
CAPITOLO 3
Siamo arrivati così a 2.953.000 anni or sono. In quest'epoca il pianeta Terra ha tre satelliti: la Luna e altri due con diametro minore. Ora la morfologia del mondo è ben diversa da come ci appare oggi. Il geoide, infatti, rotea attorno ad un asse che ha negli estremi poli l'attuale Monte Everest a nord e le terre dell'altipiano boliviano a sud. Da tale immaginazione si può ben comprendere quanto diversi siano in questo tempo il suo volto e i suoi lineamenti, prima che si verificasse il grande cataclisma. Ciò che è avvenuto in questo tempo è causato da una convulsione principale di un ciclo settenario del suo cosmologico sviluppo. La crescita e lo sviluppo del mondo è di natura cosmologica e per tale motivo non si può dimostrare così semplicemente come si può immaginare. Mentre in noi le convulsioni più critiche della crescita avvengono in cicli di tempo che vanno da sette anni in sette anni, ben diverse sono le convulsioni del pianeta i cui cicli settenari vanno da settecento milioni di anni in settecento milioni, divisi in altrettanti cicli settenari di minore intensità emotiva.
Nella mappa distinguiamo i due poli, il continente Mut e il continente Cià. Il primo continente, il cui vero nome è MU-Tolteche, è la culla della più potente razza umana dalla pelle color rosso-scuro.


Mut e Cià.

Nel continente CIÀ gli uomini dalla pelle color mimosa vivono felicemente e ricchi di tutte le conquiste della scienza. Di quest'ultimo rimane oggi qualche cosa: l'attuale Borneo, le Filippine, Sumatra non sono altro che le vertebre contorte e spezzate di quell'immensa zolla di terra in questo tempo popolatissima, prosperosa nell'arte e nelle scienze. Ed infine l'altro continente ove i popoli dalla pelle bionda vivono, nella più stupenda delle terre del mondo, la storia di tutte le arti divine. La Groenlandia e gran parte delle isole dell'alto Canada vi dicono quale è stata la gelida agonia dell'immenso continente scomparso sotto il manto del candido riposo.
Il continente MUT occupa il centro del pianeta e il continente CIÀ è contiguo. In questo tempo vi sono estensioni di terra enormi senza essere colonizzate. Circa 2 milioni di anni fa avviene il disastro. Per dimostrarvi, in modo reale, la convulsione, immaginate di vedere un bambino che si diletta nel gonfiare con una cannuccia una comune bolla di sapone. Questa, per effetto del soffio, si gonfia e man mano che il bimbo soffia, si dilata continuamente allungandosi su due estremità, prendendo una forma più o meno ovale. Ma immaginate cosa succede quando il bimbo, per un tratto di tempo, smette di gonfiare la bolla di sapone ormai grande e fin troppo ovale: la bolla di sapone si contrae per assumere la forma sferica mentre tutta la superficie è costretta a muoversi disordinatamente per adattarsi in un nuovo asse e quindi in un nuovo equilibrio. È così che due milioni di anni fa, a causa della caduta del satellite Tir nella zona dell'attuale Oceano Pacifico, c'è stata la distruzione quasi totale del continente Mut, avendosi poi la fuga dell'asse polare di 45° ad est con conseguenze disastrose.
Avviene una spaventosa contrazione di tutta la superficie del globo che provoca effetti di indescrivibile portata, tali da mutare radicalmente la posizione dei mari e dei continenti. Gran parte di questi diviene un blocco omogeneo di crosta spaventosamente contorta e compressa dal titanico urto. I mari, in confuso movimento, accavallano e coprono gran parte di superficie terrestre.


Superstiti dei popoli.

