
CONCLUSIONI
L’affascinante quanto misterioso evento della Tunguska è stato analizzato in tutte le forme possibili dalla scienza moderna. Con le mie ricerche posso tranquillamente aggiungere un nuovo tassello che materializza, in maniera definitiva, l’ipotesi extraterrestre, già proposta da alcuni validi ricercatori ma con teorie alquanto diverse. Da quanto sinora scritto, si evince che l’argomento è stato affrontato dalla parte extraterrestre, mettendo a frutto quelle sufficienti informazioni che ci sono pervenute tramite il contattista Eugenio Siragusa. Sono state riportate successivamente delle testimonianze storiche, alcune delle quali trasformate in leggende, in cui risalta il concetto di aiuto che la civiltà extraterrestre ha disinteressatamente donato per appoggiare sempre l’evoluzione positiva dei popoli e non le velleità egoistiche o guerresche espresse nel corso della storia. In questo contesto ho cercato una spiegazione al terribile avvenimento della Tunguska e sono partito proprio dalle credenze e dalle testimonianze del popolo tunguso.
Ho notato, per prima cosa, che gli scienziati non si sono soffermati più di tanto su una testimonianza, che reputo fondamentale, ed espressa da vari esponenti tungusi. Verso la fine dell’anno 1907, fino al mese di gennaio del 1908, gli sciamani della Tunguska avvertirono la popolazione che nessuno si doveva avvicinare, nel modo più assoluto, alla zona di Khova, il famoso pantano della Tunguska.
Chi poteva aver dato quest’avvertimento sei mesi prima della catastrofe?
I tungusi sapevano solo che quella zona sarebbe stata la tomba scelta dal Dio Ogdy, azione che avrebbe posto fine alle continue lotte fratricide e tribali. Essi perciò non misero in discussione minimamente tale consiglio, ubbidendo senza indugio per rispetto al temuto Dio della Giustizia.
In effetti, nonostante la devastazione inferta da quella potentissima esplosione, non ci furono morti fra gli abitanti della Tunguska: sparirono solamente alcune centinaia di renne ed altri animali, trovati sul posto in quel momento.
Mi è stato insegnato: nulla succede per caso. Per meglio dire: il caso non esiste. Ho allargato perciò la ricerca, indagando sulla storia della Grande Madre Russia nel periodo compreso tra la fine del XIX° e i primi decenni del XX° secolo. Pure questo nome: Grande Madre Russia non era stato dato per caso.
Un documento storico molto interessante dava informazioni sul passaggio nel cielo della Siberia di un’enorme palla di fuoco: era il 23 Gennaio 1871. Si trattava di un "meteorite" d’insolita grandezza, tanto che migliaia e migliaia di persone registrarono nei loro ricordi l’impressionante avvenimento: un segno "celeste" che doveva annunciare la venuta di uno degli uomini più discussi di tutta la Russia.
Si sta parlando di Grigorij Efimovic Rasputin.
Egli nacque in una famiglia di contadini nel Luglio proprio di quel 1871, a Pokrovskoje, un piccolo villaggio sul fiume Tura, poco lontano dalla cittadina di Tjiumen, nel distretto siberiano di Tobolsk.
Grigorij crebbe libero e selvaggio. All’età di dodici anni rimase solo con il padre e da giovincello si prese subito la nomina del grande seduttore di donne che "soggioga" con lo sguardo. Si porterà quest’etichetta per tutta la vita e, dopo la sua morte, sarà il punto focale per farlo passare alla storia come un depravato, un imbroglione, un intrigante politico e così via.
Sposato con tre figli, agli inizi del secolo XX° abbandonò la famiglia per seguire una trascinante vocazione per la vita religiosa. Ben presto, sfruttando le sue indubbie capacità, raggiunse una certa fama quale santone dotato di facoltà taumaturgiche e suscitò perciò l’interesse di molte persone religiose che lo condussero a corte, scorgendo in lui un possibile strumento d’influenza su gran parte dell’alta borghesia e sulla stessa famiglia reale.
Così come Cagliostro precedette la Rivoluzione Francese, Grigorij Rasputin precedette quella Russa, anche se il programma divino di entrambe aveva come fine non la guerra ma la pace e la giustizia. La scelta sbagliata dell’uomo comportò, ancora una volta, effetti drastici e sofferenze morali, spirituali e fisiche dello stesso.
Colui che fu definito dai grandi iniziati il Monaco Santo e l’Ultimo Profeta precursore del XX° secolo, fu proprio Rasputin. Le sue doti divine, la sua saggezza e il suo discorso profetico lo portarono a diretto contatto con i potenti. Dopo aver dispensato infinito bene come, ad esempio, la guarigione di Alessio, figlio dello Zar Nicola II, malato di emofilia, Rasputin tentava con ogni mezzo di sensibilizzare, ai valori della giustizia, della pace e dell’amore, il potere russo sapendo che attraverso di questo poteva stabilire in tutto il pianeta l’armonia e la pace. Ma gli alti ideali di Rasputin contrastavano con quelli degli alti dirigenti guerrafondai, ladri, malfattori e assassini, e così, come avvenne sempre per i Figli di Dio, fu perseguitato e ucciso nel 1916. Una congiura organizzata dai nobili potenti russi, condizionati dalle altre superpotenze di allora, eliminò Rasputin gettandolo nel Neva, fiume che attraversa la città di San Pietroburgo.
