
IPOTESI DI BORIS RODIONOV
Un emerito professore dell’Istituto di Fisica ed Ingegneria dell’Università di Mosca, Boris Rodionov, si è espresso di recente sulla Tunguska con la sua teoria d’avanguardia che ai più può sembrare fantasiosa ma, in realtà, ha solide fondamenta fisiche e matematiche. Si basa sul concetto d’esistenza di una materia invisibile o "materia oscura" che vive ed è in grado di creare e governare la materia visibile in tutto l’Universo.
All’inizio della sua carriera il professor Rodionov si occupava solo di fisica nucleare. Dagli inizi degli anni ’80 cominciò ad interessarsi del Cosmo. In quell’epoca la fisica ufficiale si è trovata a dover affrontare il problema della "materia oscura" giacché si era appurato che la materia conosciuta corrispondeva al 10% di quell’esistente che è composta d’atomi, molecole, pianeti, stelle, idrogeno, polvere cosmica e così via. Il restante 90% è ancora tutto da scoprire. Fino ad oggi il problema non è stato risolto, anche se sono stati condotti molti esperimenti per determinarne la composizione.
Secondo Rodionov, la materia oscura è composta di una specie di filo o meglio una serie di fili molto sottili, il cui diametro è paragonabile a quello dei nuclei atomici. I calcoli matematici da lui elaborati hanno fatto capire che questi fili sono composti di particelle di tipo quark. Dentro questo filo di quark si trova il campo magnetico, descritto dallo scienziato americano Fritz London negli anni ’60. Una simile scoperta permette di capire la costituzione della materia.
I fili sono chiamati "flussoidi" o più semplicemente Flux. Sono infinitamente lunghi, esistono in tutto l’Universo e la distanza tra loro varia dai 100 Km fino a 1000 Km. Nei corpi solidi (pianeti o soli) invece la loro distanza è sicuramente molto piccola. Se potessimo rompere uno di questi fili, vedremmo pezzi terminanti con dei poli magnetici o meglio dei monopoli magnetici, poiché punti finali dei cosiddetti flux. Con tale caratteristica i vari pezzetti di filo possono tranquillamente riattaccarsi, determinandone l’allungamento. Il meccanismo rassomiglia tantissimo alla divisione e successiva crescita dei batteri. Questi fili, inoltre, possono attraversare senza problemi qualsiasi materia. Non per caso Rodionov è in grado di spiegare tanti fenomeni geomagnetici come gli uragani, i fulmini, i tornado e così via. Una considerazione interessante è che, secondo lui, tutti i pianeti, i soli, le galassie sono collegati con tali flux ed esistono forze intelligenti che partecipano nel processo vitale e che possono essere comparate agli angeli biblici, a esseri superiori che esistono in tutte le parti dell’Universo.


Schema del FLUX secondo Rodionov.

Nel 1999 Rodionov ha pubblicato un libro, dal titolo "Luce sulla Tunguska", che è stato scritto sotto forma di dialogo con il professor Andrei Olkhovatov. Sono espresse le ipotesi di entrambi i ricercatori a proposito del mistero che ancora circonda quel drammatico fatto. Olkhovatov è abbastanza convinto che nella Tunguska non sia caduto un meteorite, poiché si è verificato un evento geofisico, mentre Rodionov aggiunge le sue conoscenze sulla materia oscura per dare una spiegazione più coerente degli avvenimenti, appoggiando, di fatto, la teoria del suo collega. Rodionov parte dalla considerazione che le testimonianze dell’epoca (circa 1000) sono in contraddizione tra loro. Le analizza per prima cosa in base alla distanza dall’epicentro. Parte da quei testimoni che si trovavano intorno ai 100 Km, per arrivare poi a quelli dislocati a circa 200 Km. Le informazioni derivate non hanno dato nessuna sicurezza, infatti, sulla direzione d’arrivo del bolide, anche se la maggioranza di loro propende per la direzione sud-nord. Rodionov spiega che all’epoca la quasi totalità degli uomini viveva lungo le rive dei fiumi più grandi, situati appunto a sud dell’epicentro. Si deve dedurre che il bolide potrebbe aver assunto tutte le direzioni possibili e non solo quelle ipotizzate dai più importanti scienziati. I più accreditati studiosi del caso Tunguska come Krinov, Astapovich, Fast, Suslov, Iljin, Sytinskaya, Koval, hanno descritto la traiettoria del bolide con altrettante direzioni.


La traiettoria del bolide secondo accreditati studiosi del caso Tunguska.

L’ipotesi è corroborata poi dal fatto che i testimoni hanno individuato almeno 12 tipi di aspetti esteriori dell’oggetto, in caduta verso la Terra. È il secondo punto favorevole alla sua teoria, rinvigorita dai tempi d’osservazioni non concordanti.

