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IL SETI: ET NON RISPONDE, NELL'UNIVERSO SIAMO SOLI

Corriere della Sera
17 Luglio 2000
Dopo 30 anni di studi e ricerche non è giunto nessun segno di vita dalla nostra galassia, nonostante un programma di ricerca globale che ha coinvolto attraverso il Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence) Institute milioni di appassionati. Malgrado mille stelle siano sotto sorveglianza 24 ore su 24 con l’ausilio dei radiotelescopi più potenti del mondo, non è stato raccolto alcun dato che ci faccia sperare che in un angolo dell’universo ci sia una razza pensante simile alla nostra. Il verdetto è "siamo soli". Scrive Ian Crawford, uno dei maggiori astronomi inglesi su Scientific American: "La nostra sembra essere la forma di vita più avanzata nella galassia". Secondo Crawford, se c’è vita al di fuori della Terra si tratta di molluschi, amebe e microbi, e il contatto con un’intelligenza aliena sarebbe destinato a restare fantascienza. Il direttore del dipartimento britannico del Seti, Ian Morrison, dice: "Una volta pensavamo che come sulla Terra anche su altri pianeti le forme di vita più insulse si sarebbero evolute, ma ora la teoria più comune è che l’evoluzione sia il risultato di una serie di fortuite coincidenze". Nel libro "Rare Earth, why complex life is uncommon in the Universe", Peter Ward e Donald Brownlee hanno spiegato che la nascita dell’essere umano è stata resa possibile dalla posizione favorevole del nostro pianeta, lontana da asteroidi e da un sole stabile. L’astronomo di corte britannico Martin Rees continua a sperare: "Abbiamo esplorato solo una parte della galassia, c’è tempo per trovare altre intelligenze, per non parlare del fatto che potrebbero esistere intelligenze anche superiori alla nostra che non hanno alcuna intenzione di comunicare con noi".

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