varie estinzioni di massa che sembrano essersi verificate sul nostro pianeta, un team dell’Università di Greenwich è giunto a una conclusione sconcertante. Andy Gale, con alcuni colleghi, ha infatti avanzato sulla rivista "Paleobiology" l’idea che le estinzioni di massa in realtà non si siano mai verificate.
È idea comune che sulla Terra si siano avute almeno una dozzina di estinzioni di massa, la peggiore delle quali spazzò via l’84 per cento delle specie viventi sul nostro pianeta.
"Le grandi interruzioni nella registrazione fossile della vita sulla Terra - ha spiegato Gale - sono state spesso citate come prove delle estinzioni di massa. Ma ci sono altre spiegazioni per questa mancanza di fossili e non puntano all’annichilazione catastrofica di numerose specie."
Durante il Cretaceo (da 146 a 65 milioni di anni fa), dominato dai dinosauri, vi furono periodi di intenso riscaldamento globale che fecero salire drasticamente il livello dei mari, tanto che gli oceani inondarono l’Europa, trasformandola in un arcipelago di piccole isole. Questo forzò le specie marine che vivevano nelle acque poco profonde e quelle terrestri ad abbandonare i loro habitat. Una volta che il livello dei mari scese di nuovo, queste specie tornarono indietro.
L’abbassamento dei mari espose però le rocce sedimentarie formatesi nel frattempo, che contenevano i fossili dei periodi caldi, all’erosione da parte dei venti, della pioggia e del ghiaccio.
Secondo Gale, un ottimo esempio di pseudoestinzione si può vedere sulle scogliere di Dover. Molti degli organismi marini che vivono in acque basse scomparvero circa 100 milioni di anni fa, per poi ritornare qualche milione di anni dopo, quando il livello degli oceani si abbassò di nuovo. Inizialmente si potrebbe pensare a un’estinzione che spazzò via il 70 per cento delle specie viventi, ma poi si vede che molte di esse ricomparvero in seguito. Se si analizzano attentamente i fossili si vede quindi che le specie realmente estinte sono solo il 17 per cento, che rappresenta uno standard normale.


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