FORMA |
Percentuale (%) |
FORMA |
Percentuale (%) |
| 01 - Globo |
19 |
07 - Fulmine |
2 |
| 02 - Cilindro |
16 |
08 - Striscia Luminosa |
3 |
| 03 - Cono |
2 |
09 - Colonna di fuoco |
5 |
| 04 - Stella |
4 |
10 - Fuoco |
10 |
| 05 - Oggetto con coda |
14 |
11 - Scintille |
11 |
| 06 - Serpente |
2 |
12 - Altre forme |
12 |

Il terzo punto s’incentra sulla presenza di una forte anomalia magnetica nella zona della Tunguska, tanto che essa è definita terzo polo magnetico del pianeta. Rodionov ipotizza, di conseguenza, un evento naturale che, come ogni cosa, è legato agli eventi dell’Universo. I flux spiegano abbastanza bene quanto è successo, nell’ipotesi che l’anomalia magnetica riscontrata nella Tunguska abbia provocato una concentrazione di essi all’interno del globo terrestre che successivamente li ha spinti verso l’esterno. Perché può succedere tutto ciò? Approfondendo la teoria di Rodionov, si scopre che questi fili o flux possono compenetrare qualsiasi materia e per attivarli è necessaria una minima energia, corrispondente a circa 20 Kev: per questo i flux possono assumere protoni con una certa facilità.
Disegno proposto da Rodionov per spiegare l’origine esplosiva dei flux, all’interno del globo terrestre, che fluiscono come un torrente verso l’esterno in forma vorticosa, richiamando anche i flux esterni, da cui deriva il processo esplosivo finale.

Del resto se non si riesce ad attivare il filo con quest’energia minima, la luce non si vede perché non si crea. Una volta attivato il filo, possono avvenire le reazioni nucleari di cattura dei nuclei atomici e quindi, se la concentrazione non è elevata, la materia s’illumina. Se avviene un aumento notevole della quantità dei fili attivati, si arriva con una forte probabilità ad un’esplosione. Pertanto quando avviene il processo di cattura nucleare, i flux si allungano perché si formano i monopoli all’estremità dei fili. Il processo di rottura ha bisogno di una forza pari a circa 10 tonnellate oppure ad un’energia di circa 5 GeV. Con il processo di allungamento si può arrivare, se l’ambiente lo permette, ad una moltiplicazione dei fili elevata, determinando la fatidica densità che ha decorso esplosivo.
Rodionov, sostenendo appunto la teoria di Olkhovatov, dichiara che la zona della Tunguska è un paleovulcano con una forte concentrazione di flux. In tutta quest’importante teoria ci sono due punti che fanno discutere.
Disegno proposto da Rodionov per illustrare l’effetto esplosivo finale esterno. Si possono notare il movimento torsionale dell’atmosfera e l’effetto di luce che si è potuto osservare ad enorme distanza dall’epicentro.

Il primo riguarda proprio i flux, i fili che dovrebbero costituire la materia oscura, ma ancora non sono stati rilevati dagli strumenti dei fisici. Il secondo riguarda invece la testimonianza di un uomo, il rivoluzionario T.N. Naumenko, che nel 1908 viveva a Kezhma in esilio. Anni dopo il fatto, Naumenko fece un disegno di quanto ricordava dell’oggetto che vide in cielo immerso in un alone di luce. Si nota che l’oggetto aveva consistenza materiale, di forma particolare e scolpito da una serie di scanalature che gli danno un aspetto di un oggetto corroso.
Oggetto avvistato il 30 Giugno 1908 dal testimone T.N. Naumenko, il rivoluzionario in esilio che viveva nella piccola città di Kezhma.

Rodionov insiste nell'affermare che gli oggetti luminosi che volavano in quel fatidico 30 Giugno del 1908, con diverse traiettorie verso l’epicentro, in tempi diversi e con varie forme, potevano assomigliare ben poco ai meteoridi. Secondo il suo modello, gli oggetti in questione potevano rappresentare due situazioni ben precise:
- Diversi e vari noduli, densi e luminosi, facenti parte della materia oscura che continuamente copre la Terra e che in quel giorno si avvolsero attorno ad un’enorme colonna della stessa materia oscura che spuntò nell’epicentro dalle profondità del pianeta.
- Gli UFO, i quali sono costituiti della stessa materia filiforme e che possono rappresentare oggetti dalle diverse forme, visibili o invisibili.
La differenza tra i due sta nel fatto che gli UFO hanno un comportamento intelligente.
Per concludere vorrei porre l’accento sul fatto che il professor Rodionov, sull’evento della Tunguska, spiega con una valutazione quantitativa tutti i fenomeni sinora conosciuti.
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