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CHIP MOLECOLARI E MACCHINE IBRIDE

dalla redazione
19 Novembre 2000
Presto i futuri calcolatori elettronici basati sui tradizionali chip al silicio potrebbero essere sostituiti da micro-componenti su supporti di tipo organico. Per ovviare alla continua miniaturizzazione dei componenti informatici, un gruppo di ricercatori statunitensi sta studiando lo sviluppo di molecole organiche che verrebbero "costruite" su misura in modo da racchiudere le caratteristiche elettroniche che si desiderano. Fantascienza? No. Stando ai primi risultati ottenuti dal ricercatore Mark Reed, dell’Università di Yale. Basandosi su molecole di sintesi, Reed avrebbe realizzato una memoria e un semplice dispositivo logico in cui ciascuna molecola si comporta come un commutatore, ossia lasciando passare o bloccare la corrente. Date le ridottissime dimensioni delle molecole (pochi nanometri), un chip potrebbe contenere diversi miliardi di commutatori e di componenti. Si può dunque ipotizzare la progettazione di microscopiche macchine molecolari in grado di effettuare calcoli astronomici in tempi brevi. Per il ricercatore americano il primo passo sarà l’elaborazione di macchine "ibride" dove dispositivi molecolari accessori coesistano con supporti al silicio. Una possibilità che potrebbe divenire realtà, tanto che Reed ha fondato la Molecular Electronics che, entro un paio d’anni, intende realizzare il primo prototipo funzionante.
(Cristoforo Barbato)

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