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ACCORDO USA-RUSSIA PER LA DIFESA CONTRO MINACCE NUCLEARI

Filer’s File
5 Giugno 2000
Il Presidente americano Bill Clinton ed il leader russo Vladimir Putin hanno raggiunto un accordo per la costituzione di un Centro di Allarme Antimissilistico a Mosca. Conformemente all’accordo, gli esperti militari americani e russi scambieranno informazioni in tempo reale inerenti il lancio di missili balistici o di velivoli spaziali che rappresentino una minaccia per l’una o l’altra delle due nazioni. Condividendo l’opinione degli Americani sul fatto che i Paesi con cui i tesi rapporti diplomatici rappresentano ormai una minaccia nucleare, Putin ha suggerito che USA e Russia possano collaborare, cercando insieme nuovi metodi per abbattere i missili nemici non appena vengano lanciati, piuttosto che nello spazio. La proposta russa è tesa a rimpiazzare il piano per uno scudo nazionale che protegga gli Stati Uniti da testate nucleari lanciate da nazioni come la Corea del Nord. Il 5 Giugno Clinton nel corso di un incontro con 400 legislatori russi, ha dichiarato: "So che i rapporti amichevoli che stiamo costruendo sono la scelta giusta per entrambe le nostre nazioni, indipendentemente dalle differenze che ci caratterizzano. America e Russia non sono destinate a diventare nuovamente avversarie. Ciò non significa necessariamente che diventeremo alleati, tuttavia, il mondo che intendiamo costruire potrà vedere la luce solo se l’America e la Russia si troveranno sullo stesso lato della storia." Gli USA intendono costruire un sistema di difesa missilistico limitato per proteggersi da eventuali attacchi. Tale piano richiederebbe modifiche al trattato antimissilistico del 1972, cui i Russi si oppongono. L’approccio alternativo di Putin somiglia al piano noto negli Stati Uniti con il nome di "Boost Phase Defense" che prevede l’abbattimento immediato dei missili nemici, sistema non impiegabile efficacemente contro il potenziale nucleare russo, pertanto più accettabile per il Cremlino.
Il cosiddetto Sistema di Difesa Missilistico Antibalistico venne proposto in un primo momento dal Presidente Ronald Reagan che, durante un incontro con il premier sovietico Mikhail Gorbachev a Ginevra, parlò anche del fenomeno extraterrestre. Reagan affermò: "Siamo tutti Figli di Dio. Non posso fare a meno di pensare che il nostro compito sarebbe molto più semplice se fossimo improvvisamente minacciati da specie aliene provenienti da altri pianeti. Una simile circostanza ci costringerebbe a dimenticare le differenze esistenti tra i nostri Paesi e capiremmo finalmente che siamo tutti esseri umani e che dobbiamo restare uniti".

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