Le zone che maggiormente soffrono l'immane urto e le spaventose compressioni sono rimaste, per il tempo futuro, l'effigie reale del terribile caos apocalittico. Grandi montagne si formano ed immense terre sottomarine emergono alla luce dell'opaco sole. Il globo infatti viene avvolto da densissime nubi di vapore acqueo prodotte dal continuo impatto del fuoco dei vulcani in eruzione con l'acqua. Il 79% della crosta terrestre viene coperta dalle acque. Le Alpi, i Monti Urali, le Alpi Scandinave, gli Altipiani dell'Asia Minore, dell'Iran, del Caucaso parlano il medesimo linguaggio, mentre di più ci dicono le alte montagne dell'Himalaia dove l'urto ha più tremendi effetti, tali da ridurre in pezzi gran parte del vasto e popolato continente CIÀ.
Ben poco è rimasto e le attuali isole della Sonda, Filippine, Borneo, Sumatra, ecc. sono ancora oggi il quadro reale del grande e civile continente distrutto. Ma non meno minori sono i grandi sollevamenti che si verificano in questo tragico cataclisma nelle zone dell'America del Sud, dell'America del Nord e dell'Africa.
Ci appaiono ancora oggi muti, avvolti in un arcano fascino che sa di mistero e di terrore. La grande Cordigliera delle Ande ad occidente e gli altipiani del Messico, l'Altipiano dell'Utah e le Montagne Rocciose si mostrano anche loro meticolosamente misteriose, mentre nell'Africa Orientale, nel mistico paese dell'antico volto, le alture etiopiche, del Kenya, del Tanganika sono ancora là con tutto il prestigio della loro forza. Ed ancora ad occidente dell'Africa abbiamo l'altipiano di Bihe (Angola), del Monte Camerun, dell'Alto Atlantide a nord-ovest ed il Grande Atlantide. La massa ignea del geoide, furiosamente turbata nella sua quiete, ha anch'essa la sua parte nella formazioni montuose e vulcaniche per la enorme pressione da essa esercitata nell'intera grande distesa della crosta terrestre. Ma il mondo, pur diverso nel volto e nelle membra, inizia il suo nuovo cammino evolutivo sul sentiero delle Leggi Macrocosmiche dell'Universo. L'atterrita umanità di questo tempo, decimata dalla indescrivibile forza della natura, colpita senza potersi rendere conto da un flagello apocalittico di una portata catastrofica eccezionale, inizia il duro cammino della sopravvivenza, conscia interiormente di una storia che mai il mondo e le generazioni future potranno cancellare dallo spirito. Il cammino diviene più duro che mai perché il geoide in assestamento muove ancora le sue membra, ora rizzando ora estendendo la sua dura epidermide.
Il mondo inizia il suo nuovo cammino roteando attorno al nuovo asse. Il nuovo equilibrio gli permette di iniziare, seppur lentamente, l'effetto della dilatazione. La sua sfericità si va via via allargando al centro. Le acque che in un primo tempo assottigliatesi sono costrette ad invadere e sommergere gran parte della crosta terrestre, si vanno via via ritirando. L'estensione si verifica in modo razionalissimo. Le masse delle immense zolle di terra che sono divenute una omogeneità confusa e contorta, dagli effetti della reciproca compressione, si estendono anche loro distaccandosi e creando così voragini ed avvallamenti. Le acque si precipitano nei punti più bassi lasciando in tal modo le zolle più alte. Intanto, mentre tutto si assesta e mentre ogni cosa riprende il cammino, una nuova minaccia si profila all'orizzonte. I nuovi continenti che per milioni di anni portano il grave e pesante mantello bianco dei ghiacciai, emigrati verso l'equatore per l'effetto dello spostamento dell'asse terrestre, incominciano a spogliarsi dell'enorme fardello.
Il cambiamento della temperatura non consente più la possibilità di vita dei ghiacciai. Si verifica allora una nuova catastrofe.
I ghiacciai iniziano a liquefarsi facendosi strada lungo i pendii e le coste, tracciando vaste condutture naturali (morene), formando laghi e provocando una spaventosa inondazione. È come proprio un grande diluvio dilagante e minaccioso. Mentre ciò avviene nei continenti emigrati verso l'equatore, altra sorte si delinea per quei mari e continenti che per lo stesso effetto si trovano verso le calotte polari: il freddo e il ghiaccio li stringe chissà per quanto tempo, in una morsa gelida. Intanto il geoide si spinge sempre più verso la normalizzazione mentre l'alba della nuova umanità ha inizio con gli scampati alla catastrofe sulle più alte montagne del mondo, in immense caverne, con l'estrema speranza di sopravvivere.
Intanto, mentre ogni cosa torna all'ordine superiore di riassestamento sul nuovo volto del mondo, i superstiti delle diverse razze sopravvissute all'apocalisse, iniziano estenuanti e lunghe emigrazioni dalle zone che li hanno lasciati vivi, peregrinando tra le insidie della natura divenuta nuovamente primitiva e selvaggia. Nei loro volti e nei loro occhi rimane viva l'immagine del terrore, mentre a stento affiorano nelle loro menti i cari ricordi di un felice passato nelle zolle fiorite di un Paradiso Terrestre perduto. Gli scampati del grande continente MU-Tolteche, gli uomini dalla pelle color rosso cupo, vigorosi nell'arte e nella scienza, devono anche loro dire addio a quella contorta schiena della adorata terra ormai agonizzante e destinata a sparire per l'inesorabile abbassamento delle sue basi in gran parte schiantate dall'immenso urto. L'Oceano Pacifico del sud e centrale ha ormai esteso il suo imperioso dominio.
