
CAPITOLO I
INTRODUZIONE
Sommario:
1.1 - Introduzione 1.2 - Cosa sono le carte 1.3 - Precisazioni preliminari 1.4 - Aspetti storico-documentali 1.5 - Problematica e metodologia storica 1.6 - Tante teorie, una teoria 1.7 I dati storici 1.8 - I dati storici: il periodo arcaico o delle origini 1.9 - I dati storici: il periodo intermedio o della diffusione 1.10 - I dati storici: il periodo moderno o delle teorizzazioni 1.11 - Conclusioni sui dati storici
1.6 - Tante teorie, una teoria
La mancanza di una soddisfacente documentazione, la pluralità di teorie e di opinioni non ci esime però dal tentare di trovare una teoria che potrà avvicinarsi alla realtà quanto più tenderà a soddisfare tutte le domande che il fenomeno "Tarocchi" pone.
Un atteggiamento di rinuncia e di profondo pessimismo, per quanto generalmente condiviso, non è comunque giustificato sotto il profilo della "scientificità".

È fuor di dubbio che ogni teoria che abbia pretese di scientificità, anche se riferita ad un aspetto marginale della storia umana e del costume, ha un carattere di provvisorietà che è inversamente proporzionale alla quantità di documenti esistenti e disponibili. Appare fin troppo ovvio che alla più o meno vistosa carenza si debba sopperire con deduzioni tratte da quel poco che c'è. Avvalendosi di contributi storici più disparati, ma quanto meno discutibili, è possibile abbozzare un'ipotesi di soluzione che regga. Ci serviremo allora di storia, di archeologia, di storia delle religioni, di mitologie e di leggende anche se non afferenti direttamente l'argomento di interesse, ma anche - perché no - di semantica.

L'esistenza di queste connessioni e la possibilità di seguire un unico motivo conduttore mi ha determinato a "tentare". E, in questo senso, non mi sento di condividere il pessimismo di qualche autore che, forse un po' affrettatamente, decide di non poter azzardare conclusioni per mancanza di prove sicure.

Innanzi tutto il fatto che manchino fonti documentali al di là del XIII sec. per l'Occidente e del IX sec. per l'Oriente, non significa che non esistano o che manchino riferimenti in altri campi. La possibilità poi di poter spaziare, sia quanto all'ambito temporale che quanto a quello spaziale, mi induce per ciò stesso a prendere in considerazione il fascino intrinseco di una sfida con capisaldi indiziari quanto si vuole, ma sufficienti a formulare un'ipotesi almeno verosimile, pur senza avere la pretesa dell'assoluta "verità".

Su un sol punto sembra che tutti siano d'accordo: le carte, in quanto gioco, sono legate da un rapporto di stretta parentela con altri giochi similari e questa traccia porta ineluttabilmente verso l'Oriente.

Personalmente aggiungo che, se è solo attraverso un progressivo processo di semplificazione e di stilizzazione che le "carte" sono pervenute a noi nelle forme attuali, nulla ha soppresso una costante che le caratterizza fin dalle origini: esse sono nate e restano collegate ad un simbolismo ove il numero si lega ad una parola (immagine-suono) e ad un concetto ideale.

Si tratta di dati di indubbia importanza per almeno due ragioni:
- la prima è che non è possibile prescindere dalla individuazione di una comune provenienza geografica;
- la seconda è che risulta possibile fissare, sia direttamente che indirettamente, un momento abbastanza preciso nel tempo nel quale un fenomeno probabilmente di diversa natura, divenne strumento di mantica, assumendo quindi un valore universale legato al bisogno di "conoscenza", che alla divinazione, alla numerologia, alla gematria, alla geomanzia, ha legato tanta parte del pensiero umano.

Debbo subito precisare che, a mio avviso, le varie teorie sull'origine dei tarocchi, non costituiscono la "Teoria", ma contengono tutte una parte di verità, più o meno condivisibile, e che, sulla base di queste, penso si possa costruire la "Teoria", anche se per approssimazioni successive.

Per iniziare mi sembra che l'origine non europea e l'appartenenza a culture non cristiane, costituisca una buona ipotesi di partenza facilmente riscontrabile (basterebbe pensare alla posizione di opposizione e di sospetto assunta dalla Chiesa, caratteristica di tutto ciò che era estraneo ad una certa cultura e, soprattutto, ciò che proveniva da paesi pagani).
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