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[Aquila]

IPOTESI DEL FULMINE GLOBULARE

In tutta questa ridda di ipotesi sono stati scomodati pure i fulmini globulari. Essi sono entità fisiche ben confinate in una certa zona dello spazio, luminose, mobili e di forma globulare (di solito sferica). La zona dello spazio che dal suolo si estende fino a 10-15 Km (troposfera) può ospitare in alcune occasioni fenomeni atmosferici distinguibili da altri fenomeni di natura elettromagnetica, studiati da almeno 160 anni. Uno dei primi scienziati a proporre delle conoscenze sui fulmini globulari o "ball lightning" (BL) è stato il direttore dell’Osservatorio di Parigi, Jean Francois Dominique Arago, nel 1830.
In verità i BL sono fenomeni non ancora ben compresi e non esiste al giorno d’oggi una teoria che possa descriverne tutte le peculiari caratteristiche. Tale difficoltà nasce dal fatto che le informazioni acquisite provengono da testimoni occasionali che hanno come criterio deduttivo solamente la vista. La Russia è la nazione che più di tutte ha dato un contributo in questo senso, seguita dal Giappone, USA ed alcune nazioni europee. Le dimensioni delle "sfere" vanno da pochi centimetri fino a diversi metri. Il diametro più comune è compreso tra i 10 e 40 cm. Non è detto che il diametro ottico di un BL corrisponda con quello effettivo del fenomeno. Nella maggior parte dei rapporti è descritto come sfera colorata, di solito rossa, gialla o giallo-rossa. Più raramente compaiono di colore bianco, blu e verde. Può apparire in tre modi distinti: solido, rotante e in "combustione". Quest’ultimo aspetto è caratteristico dei BL con piccolo diametro, in altre parole inferiore ai 40 cm. I BL rotanti sono invece multicolori e circondati da un alone semitrasparente. Non c’è però correlazione fra colore e tipo di moto che è piuttosto vario e con velocità stimate di qualche metro il secondo. Nella maggior parte dei casi la durata dei BL è dell’ordine di 1-2 secondi. Può capitare che la persistenza arrivi anche ad alcuni minuti e di solito più è grande il BL, maggiore è la sua durata. Possono sparire in due modi ben caratteristici: con decadimento silenzioso o con decadimento esplosivo. Nel primo caso il fulmine globulare diminuisce la propria luminosità e il proprio diametro, mentre nel secondo si ha una forte esplosione accompagnata dalla sua sparizione improvvisa. Occasionalmente si può frazionare in frammenti più piccoli. Essendo un fenomeno troposferico è chiaro ed evidente che le condizioni atmosferiche saranno importanti nella sua formazione. I luoghi d’osservazioni sono generalmente all’interno delle abitazioni e nelle strade. Con percentuali molto più basse possono essere osservati nei prati, nei boschi, sopra i laghi e i fiumi, in cielo, in montagne fra le nubi. Le condizioni meteorologiche più favorevoli sono quelle che si creano durante i temporali. Ciò non toglie che possono comparire prima e dopo il temporale stesso. In circa il 10% dei casi però il fulmine globulare può svilupparsi in condizioni di cielo sereno. La statistica ci dice infine che il periodo dell’anno più favorevole è il mese di Luglio e in genere da Maggio a Settembre-Ottobre.
Durante i 160 anni di studio, numerosi sono stati i tentativi di ricreare in laboratorio un fulmine globulare ma con modesti risultati poiché la loro dimensione è stata di qualche centimetro. Il fisico russo Kapitza ha proposto una teoria che spiega come la durata della vita del BL dipenda dalla presenza di un’energia esterna e che possa trattarsi di onde elettromagnetiche stazionarie fra nubi e suolo originate da temporali.
Esiste poi la teoria dell’aerogel, di B.M. Smirnov. Egli suppone che in una data regione dell’atmosfera fra nube e suolo fluisca una corrente elettrica generata da un campo elettrico esterno. L’aria può essere ionizzata e le cariche elettriche separate. Se nel plasma unipolare formato si trovano delle particelle di aerosol atmosferico (assai abbondante) le cariche possono essere catturate dalle particelle che assumono la forma di un "cluster frattale" molto poroso, noto come "aerogel". Un buon modello di fulmini globulari, proposto dallo scienziato M. A. Uman, deve avere le seguenti caratteristiche:
I fulmini globulari hanno luminosità, dimensioni e forma costante per tempi di diversi secondi; mostrano una considerevole mobilità e non tendono a salire verso l’alto; possono entrare nelle case o in altre strutture possono esistere all’interno, comprese le strutture metalliche chiuse; pare che siano in grado di attraversare porte e finestre chiuse senza creare danni; oltre che emettere in frequenza visibile e nell’infrarosso, possono generare onde radio.
Considerando che il fenomeno delle ball lightning è spesso associato alla catastrofe della Tunguska, credo che sia abbastanza difficile fare una simile associazione considerando gli effetti impressionanti del 1908.
Nella ricerca ho trovato informazioni di un fatto che è capitato proprio a circa 50 Km dalla mia abitazione e si è trattato di un fulmine globulare avvistato nel cortile di un’abitazione in località Sasso Tetto, una frazione del Comune di Sarnano (MC), a 1300 metri di quota sul livello del mare.
Erano circa le ore 21,00 del 20 agosto 1984, con un cielo perfettamente sereno, quando i testimoni, uscendo dalla loro abitazione, si sono trovati dinanzi un fulmine globulare di forma sferica, il cui diametro fu stimato in 10-15 metri. Senza aver udito rumori o odori particolari, i quattro testimoni si sono trovati di fronte un globo di un bianco intenso, con luminosità fastidiosa agli occhi, inizialmente immobile. Successivamente cominciò a roteare su se stesso molto lentamente per poi sparire lungo l’asse orizzontale. Si diresse verso la cresta montagnosa per poi sparire scendendo a valle in un canalone. La visione durò circa 20 minuti.


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