Il discorso profetico e gli ammonimenti divini sottolineati nelle Profezie scritte da Rasputin sono la testimonianza tangibile che questo grande Spirito Solare, per volere divino, continuava con infinito amore, d’epoca in epoca, ad offrire il medesimo discorso, con la medesima metodologia, all’uomo che vuole fare ad ogni costo il cieco e il sordo.
La storia ci ricorda che, tra la fine del XIX° e l’inizio del XX° secolo, venne attuata in Russia una politica finanziaria che favorì le grandi imprese. D’altro canto la servitù latente e la miseria dei contadini ostacolarono il commercio interno. Vi era, infatti, una situazione particolare: 30.000 proprietari possedevano 10 milioni di ettari di terra, mentre 10 milioni di contadini ne avevano 75 milioni. All’interno della classe contadina esistevano grandi disparità: la metà delle terre apparteneva ai contadini benestanti (kulaki) che erano in netta minoranza. Perciò in questa situazione si delinearono i primi sintomi di due antagonismi sociali nelle campagne: uno tra i contadini e proprietari terrieri e l’altro tra kulaki e contadini poveri. A complicare la vita russa si verificò la fuga dei contadini poveri verso le grandi città, ingrossando naturalmente le fila del proletariato industriale. Tale esodo aggravò le condizioni di vita degli operai.
All’epoca governava lo sconfinato impero russo lo Zar Nicola II che aveva come moglie Alessandra Feodorovna, d’origine tedesca. La borghesia, che si era sviluppata con il capitalismo, rimase politicamente impotente e disorganizzata. Da un lato essa temeva le manifestazioni popolari e, dall’altro, venne esclusa dal potere delle grandi famiglie nobili.
L’economia russa dipese sempre di più dai monopoli industriali e bancari dell’Europa Occidentale e il Governo ricorse molto spesso ai prestiti esteri per finanziare le imprese industriali, le costruzioni di ferrovie, ecc...
La Russia perse progressivamente l’influenza acquisita nei decenni precedenti. Nonostante ciò, le sempre vive mire imperialistiche russe determinarono la guerra con i giapponesi, scoppiata alla fine di Gennaio del 1904, che si concluse con la sconfitta dei russi e il conseguente trattato di pace del 23 Agosto di quell’anno. La sconfitta suscitò il malcontento popolare e favorì il movimento rivoluzionario.
Il 1905 fu l’anno fatale nel regno di Nicola II e nella storia russa. Dopo la sconfitta col Giappone, si ebbe l’inizio della crisi dell’aristocrazia e l’avvio del breve esperimento parlamentare (Duma). È l’anno di quella che Lenin chiamò "la prova generale della rivoluzione del 1917". E fu infine l’anno in cui Rasputin entrò nella vita dello Zar.
All’inizio del 1906 il potere zarista controllava ancora la situazione, aiutato anche da un consistente prestito concesso dalla Banca Francese e dalle banche inglesi. Nell’Aprile del 1906, bolscevichi e menscevichi si riunirono a Stoccolma per il IV congresso del partito. La prima Duma venne sciolta nel Luglio del 1906 ma le richieste dei deputati contadini spaventarono lo Zar. Nacque una forte repressione, sostenuta da numerosi tribunali militari ambulanti. I contadini però vennero autorizzati ad abbandonare la comunità rurale e a diventare proprietari. Presero il via una serie di iniziative politiche che porteranno lo Zar ad accentuare la repressione che farà diminuire le manifestazioni contadine, verranno posti fuori legge i vari partiti e il facinoroso Lenin riparerà all’estero. Tutto ciò non migliorò assolutamente la situazione, anzi generò, per una serie di fatti, più ingiustizia proprio tra i contadini, tanto che i più poveri di loro dovettero andarsene per raggiungere la Siberia o le zone di frontiera. Ciò interessò oltre 2.500.000 persone.
Sono convinto che per tutta la situazione che si era creata in quel periodo, venne un segno dal cielo così potente ed impressionante da far prendere seria coscienza agli uomini di potere dell’epoca. Quell’impressionante esplosione nella Tunguska, seguita da una forte scossa tellurica registrata in tutto il mondo, con le notti successive illuminate a giorno, soprattutto nella Germania, Danimarca, parte della Francia e Inghilterra, era un segnale molto forte che doveva spronare gli uomini di buona volontà a lottare per la pace e la giustizia, senza provocare guerre ed inutile spargimento di sangue. D’altro canto i poteri economici occidentali, Inghilterra in testa, avrebbero dovuto cedere anche perché avevano creato condizioni di non ritorno.
