
IL LASER E I TEMPI MODERNI
Nonostante le "leggende urbane" o le dicerie su invenzioni ritirate o boicottate, uno strumento assai temibile in ogni modo è rimasto ancora nella tecnologia militare: il LASER. Laser è una sigla formata dalle iniziali di un’espressione inglese che ha il significato di amplificatore di luce tramite emissione stimolata di radiazione. L’amplificazione per emissione indotta è stata estesa alle onde luminose sin dal 1960 con la realizzazione, da parte di Theodor H. Maiman, del primo laser a rubino.
L’interesse per i laser risiede nel loro funzionamento come oscillatori, poiché costituiscono delle sorgenti di radiazioni luminose con proprietà radicalmente diverse dalle sorgenti luminose ordinarie, che si basano invece sull’emissione spontanea. Ciò dipende dal fatto che si produce un grandissimo numero di fotoni identici, la cui propagazione è descritta dalla stessa onda sinusoidale. Queste proprietà speciali della radiazione laser possono essere classificate in due categorie:
- Le proprietà che sono legate all’estensione spaziale dell’onda e che si traducono con la direttività del fascio laser. In pratica tutta la potenza emessa dalla sorgente si trova racchiusa in un angolo molto stretto o meglio concentrata in un volume focale estremamente ridotto.
- Le proprietà che sono legate alla durata delle onde, o coerenza della radiazione laser, in cui tutti i fotoni sono descritti dalla stessa onda sinusoidale con la stessa frequenza e la stessa fase.
La storia ufficiale del laser nasce nel 1954, quando fu introdotto un concetto completamente nuovo per la produzione di radiazioni elettromagnetiche alla frequenza delle microonde. Il primo dispositivo in grado di amplificare e generare radiazioni elettromagnetiche mediante i metodi subatomici funzionava ad una frequenza di 24.000 Mhz, nella parte a microonde dello spettro. Esso fu denominato MASER che era l’abbreviazione di "Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation". Nel 1958, un lavoro pubblicato da A.L. Schawlow e C.H. Towens propose un metodo per costruire un maser per lunghezze d’onda appartenenti alla parte visibile dello spettro elettromagnetico. Nel 1960 fu realizzato il primo maser ottico o LASER.
Raramente uno sviluppo tecnologico ha provocato maggiore eccitazione e maggiore entusiasmo presso scienziati, tecnici, ingegneri e privati, com’è avvenuto con il laser. Fin dal primo annunzio, i laser sono stati sottoposti, solo negli Stati Uniti d’America, ad intenso studio in oltre 500 laboratori.
In conclusione il laser è in grado di produrre un fascio di luce intenso e quasi assolutamente parallelo. È una luce monocromatica oltre che in fase. Queste notevoli proprietà hanno portato ad importanti applicazioni nel campo della medicina, della biologia, della chimica e della scienza in genere. Anche le forze armate si sono interessate all’uso dei laser nei radar, nella determinazione delle distanze o obiettivi da colpire ma soprattutto come raggio disintegratore. Proprio quest’ultima applicazione ha permesso ai militari di sviluppare dei sistemi d’alta tecnologia capaci di distruggere oggetti a parecchi chilometri di distanza. Uno di questi sistemi, che si contraddistingue per la tecnologia e la potenza, è conosciuto ufficialmente con il nome di MIRACL (Mid-Infrared Advanced Chemical Laser). Dopo un lungo periodo di prova, è uscito dalla più ferrea segretezza sconcertando un po’ tutti perché ufficialmente è stato il primo degli ordigni che avrebbero dovuto costruire il progetto Guerre Stellari (S.D.I.) che consisteva nell’intercettare i missili nemici nel tragitto transcontinentale o al loro rientro nell’atmosfera. Il Miracl è stato un ordigno militare capace di colpire un missile alla distanza di circa 430 Km dalla superficie terrestre, fino a distruggerlo. Aveva la dimensione simile a quella di un autocarro TIR con un enorme riflettore alto sei metri puntato verso lo spazio.
Molti altri progetti sono stati segretamente portati avanti dal governo degli Stati Uniti d’America, ma non si conoscono ancora tutti i dettagli. Comunque il Miracl aveva la possibilità di rimanere in azione per più di un minuto prima di esaurire il carburante, composto da deuterio e fluoro, mentre gli esperimenti al massimo sono durati qualche millesimo di secondo. Si è stimato che il raggio poteva facilmente surriscaldare un obiettivo fino a 20.000°C.
