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STOP AI MERCANTI D'ARMI

Amnesty International
Giugno 2000
Nel Corno d’Africa, nella Regione dei Grandi Laghi e in Sierra Leone si assiste oggi a massicce violazioni dei diritti umani e alla trasgressione del diritto internazionale umanitario. L’Italia è stata negli ultimi anni uno dei principali esportatori di armi leggere, munizioni ed esplosivi in Sierra Leone e negli Stati (Burkina Faso e Guinea) accusati di trasferire armi in questo conflitto, in violazione all’embargo dell’ONU. È stata gravemente elusa la legge 185/90 nei trasferimenti di armamenti all’Eritrea. Nella Repubblica Democratica del Congo migliaia di civili inermi sono stati uccisi deliberatamente sia dalle forze governative che dai gruppi armati di opposizione. Non esistono ad oggi decisioni del Governo italiano per fermare l’esportazione di armi verso questi Paesi. Le organizzazioni che partecipano alla Campagna Italiana contro le Armi Leggere (Amnesty International, Ass. Animalisti Italiani, Ass. Obiettori Non Violenti, Chiama l’Africa, Comunità di S. Egidio, Lega Obiettori di Coscienza, Pax Christi e molte altre) ritengono indifferibile l’adozione di misure per fermare i trasferimenti di armi in queste regioni. Questa coalizione ha presentato una mozione parlamentare, proposta da "Chiama l’Africa", per impegnare il nostro Governo con una moratoria unilaterale di cinque anni sulla vendita di armi leggere ai Paesi africani.
(Laura Ayo)

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