Nel messaggio di Fatima (Portogallo), dato dalla Madonna ai tre pastorelli nel 1917, tra l’altro, troviamo scritto: "La guerra del 1914 sta per finire. Ma se non si smette di offendere il Signore, durante il regno di Pio XI, ne comincerà un’altra che sarà ancora peggiore. Quando vedrete una notte rischiarata da una luce sconosciuta, sappiate che il grande segno che Dio vi offre per indicarvi che sta per punire il mondo dei suoi crimini con una guerra, la carestia e persecuzioni contro la chiesa e il Santo Padre... Per impedire che ciò avvenga, io chiedo la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato. Se si ascolta la mia supplica, la Russia si convertirà e riavrà la pace. In caso contrario, la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, provocherà guerre e persecuzioni contro la Chiesa. Molti uomini saranno martirizzati, il Santo padre soffrirà molto, diverse nazioni saranno annientate...".
La storia, seguente al fatidico anno del 1908, fa risaltare tutta questa parte della profezia, considerando pure che il 25 Gennaio del 1938 apparve in cielo il grande segno. Milioni e milioni di persone in Europa videro l’atmosfera assumere il colore del fuoco ed anche in quest’occasione la scienza non ha saputo o voluto dare spiegazioni attendibili, per non parlare poi del potere politico e religioso.
Credo che il monaco russo Rasputin facesse parte di un programma ben preciso, dove la devastazione della Tunguska rappresentava il punto di svolta per la società russa e, di riflesso, per tutta la popolazione mondiale.
Rasputin è stato un taumaturgo ma anche un maestro di verità, confuso ad arte e perseguitato come violentatore di donne. L’unico suo "peccato" è stato, in realtà, quello d’amare e di istruire l’umanità cercando, in particolar modo, di evitare la guerra mondiale che i ricchi e i potenti della Russia volevano. Difendeva i diritti dei poveri. Desiderava che la Russia si unisse e fosse la guida fraterna fra tutti gli stati, uniti in un unico blocco comunitario, in pace e fratellanza. Purtroppo anche questo tentativo non è riuscito.
Ancora oggi si discute se la catastrofe della Tunguska sia stata originata da un meteorite o da una cometa.
Resta soprattutto il rammarico del fatto che il popolo tunguso abbia capito immediatamente l’origine non terrestre del fenomeno ed abbia ubbidito in completa fiducia ai consigli venuti dall’alto e ciò non si è verificato con il potere russo dell’epoca che, volutamente, ha lasciato nel dimenticatoio la faccenda per circa 20 anni e le conseguenze si sono tutte riversate sull’umanità di questo pianeta.
Sta di fatto che la Madonna dovette apparire ai tre pastorelli a Fatima (Portogallo) nel 1917, per dare un ultimo avvertimento all’umanità, affinché retrocedesse dal suo comportamento antispirituale.
Inoltre tutti gli studi sulla Tunguska e tutte le teorie proposte non hanno fatto altro che confondere le idee, permettendo agli uomini di allontanarsi sempre più dal vero significato dell’evento.
Può anche non piacere questa conclusione ma la ritengo assai importante e consona con il vero significato della vita. L’uomo dovrebbe iniziare a riscoprire la sua verace natura, dando la possibilità a se stesso e agli altri di chiarire una volta per tutte: chi siamo, da dove veniamo e dove dobbiamo andare.
Per questo la lotta continua.

«I negatori dei valori divini ed umani sono sempre esistiti ma mai così numerosi come in questi tempi di oscurantismo e di materialistica e folle presunzione. Dal pulpito di coloro che sono i fautori di ogni tipo di violenza psichica, fisica e morale viene la sentenza: "I dischi volanti non esistono; sono luci... strategia della borghesia per confondere le menti..." e tante altre isteriche e blasfeme conclusioni. È comodo negare ciò che è scomodo a chi nutre velleità di dominio e di potere assoluto. È facile affermare che questo o quello non esiste, occultando così verità che possono distogliere gli uomini dall’essere strumentalizzati da ideologie che dividono invece di unire, che mettono il fratello contro il fratello, che distruggono al posto di edificare il prezioso bene della pace, della concordia e della giustizia fra i popoli della Terra. È un rospo duro da ingoiare la grandiosa verità di questo tempo. Un boccone amaro per chi si culla nell’illusione di poter far credere che una verità è menzogna per fini storicamente vagliati ed assimilati da chi è libero di non essere cieco e sordo, prigioniero o succube di una perversa metodologia ingannatrice e violentatrice del diritto umano sancito da una legge in travalicabile che stimola l’uomo a liberarsi dall’ignoranza e a spogliarsi degli istinti della bestia assetata di morte.»
(Woodok dalla Crystal-Bell)

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