
CAPITOLO V
LE PROVE: L'EVOLUZIONE DEI TAROCCHI
Sommario:
5.1 - I primi mazzi e il fenomeno della regionalizzazione 5.2 - Il Tarocco Spagnolo, il Tarocco Arabo, il Tarocco Egiziano 5.3 - Le Carte didascaliche: I cosiddetti "Tarocchi del Mantegna" 5.4 - I "Tarocchi di Carlo VI" o "Tarocco Gringonneur" 5.5 - I Tarocchi regionali italiani 5.6 - Il Taotl
5.1 - I primi mazzi e il fenomeno della regionalizzazione
Per seguire più da vicino il cammino dell'evoluzione, proviamo a vedere come cambiarono i più antichi Tarocchi nella fase di transizione che segnò il passaggio dai "Naibi" ai "Tarocchi".
Mi riferisco al "Tarocco Spagnolo", al c. d. "Tarocco egiziano" ed al "Tarocco gitano". Tra i più tipici mazzi italiani ci occuperemo dei "Tarocchi del Mantegna", del "Tarocco siciliano", delle "Minchiate fiorentine", del "Tarocchino bolognese", dei "Tarocchi Visconti-Sforza". Tutti questi mazzi segnarono le tappe di una vicenda che si concluse, senza chiudersi, con i famosissimi "Tarocchi di Marsiglia" (184).

Un discorso a parte merita il c. d. Tarocco Messicano o "Taotl".

Le mutazioni, con la progressiva specificazione di carte numerali, di carte figurative e di briscole avviene per il concorso di diversi fattori.

In primo luogo le carte, acquisite alla cultura occidentale, come strumento didascalico, portavano in sé la matrice di origine e divennero, subito dopo, strumento di mantica e gioco. In entrambe i casi furono il prodotto di quelle sublimi, quanto elitarie, espressioni dell'arte medioevale che si sostanziavano in preziose miniature e che, per il loro carattere, cominciarono a circolare solo nelle corti.

Questa primissima fase si realizza intorno ad un vero e proprio inizio di affinamento artistico ed intellettuale del rozzo codice iniziale. Essa si caratterizza per l'aggiunta di simboli propri della società "bene" di cui rifletteva gusti ed orientamenti. Nella sostanza è questo il senso della cosiddetta riforma di Carlo VII.


La Morte nel Tarocco Gringonneur (Collezione dell'Autore)

A tale opera non rimaneva, ovviamente, estraneo il miglioramento del mezzo strumentale, vuoi in rapporto alla localizzazione dei maestri cartai, vuoi in rapporto alla selezione dei mezzi espressivi tipici di ciascuna regione, vuoi, infine, per la diversificazione e specializzazione dei supporti.
Né va dimenticata, da ultimo, l'invenzione della stampa che riducendo costi e tempi di confezionamento dei mazzi, produsse la generalizzazione dell'uso sottraendole al monopolio delle corti.

Ma a questo punto le carte costituivano un fenomeno che, in quanto tale, non poteva sfuggire all'irruzione della storia e della politica: evoluzione delle carte ed evoluzione della stampa a questo punto coincidono (si pensi al fenomeno della diffusione delle "Gazzette"). In una società fondamentalmente "dotta" e di grande vivacità intellettuale, come quella europea del Rinascimento le carte finirono col confondersi e col subire le sorti dei vari nazionalismi e della formazione degli Stati Nazionali.
È così che si manifestano due distinte tendenze.

In Spagna, in Francia ed Inghilterra, di più antica tradizione nazionalistica, l'evoluzione dei Tarocchi tese abbastanza presto alla stabilizzazione: il risultato fu la concentrazione in un unico mazzo nazionale.

Nelle nazioni che realizzarono alcuni secoli più tardi la loro unità nazionale (come Italia, Germania e Polonia) l'evoluzione dei Tarocchi andò in direzione della regionalizzazione.

In altri Paesi, rimasti prima fuori dal circuito giudaico (come quelli centro e sud africani) e poi lontani dai grandi movimenti nazionalistici non si produsse affatto il fenomeno "Tarocchi" e solo nel XX sec. si limitarono, in genere, a cogliere il frutto dei Paese colonizzatori accettando l'introduzione di carte di tipo anglosassone.

Il contrario avvenne nei Paesi estremo-orientali dove la stretta connessione con la filosofia rese possibile una immediata e molto antica stabilizzazione: tipico il caso della Cina (fin dall'epoca di Confucio), della Corea e della Thailandia.

* * *
Ciò detto, passiamo a considerare l'evoluzione dei Tarocchi Europei per poi passare a quelli Italiani, cominciando da quelli attribuiti al Mantegna.

Note:
184. I Tarocchi di Marsiglia, segnano l'avvento dei Tarocchi moderni: in tale senso segnano l'ultima fase di un'evoluzione che va dall'I Ching ai Naibi e da questi ai Tarocchi.
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