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NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
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CAPITOLO I

INTRODUZIONE

Sommario:
1.1 - Introduzione 1.2 - Cosa sono le carte 1.3 - Precisazioni preliminari 1.4 - Aspetti storico-documentali 1.5 - Problematica e metodologia storica 1.6 - Tante teorie, una teoria 1.7 I dati storici 1.8 - I dati storici: il periodo arcaico o delle origini 1.9 - I dati storici: il periodo intermedio o della diffusione 1.10 - I dati storici: il periodo moderno o delle teorizzazioni 1.11 - Conclusioni sui dati storici

1.10 - I dati storici: il periodo moderno o delle teorizzazioni
I secc. XVI e XVII segnano l'esaurimento dello spirito evolutivo e l'instaurarsi di una fase di stasi e di assestamento. Solo verso la fine del XVII sec. vengono introdotti taluni perfezionamenti formali (ad esempio: compaiono in Italia le figure a due teste: fenomeno detto della "ridondanza").
Gli interessi ruotano ormai intorno alla produzione ed al commercio delle carte e sono tali da determinare un diverso e nuovo tipo di approccio che diviene di tipo commerciale, industriale e, quindi, politico e mercantile.

L'iniziativa parte, ancora una volta, dalla Francia ove nel 1540, a Rouen, viene fondata la "Comunità dei Maestri Cartai" e, nel luglio 1582, a Parigi, la locale "Corporazione Arte e Mestieri", riconosce al proprio interno la professione di "Maestro cartaio".
Di fatto le fabbriche di carte sono diffuse in quasi tutta la Francia (con centri a Tolosa, Rouen, Lione e Limoges): esse esportano in vari Paesi, ma soprattutto verso la Spagna. Il 21 febbraio, con l'introduzione di un'imposta di bollo, ne segna la completa e definitiva liberalizzazione.

Il sistema fiscale si perfeziona nel 1613 quando lo Statuto delle Corporazioni, approvato a Parigi, introduce il "Marchio di fabbrica obbligatorio" da imprimere sulle carte da gioco. E poco più tardi, nel 1636, Luigi XIII di Francia (detto il Giusto) stabilisce che gli stessi vengano "depositati". All'esempio francese segue ben presto l'adeguamento di quasi tutti gli altri Paesi Europei: perfino nella puritana Inghilterra dei divieti, nel 1628 si costituisce una Corporazione di Maestri Cartai.

Tuttavia, in Francia, la politica di eccessiva fiscalizzazione si rivela dannosa sotto il profilo della qualità della produzione perché provoca, a partire dal 1583, un esodo dei maestri cartai verso la Svizzera e la Spagna; quest'ultima vede a sua volta fiorire i centri di produzione di Cadice, Barcellona, Siviglia, Madrid e Valencia.

Ma questo periodo, tutto sommato povero sotto il profilo dei contenuti artistici, segna l'inizio dei gradi studi sull'origine e sullo sviluppo delle carte e dei fenomeni che gravitano intorno alle stesse. La liberalizzazione produce l'effetto di rendere evidente la connessione con lo sviluppo degli studi di alchimia, magia, astrologia (che porteranno alla scienza moderna).
È, difatti, l'epoca degli studi all'Università di Praga dove operano Giovanni Faust, detto Paracelso (al secolo "Teofrasto Bombast von Hohenheim") ed Enrico Cornelius Agrippa.
Ma è anche l'epoca di Gerolamo Cardano (1534) e di Guillaume de Postel, matematico, filosofo e orientalista.
Proprio Postel, nel 1540, con la pubblicazione il libro "Clef des choses cachées" (Chiave delle cose occulte) dà inizio all'epoca degli studi sulle carte associando la parola "Tarocchi" all'antico gioco del "Tari" dalla quale Postel vuole che derivi.
Inizia l'epoca delle teorizzazioni. Tra il 1616 ed il 1623 si sviluppa la teoria dell'"Amore fraterno" di Andreä Johann Valentin (poeta, scrittore e teologo tedesco vissuto tra il 1586 e il 1654 N.d.A.); tra la fine del XVII secolo e tutta la prima metà di quello successivo opera in Svezia e Norvegia il mago e spiritista Emanuele Swedenbörg grande studioso di Kabalah, di esoterismo, occultismo e di ipnosi ammirato da Balzac e dallo stesso Emanuele Kant.
Si sviluppa, in altri termini, quella prima attività embrionale che solo indirettamente riguarda il mondo delle carte e che prevalentemente si interessa dei grandi destini dell'uomo con un prepotente ritorno alla conoscenza iniziatica tipica espressione del secolo dei "lumi".

