
IL MISTERO DEL METEORITE DI JOHN ANFINOGHENOV
A tutta la quantità d’informazioni si deve aggiungere un altro mistero. Si tratta del meteorite di John Anfinoghenov, ritrovato nei paraggi dell’epicentro principale dell’esplosione. Nella seconda spedizione di Kulik, avvenuta nel 1929, c’era un suo assistente di nome Yankovskij, il quale dichiarò di aver effettuato una grande scoperta.
Si deve premettere che nelle sue spedizioni, Kulik non permetteva a nessuno, nel modo più assoluto, di fare ricerche al di fuori del programma prestabilito. Yankovskij aveva però le sue idee sull’accaduto e un giorno, non avendo più un controllo assiduo, si recò in un luogo "proibito", situato nei paraggi della zona destinata alla ricerca ufficiale. Stando alle sue dichiarazioni, egli vide un enorme masso roccioso. Fu una scoperta sensazionale poiché il ritrovamento di una parte del fatidico meteorite non era previsto nel gran pantano della Siberia Orientale. Quel gran masso però aveva l’aspetto di un meteorite. Naturalmente egli pensò di essere stato il primo uomo ad aver ritrovato quanto era stato ipotizzato da Kulik. Mentre si stava incamminando per tornare all’accampamento, Yankovskij fu morso da una grossa vipera; per questo trascorse circa tre mesi tra la vita e la morte. Al ritorno di Kulik, Yankovskij fu aspramente rimproverato per la sua insubordinazione; addirittura gli fu scritta una lettera ufficiale di richiamo. Nella successiva spedizione lo stesso Yankovskij cercò di ritornare sul posto, ma non riuscì a ritrovare nulla di quanto aveva già visto, tanto che rese scettici gli altri suoi colleghi ricercatori che lo definirono un mistificatore.


Il masso di Yankovskij ritrovato nel 1972 dal ricercatore John Anfinoghenov.

Nelle numerose spedizioni nella Tunguska che furono effettuate in seguito, i molteplici ricercatori non sono mai riusciti a ritrovare il meteorite descritto da Yankovskij. Quando egli era sul punto di morte, alcuni parenti ebbero la possibilità di avere in mano il suo passaporto nel quale vi era pure la foto di quel misterioso masso. Era la dimostrazione che lui tenesse molto a cuore una simile prova.
La storia non finì qui perché il ricercatore di Tomsk, John Anfinoghenov, credeva moltissimo alle dichiarazioni di Yankovskij, tanto è vero che cercò di trovare il misterioso frammento di meteorite ad ogni costo. La sua perseveranza fu fortunatamente premiata. Dopo vari tentativi di ricerca, trovò il presunto meteorite, di consistenti dimensioni (circa 3x2x1 metri e con peso di circa 10 tonnellate), nel 1972. La fortuna gli venne incontro perché scoprì la parte affiorante per caso, giacché il masso era coperto interamente dal muschio e dal terreno. Furono effettuati scavi mirati, con i quali gli scienziati ebbero la possibilità di calcolare l’angolo e la velocità di caduta, permettendo di arrivare alla conclusione che il presunto meteorite avesse scavato una trasversale buca nel terreno per una lunghezza di 75 metri. Anfinoghenov a quel punto pensò effettivamente di aver ritrovato il meteorite di Yankovskij e lo dichiarò ufficialmente. Tutto veniva a favore di questa teoria, perché i dati raccolti corrispondevano con le ipotesi già fatte per l’impatto di un corpo solido nell’atmosfera terrestre. Ma, ahimè, l’entusiasmo suscitato ebbe breve durata: un frammento fu analizzato dagli esperti e il Comitato Sovietico per le Meteoriti decretò che non si trattava di un meteorite. Si precisò però che quel masso potesse provenire da un’altra zona della Russia, o addirittura dal pianeta Marte, giacché nel posto in cui fu ritrovato non c’erano pietre simili se non a circa 400 Km di distanza. La delusione fu grande. Il mistero s’infittì sempre di più, in considerazione del fatto che le analisi non avevano prodotto la necessaria chiarezza sulla provenienza dell’oggetto. Proprio quest’incertezza fece concludere che non si era trattato di meteorite per l’oggetto analizzato e ritrovato nella taiga della Tunguska. Il "sasso" di Anfinoghenov è l’ennesima storia misteriosa che si è cumulata con le altre ipotesi scientifiche...

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