
CAPITOLO V
LE PROVE: L'EVOLUZIONE DEI TAROCCHI
Sommario:
5.1 - I primi mazzi e il fenomeno della regionalizzazione 5.2 - Il Tarocco Spagnolo, il Tarocco Arabo, il Tarocco Egiziano 5.3 - Le Carte didascaliche: I cosiddetti "Tarocchi del Mantegna" 5.4 - I "Tarocchi di Carlo VI" o "Tarocco Gringonneur" 5.5 - I Tarocchi regionali italiani 5.6 - Il Taotl
5.6 - Il Taotl
Si è parlato talora di un collegamento dei Tarocchi "europei" con il "Taotl" Azteco, quasi a sottintendere che l'origine dei Tarocchi avrebbe benissimo essere ricercata nell'America pre-colombiana (199).
Ma tale congettura, che affonda le proprie origini in teorie pseudo storiche non altrimenti dimostrabili, non tiene conto di una circostanza abbastanza evidente: in realtà è inesatto definire il "Taotl" un "Tarocco" perché si tratta di due mazzi nettamente distinti e separati occasionalmente ed artificiosamente riuniti assieme.

Il Taotl che ci è pervenuto è costituito da 70 arcani minori, divisi in cinque semi di 14 carte ciascuno.
Il quinto seme, che costituisce una novità assoluta, è formato da 10 maschere, numerate da 1 a 10, cui seguono tre figure della mitologia azteca ("Xochipilli", "Tonantzin" e "Ialtecuthli").
I primi quattro semi sono quelli tradizionali (picche, cuori, quadri, fiori) con le seguenti carte figurative:
- per il seme di picche: "Alvarado" (luogotenente di Cortez), "Marina" (l'amante azteca di Cortez), "Hernan" (Cortez);
- per il seme di cuori: "Toxcatl, Ixtaccihuatl, Moctezuma" (nobili aztechi);
- per il seme di quadri: "Itztli; Tlilalcapatl, Ahuizotl" (nobili aztechi);
- per il seme di fiori: "Bernal" (luogotenente di Cortez), "Isabella" (Regina di Spagna); "Carlos" (Re di Spagna).

A queste lame, che rispecchiano più o meno quelle tradizionali, ed ai teschi, si aggiungono, altra novità.
- Tre divinità e cioè il Taotl ("Huitzilopochtli"), il Dio nero ("Texcalipoka"), il dio rosso ("Quetzalcoatl");
- Quattro teschi ("Chipetl") con corone di fiori.

Non sappiamo se e quale fondamento avessero trovato in Messico i conquistadores per giustificare l'attribuzione di azteco a questo mazzo.
È di tutta evidenza che essi si sono limitati ad importare nel Nuovo Mondo i loro Tarocchi, modificandoli sul posto con simboli di tipo Azteco o unificandoli con qualcosa di azteco che non siamo in grado di definire.

In sostanza, non abbiamo alcun elemento per affermare o negare che gli Aztechi (o, prima di loro, Olmechi, Toltechi o Maya) avessero qualcosa di simile ai Tarocchi o che vi fossero stati precedenti contatti tali (sia ad oriente che ad occidente), tale da giustificare un diverso processo di formazione. Ogni diversa ipotesi è, a mio avviso, frutto di fantasia, apodittico e, di conseguenza, privo di ogni serio fondamento sia storico che esoterico.

Note:
199. S. R. Kaplan, op. cit., p. 20.
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