* * *
La Rivoluzione Francese, che vede la dissoluzione delle corporazioni di Arti e Mestieri, assiste al proliferare di improvvisati maestri cartai per cui, se la produzione si rinnova sotto l'influsso delle idee rivoluzionarie, finisce che almeno in Francia, ne scade la qualità.

Si verificano, tuttavia, alcuni eventi significativi. Infatti, alla fine del XIX sec., nel 1882 appare una prima parziale edizione dell'I Ching ad opera dell'inglese James Legge. Tra il 1865 ed il 1870, cartai italiani diffondono l'uso della "ridondanza" già utilizzato in Francia e sporadicamente in Italia nel corso del XVII sec. Le uniche innovazioni sono quelle che provengono dalla fabbrica di Cohen U.S.A.), attiva fin dal 1832, che trasforma il "matto" o "0" dei Tarocchi nel "Jolly" o Jocker delle carte da gioco, mentre la "New York Consolitaded Card Company", erede della Cohen, alla fine del XIX sec., introduce le carte compresse o "Squeezers" e l'uso della riproduzione fotografica sul dorso delle carte.

Un cenno a parte merita la storia dell'I Ching perché esso, in un certo senso, costituisce la riscoperta delle origini.
La prima traduzione completa dell'opera filosofica è presentata nel 1923 nella versione in lingua tedesca di Richard Wilhelm. Solo nel 1948 l'opera di Wilhelm viene tradotta in lingua inglese e l'anno successivo in lingua italiana, con la prefazione dello psicanalista Karl Gustav Jung.

Ma, per tornare agli studi teorici, va detto che il fermento delle nuove idee, e gli eventi successivi al fatidico 14 luglio 1789, provocano una duplice serie di riflessi i cui effetti durano fino ai nostri giorni (A. Muzzi, "I King - guida all'oracolo dei mutamenti", Supplemento Annabella n. 37/1981).

Gli studi di Swedebörg nel campo dell'esoterismo furono, infatti, proseguiti da Martinès de Pasqually di Grénoble (Francia), Antonio Giuseppe Pernéty (1716-1801), Court de Gebelin (Nîmes 1725 - Parigi 1784), Louis Cloud de Saint-Martin (Amboise 1743 - 1803), da Etteila che prosegue l'opera di Court de Gebelin.

Un secondo effetto è costituito dal fatto che gli studi, tradizionalmente indirizzati all'antico Egitto, cominciano anche strade, forse non del tutto nuove, ma abbastanza trascurate: insieme all'esoterismo si riscopre la Kabalah e la magia.

* * *
Ma questo pur ampio fiorire di studi, a parte quelli di Eliphas Levi, Encausse e pochi altri, non giova molto all'approfondimento storico-scientifico del tema, finalizzato com'è a tematiche, forse più specifiche, ma che vanno in tutt'altra direzione, spaziando dall'occultismo al satanismo.
È inevitabile che ciò accadesse, in un periodo in cui le ansie, le paure e le incertezze della vita quotidiana determinano uno sviluppo forse abnorme della divinazione e, in particolare della cartomanzia, quasi un segno della crisi che, tra la fine dell'800 e per tutto il '900, coinvolgerà sempre più da vicino anche i pur pragmatici americani.

Sta' di fatto che il XVIII sec. aveva segnato il definitivo estinguersi della produzione storico-scientifica e l'avvento dei grandi cartomanti e studiosi di magia da Giuseppe Balsamo (sedicente conte di Cagliostro che affermava di aver attinto la propria conoscenza direttamente dalla scienza degli antichi egizi), a Marie-Anne Adelaide Lénormand (cartomante di Napoleone I), fino a Fabre d'Olivet (1768-1825, anche lui cartomante oltre che studioso di lingue orientali, Kabalah ed occultismo).

					
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