
CAPITOLO V
LE PROVE: L'EVOLUZIONE DEI TAROCCHI
Sommario:
5.1 - I primi mazzi e il fenomeno della regionalizzazione 5.2 - Il Tarocco Spagnolo, il Tarocco Arabo, il Tarocco Egiziano 5.3 - Le Carte didascaliche: I cosiddetti "Tarocchi del Mantegna" 5.4 - I "Tarocchi di Carlo VI" o "Tarocco Gringonneur" 5.5 - I Tarocchi regionali italiani 5.6 - Il Taotl
5.3 - Le Carte didascaliche: I cosiddetti "Tarocchi del Mantegna"
In genere i "Tarocchi" attribuiti al Mantegna si collocano in una categoria a parte e vengono classificati come "carte didascaliche". Sotto l'aspetto storico non sono riferibili personalmente al grande pittore, ma piuttosto ad un pittore di scuola del circolo veneziano o ferrarese che le dipinse tra il 1470 ed il 1485 (189).

Le 50 lame che lo componevano erano distinte in cinque gruppi di 10 carte; nel primo gruppo erano riportati i simboli dei pianeti secondo la filosofia aristotelica; nel secondo le virtù e le scienze corrispondenti; nel terzo le arti liberali; nel quarto Apollo e le Muse; nel quinto i ceti sociali.
Sul bordo inferiore le carte recano l'indicazione della serie, la didascalia ed il numero che le caratterizza.

Tali "Tarocchi" costituiscono la testimonianza di una diffusione che coinvolgeva artisti famosi ed esperti dell'arte della miniatura tra i quali ricordiamo, oltre al presunto Andrea Mantegna, Alessandro di Bartolomeo Quartesana, Don Domenico Messere, Giovanni Di Lazzaro Cagnola (190).

Tabella 12 - I cosiddetti "Tarocchi del Mantegna" (*)

(*) La Tabella è ripresa da S. R. Kaplan, op. cit. pp. 28 ss.

Note:
189. Si veda S. R. Kaplan. "I tarocchi", Milano. 1975, p. 27. Esistono tuttora vari mazzi nei vari musei: 47 (delle originarie 50 carte) sono nella raccolta del "British Museum".
190. Mandel, op. cit., pp. 12 ss.
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