Al giorno d’oggi non sappiamo che potenza massima possano sviluppare i moderni laser, ma viene a mancare proprio il motivo principale per cui essi sono stati costruiti. Esiste un movente che il Governo degli Stati Uniti non vuole assolutamente rivelare ma in compenso ci comunica delle informazioni devianti e non veritiere. Esiste forse una paura di qualcosa di superiore che possa sconvolgere il sistema di difesa americano e la sua egemonia nel mondo? In verità esiste già questa potenza superiore ed è quella extraterrestre, molto ben conosciuta soprattutto a partire dall’Agosto del 1945. Con l’avvento di Bush jr. a Presidente USA, il progetto di scudo spaziale ha ripreso vigore anche se il mezzo tecnico di difesa questa volta verte soprattutto sull’impiego di missili multivettore che, di fatto, modifica il trattato del 1972 ABM, siglato per limitare la corsa agli armamenti e il disarmo nucleare. Molte sono state le critiche a questa scelta e la più potente arriva dalla Russia che accusa il presidente G. Bush di voler giustificare lo scudo spaziale con la necessità di proteggersi da un’invasione di alieni dallo spazio, mentre si tratterebbe di uno strumento per assicurarsi il dominio mondiale.
Fatta questa precisazione, bisogna scrivere la storia del laser partendo dal presupposto che la tecnologia, sviluppata dai terrestri per costruirlo, è in verità d’appartenenza della civiltà extraterrestre.
A riferire quanto detto è stato il Colonnello Philip J. Corso che, in qualità di Capo della Divisione Tecnologica Straniera dell’Esercito USA, gestì i materiali "alieni" recuperati a Roswell (New Mexico) nel 1947, nel contesto di un progetto di retroingegneria che ha portato agli odierni microcircuiti elettronici integrati, alle fibre ottiche, alle fibre supertenaci e naturalmente al laser, da cui i colossi dell’industria americana hanno tratto e stanno traendo enormi guadagni.
Ricordo brevemente che nella notte del 4 Luglio 1947 due oggetti volanti, appena usciti da un’astronave madre, entrarono in collisione e caddero nei dintorni della cittadina militare di Roswell, nel New Mexico. I militari trovarono i rottami degli ufo e i cadaveri degli "alieni", creature prive di corde vocali, con quattro lobi cerebrali invece di due e linfa al posto del sangue. Erano indubbiamente dei cloni al servizio di Intelligenze extraterrestri. Solo dopo due anni di studio gli americani riuscirono a capire il funzionamento d’alcuni congegni tecnologici. Il Colonnello Corso ha affermato: "Dalle analisi dei reperti alieni abbiamo sviluppato la ricerca e la realizzazione dei circuiti integrati, del transistor, degli acceleratori di particelle. Nell’astronave c’erano fibre supertenaci, impossibili da tagliare o bruciare, la cui struttura era simile a quella della ragnatela: ne abbiamo tratto il kevlar. Nel metallo sottile e infrangibile, analizzandone la composizione molecolare, scoprimmo l’esistenza di reti a fibre ottiche. Trovai una sorta di torcia elettrica: non funzionava e pensai, da stupido essere umano, che mancavano le batterie. Invece, sottoposto a radiazioni X, l’oggetto si mise in funzione: era il LASER."
Proprio nel 1960, anno in cui avvenne la prima dimostrazione pratica del laser, il Generale Trudeau lo aveva inserito nella lista di priorità delle tecnologie da indirizzare ai fini militari. Perciò il Colonnello Corso, dato che il laser faceva parte della tecnologia recuperata a Roswell, si dedicò nella ricerca su come i cloni extraterrestri avessero potuto impiegare tale tecnologia durante le loro missioni sul nostro pianeta. Ciò doveva portare la nostra scienza a raggiungere un simile potenziale, sotto la copertura di un programma convenzionale. Gli americani credevano che l’uso del laser servisse agli extraterrestri per la navigazione, per comunicazioni, per la sorveglianza di determinati obiettivi, per la trasmissione d’energia, per l’illuminazione ed anche per la memorizzazione di dati.
Le autorità americane erano molto preoccupate però del suo uso come strumento medico e come potenziale arma perché erano convinti delle loro intenzioni ostili. Come ho già detto, la civiltà extraterrestre non ha mai dato prova di una simile velleità. Al contrario l’uomo terrestre ha voluto crescere in scienza e tecnologia ma non nella spiritualità. Ciò ha determinato, data la situazione di guerra fredda con l’URSS, un terrore tale che pensavano che se non avessero trovato dei metodi per difendersi dagli extraterrestri, questi li avrebbero chiusi dentro recinti e usato gli uomini per i trapianti d’organi o come fonte di cibo. Ma queste cose le fanno solo i terrestri e tale logica è solo di facciata, un modo puerile per spiegare all’opinione pubblica, in modo programmato, il perché del comportamento violento verso coloro che in realtà hanno solo espresso una logica di fratellanza, di amore e di giustizia.
Con i test positivi condotti alla Columbia University, oggi il laser è diventato uno strumento al servizio del Comando di Difesa Spaziale dell’Esercito come arma antisatellite o antitestata. In verità, lo scopo principale è sempre quello di distruggere oggetti volanti non terrestri.
Perché così ha deciso il potere in questo pianeta. Di tutto ciò esistono prove indiscutibili ed inoppugnabili, come si può dedurre dai fotogrammi ripresi dalla missione spaziale dello Shuttle "STS-48" del 15 Settembre 1991.

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