
ARCHEONOTIZIE

GLI ARCHEOLOGI DAVANTI AL MISTERO DELLA SUPE VALLEY IN PERÙ


Linda Moulton Howe
6 Maggio 2001
Alcuni archeologi hanno pubblicato sul noto giornale scientifico "Science", in data 27 Aprile 2001, la scoperta di nuovi dati fondamentali per poter datare la civiltà peruviana della Supe Valley. I siti, a circa 120 miglia da Lima, furono identificati per la prima volta nel 1905 ma non si riuscì mai a datare cronologicamente la loro nascita. Jonathan Hass, curatore dell’"Anthropology at the Field Museum" di Chicago, è riuscito attraverso lo studio della disintegrazione del carbonio nelle piante rinvenute nelle rovine a datare la civiltà della Supe Valley tra il 2.627 ed il 2.020 a.C.. Questi nuovi dati rendono la civiltà in esame antica quanto quella egiziana, mesopotamica, cinese e della valle dell’Indo. "Le nuove datazioni di Caral cambieranno la storia per come noi la conosciamo" - ha affermato Ruth Shandy Solis capo degli scavi di Carale direttore del "San Marcos National University’s Archaeological and Anthropological Museum" di Lima. Si stima che circa 3.000 abitanti abbiano vissuto a Caral. Attualmente buona parte del sito di Caral è sommerso dalla sabbia e l’idea predominante che gli archeologi si sono fatti su questo sito è che possa risalire a circa il 3.000 a.C..
Nell’area sono ancora presenti, e ben conservate, due strutture di pietra di qualche tonnellata che sembrano essere l’entrata per una struttura distante qualche decina di metri. Uno dei misteri che attualmente incuriosiscono i ricercatori è la crescita estremamente lenta delle più antiche città peruviane, ma l’archeologo Haas afferma: "Caral si è presentata come un big bang. È stata un’apparizione istantanea."


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