
L’ANTIMATERIA
Quando si raggiunse un certo numero di atomi d’idrogeno, due atomi si combinarono tra loro sotto l’azione dello Spirito-movimento, formando un atomo di Elio. È qui che si comincia a comprendere il significato di anti-materia. Quest’atomo di elio non era altro che due atomi d’idrogeno, ma diveniva così un corpo estraneo e se non vi era stata un’azione contro di lui, l’Universo intero non sarebbe divenuto che "una massa di atomi di elio", e da questo l’evoluzione non avrebbe avuto luogo. È perciò che l’atomo d’idrogeno, se è il creatore chimico, può prendere anche il ruolo di distruttore. Con il primo atomo di elio, si può dire: "E luce fu" perché fino ad allora lo spazio era allo stato di tenebre. Quest’atomo di elio, una volta terminato il suo ruolo, doveva scomparire, ma i due atomi di idrogeno che lo componevano, riprendevano il loro posto nello spazio. L’antimateria è l’atomo d’idrogeno che produce degli elementi, ma una volta che questi elementi hanno giocato un ruolo nell’evoluzione dell’Universo, la materia si decompone, si disintegra e ritorna atomo d’idrogeno.
Riguardiamo ora dal lato dello Spirito-movimento quando due atomi d’idrogeno formano un atomo di elio. Le due parti di Spirito, i due atomi d’idrogeno, non fanno più di una parte nell’atomo di elio. Così occorrono 92 atomi d’idrogeno per formare un solo atomo di uranio. Questo atomo di uranio, se vi sono 92 atomi di idrogeno, ha 92 parti di Spirito che ne formano una per tutto il tempo che rimarrà atomo di uranio. Così lo Spirito, malgrado si divida tante volte quanti sono gli atomi d’idrogeno, resta uno. Tutto rimane legato: atomo d’idrogeno e spirito. Se bruscamente ci fosse sul pianeta una disintegrazione a catena, assisteremmo:
- Alla sparizione del regno animale. Tutto ciò che respira sarebbe votato ad una morte certa.
- Poi sarebbe il turno del regno vegetale.
- Sarebbe ancora la fine del regno minerale. Il pianeta sarebbe così totalmente disintegrato.
Vi è una cosa certa ed è che, una volta avvenuta questa disintegrazione, nel posto occupato dal pianeta, ci sarebbe il medesimo numero di atomi d’idrogeno perché questi non possono scomparire. E, cosa sorprendente, questi atomi d’idrogeno potrebbero ricominciare un’altra evoluzione. Pensiamo che con la conoscenza dell’atomo d’idrogeno, la spiegazione di altri atomi non è che matematica, perché un atomo d’idrogeno è formato da un nucleo e da un elettrone. Se si moltiplica per due, abbiamo un atomo di elio. In definitiva invece di dire H2 si dirà He; per questo non è che H moltiplicato per due. È esattamente la medesima cosa se noi dicessimo: 1 + 1 = 2.
Dunque, quando noi siamo in presenza di un atomo di elio, vi sono anche due nuclei d’idrogeno e due elettroni. Quando poi questo atomo di elio cesserà il suo ruolo e ritorneranno due atomi di idrogeno, i due nuclei e i suoi due elettroni resteranno gli stessi. L’Universo non è che una sola e medesima cosa poiché composto unicamente di atomi d’idrogeno: è l’uno dei matematici che può dividersi in un numero considerevole di volte, ma che rimane sempre uno. È l’uno nel quale tutte le evoluzioni terminano. In lui si producono dei cicli e la materia non può sfruttare che le forme e le combinazioni chimiche.
Crediamo che nell’Universo vi sia un ordine cosmico. Se l’Universo ha avuto inizio, non può più avere fine perché avanza nello spazio che non ha né principio né fine.
In questo Uno, l’Universo contiene tre principi:
- Lo Spirito è il suo movimento.
- Lo spazio che lo fa esistere è quello che ogni atomo conserva il lui.
- L’atomo di idrogeno.
Possiamo affermare che se l’atomo d’idrogeno esiste, è perché vi è l’Universo, ma anche, che se lo spazio esiste, è perché contiene l’Universo e gli atomi d’idrogeno. Ora dobbiamo rilevare che in ogni evoluzione questi tre principi sono presenti e non possono separarsi. Tutte le materie perciò hanno una parte di spazio, di Universo e di atomi d’idrogeno.

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