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CERVELLI NOBEL: L'INTELLIGENZA CRESCE CON L'ESPERIENZA

dalla redazione
Ottobre 2000
Tre neurobiologi, premi Nobel per la medicina, Carlsson, Kandel, Greengard, tre ricerche che confluiscono in un unico punto finale:
"le cellule cerebrali sono solo in parte condizionate dal codice genetico".
Il cervello è un organo per il quale l’ambiente gioca un ruolo primario e l’esperienza ne fornisce il ritmo di crescita. Aumentando il volume, i circuiti diventano sempre più numerosi, ma - secondo un singolare meccanismo di esclusione - vengono scartati quelli "giudicati" inutili o non necessari. Il meccanismo appare più evidente nell’infanzia, dove la formazione delle sinapsi (le connessioni tra i nervi, fondamentali per la costruzione dei circuiti cerebrali) si esplica nei primi due anni. Alla nascita il cervello umano è dotato di numerosissimi neuroni, ma di poche sinapsi, nel periodo in cui queste si formano un numero altrettanto alto ne viene distrutto. Si attua quindi una selezione, condizionata da fattori esterni di riferimento. Il codice genetico appare solo in parte responsabile della costruzione cerebrale ma è ciò che proviene dall’ambiente, dagli esseri con cui viene a contatto, dal calore, cioè dalle esperienze nella loro globalità che la massa grigia - condizionata dalla secrezione e dall’azione di determinati ormoni - si plasma. E la memoria rimane legata all’esperienza. Trent’anni fa si constatò che bendando per alcune settimane un occhio ad un gattino appena nato, gli si impediva per sempre di vedere. Esempio inutile e crudele, che sottolinea che siamo ciò che crediamo di essere e che percepiamo la realtà secondo quello che siamo o che vogliono in alcuni casi farci credere. (Wendy D'Olive)

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