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GENETICI E TRANS

Dalla Redazione
Luglio 2000
Dal disappunto della manifestazione organizzata dai circoli gay e trans-sessuali alla sponsorizzazione mascherata da qualità innovativa dei prodotti trans-genici. Dal mais reso inattaccabile dai parassiti del piccolo campo del Nebraska agli attacchi delle frange ecologiste, forse un po’ troppo agguerrite, ma sicuramente senza paraocchi, di Seattle e di Genova. In un mondo dove l’informazione dei media detta legge ci si deve formare un’opinione ascoltando più il nostro corpo nella complessità delle sue necessità bio-fisiche, che facendo lavorare esclusivamente il cervello. Perché è a quello che le industrie legate ai fatturati dei prodotti bio-tecnologici puntano, a farci credere in nome della scienza che si tratta di falsi allarmismi e che lo sviluppo, con le innovazioni, deve andare avanti. Si è arrivati a sbandierare che tutto questo rappresenterà una soluzione per la fame nel mondo... In Italia, come spesso accade, siamo tra "color che son sospesi": da quando nel Giugno 1999 si concordò di mettere fine al divieto di vendita dei prodotti OGM ad oggi, con la Commissione europea e la sua decisione di porre fine alla moratoria sulla vendita dei cibi transgenici. La Spagna ospita già una filiale del colosso USA delle biotecnologie: la Monsanto, ed altri paesi attendono il via libera. Oppositori annunciati: la Francia, Austria e Lussemburgo. La sfida è lanciata, condotta da due donne: la Wallstroem, svedese, commissaria europea a favore della fine definitiva della moratoria e dell’inclusione degli altri 14 prodotti transgenici nella lista e la Voynet, ministro francese dell’ambiente e fautrice della revisione totale dell’attuale legislazione comunitaria sugli Ogm. Sulla scrivania del presidente della Commissione europea Prodi, intanto, stanno piovendo 160 mila cartoline a supporto dell’appello di revisione della direttiva (1). Appello condiviso dalla Coldiretti, che non vuole seminarli, dalla Confederazione artigiani che non vuole manipolarli e dalle grandi catene alimentari italiane che non vogliono esporli negli scaffali. Il responso di Settembre in cui governi e Parlamento europeo se concorderanno il testo definitivo - integrato dalle norme applicative come etichettatura e tracciabilità dei nuovi prodotti - definirà gli interessi in gioco e potrebbe dimostrare agli occhi del mondo che non siamo il 51° Stato dell’Unione americana. Auguriamoci di restare a livello globale un paese economicamente competitivo come qualità e non come quantità. (Wendy D’Olive.)

Note:
1. La Direttiva Comunitaria (98/44/CE) e quella nuova approvata e che dovrebbe entrare in vigore a Settembre, consente i brevetti sugli organismi viventi: piante, animali, ma anche su parti del corpo umano come ad es. i geni.

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