
I BUCHI NERI E IL REBUS DEL CRONOVIAGGIATORE

dalla redazione
Novembre 2000
Einstein e il suo concetto di tempo flessibile demarcano tuttora il confine tra passato e futuro del pensiero scientifico. Ma il tempo può essere vissuto diversamente. Negli anni Settanta, ad esempio, fisici americani dimostrarono sperimentalmente - facendo compiere a degli orologi atomici un giro del mondo in aereo - che gli orologi avevano perso diversi bilionesimi di secondo rispetto a quelli rimasti a terra. Così anche noi, volando andata e ritorno tra due località, veniamo leggermente spiazzati, fuori sincronia, rispetto a chi sia rimasto a casa. L’effetto, conosciuto come "distorsione del tempo", conferma la formula, postulata da Einstein nel 1905, secondo la quale con l’aumento della velocità aumenta anche la distorsione. Quindi il moto e la gravità sono modi per distorcere il tempo. Sulla Terra gli effetti di rallentamento dati dalla gravità sono minimi, ma sulla superficie di un buco nero il tempo è quasi completamente fermo, se paragonato al nostro modo di intendere il suo scorrere.
All’interno del buco nero si entra in uno spazio-tempo che rasenta l’eternità, ma potendo avanzare l’ipotesi di un punto d’uscita al tunnel si creerebbe un passaggio atto ad andare e venire nel tempo.
Questa la tesi sostenuta da John Wheeler, il fisico americano che ora evolve il concetto parlando di "Cunicoli" o "Wormholes", per definire il collegamento tra accesso e uscita - tra il passato e il futuro - del "buco nero", termine da lui coniato.
Il Film "Contact" riprende la tesi di Wheeler: la protagonista-astronauta accede, nei pochi secondi che sembrano essere passati sulla Terra, al centro della galassia.
Il fisico David Deutsch, dalla sua cattedra di Oxford, invece si appella al concetto di mondi paralleli, asserendo che non esiste una sola realtà, ma che vi sia una moltitudine di mondi simili. Quindi, non è detto che un cronoviaggiatore ritornando dal futuro capiti esattamente nel medesimo spazio-tempo dal quale era partito. Ogni mondo parallelo, continua Deutsch, ha il suo spazio, il suo tempo, i suoi esseri umani. Forse per questo nessuno ha mai bussato alla nostra porta dicendo: "salve, vengo dal futuro". (Wendy D'Olive)

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