Così iniziano l'esodo, spingendosi verso le coste occidentali dell'America del Sud e Centrale (Cordigliera delle Ande a sud, Altipiano del Messico al centro). I superstiti dalla pelle color oro, invece, ritenendo impossibile sopravvivere per l'incalzante formazione dei ghiacciai, iniziano l'esodo verso sud abbandonando alla dura sorte quelle immense terre cariche di affetti, di gioie e di dolori (Groenlandia, Islanda, Terra di Baffin e isole circostanti), allora facenti parte di un unico blocco con l'attuale grande isola. Le loro mete sono le zone del Labrador, Terranova, Scozia. Altri gruppi invece si dirigono alle estreme coste orientali, in questo tempo aderenti alle attuali coste scandinave, o verso le alture delle Alpi Scandinave e della Gran Bretagna del nord, in questo tempo unita all'America settentrionale con Terranova. I superstiti dalla pelle color bronzo, del grande continente africano, rimangono, seppur asserragliati nelle zone più alte, sulla loro terra che il cataclisma ha meno degli altri sfigurato. Le attuali regioni della. Guinea settentrionale e meridionale ad occidente, e gli attuali Etiopia, Kenya, Tanganika, Mozambico, Madagascar ed isole circostanti, in questi tempi facenti parte di un unico blocco con l'Africa e l'Australia, sono le mete ritenute più sicure per la sopravvivenza delle loro creature. Infine la razza color mimosa, la più colpita dalla sventura, deve cercare rifugio all'interno di quelle nuove terre emigrate dalla calotta polare del nord, cercando la sicurezza nelle immense alture. Abbandonano così quel poco che rimane del grande continente CIÀ e che li aveva salvati dal furioso, tremendo scontro (attuali Isole Filippine, Borneo; Cina Orientale e Giappone e isole circostanti allora unite). Il Tibet e le alture della Cina sono le loro mete, mentre altri si spingono sino alle terre dell'Himalaia. Il geoide riprende la sua normale rotazione intorno al nuovo asse, manifestando la normalizzazione completa dell'equilibrio della sua massa. Passano millenni e millenni. Ricomincia così il settimo sviluppo della sua vita. I popoli crescono e se in un primo tempo si dimostrano restii a lasciare le grandi alture ove i loro avi hanno trovato rifugio e salvezza tramandando di generazione in generazione la terrorizzante storia degli apocalittici avvenimenti, la necessità di spingersi altrove spingono i più audaci a scendere a valle, che le acque hanno in gran parte lasciata libera. Alcuni si spingono sino a raggiungere le rive del mare.
Le notizie di migliori condizioni climatiche e di abbondante ricchezza vegetale ed animale richiamano l'attenzione di tutti e, dimentichi delle antiche tradizioni, abbandonano le alte montagne per costruire miglior vita nelle ricche vallate della terra.
Così ha inizio il periodo prelemuriano che segna per la nascente nuova umanità il ritorno a quei princìpi generali che dovranno poi attraverso millenni e millenni raggiungere il livello dei nostri tempi. Il periodo prelemuriano segna una caratteristica architettura mastodontica. Il timore stimola ancora un atavico ricordo. In loro non si è spenta la scena apocalittica e costruiscono le grandi città protette da enormi muraglie e da idoli altrettanto mastodontici come a voler preservarsi da un succedersi di cattivi avvenimenti.
I popoli dalla pelle color rosso cupo si estendono sempre più verso le coste dell'America Sud-Orientale e Sud-Occidentale mentre la razza dalla pelle color oro muove il passo verso l'Europa centrale ed occidentale; altri gruppi verso l'America Settentrionale ed Orientale. Anche il popolo dalla pelle color bronzo e quello color mimosa si estendono nei vari territori circostanti le alture.
Intanto il geoide si è completamente assestato, ma non del tutto.
La nuova umanità ormai lontana dagli antichi giorni muove i primi passi verso una fiorente civiltà. Ma ecco, un nuovo turbine avanza: la lenta ma inesorabile dilatazione del geoide dovrà creare ancora disastri e schianti. Le grandi zolle di terra che uniscono l'America del Sud all'Africa e su cui si sono incontrati per la prima volta il popolo nero con il popolo rosso, cominciano a dare segni di instabilità e di sgretolamento. In periodi distanti l'uno dall'altro, si verificano enormi boati con aperture di enormi voragini; le acque trovando libero ingresso, penetrano attraverso le nuove fenditure formando grandi insenature, pronte a balzare ancora avanti. Sembra che le isole si muovano dal loro luogo. L'estremo lembo dell'America del Sud abbandona l'Africa, lasciando libere le acque di penetrare nelle sempre più larghe fenditure minacciando seriamente le isole di sommersione. Le popolazioni, prevedendo sorte peggiore, abbandonano le zolle di terra divenute oramai piccole e pericolose, rifugiandosi nelle coste dell'Africa e nelle coste Sud Americane in cerca di sicurezza. Ormai il tempo ha segnato ogni cosa e, attraverso migliaia di anni, ciò che deve accadere accadrà: la deriva dei continenti, seppur lentamente, avviene inesorabilmente.


I popoli nel periodo Prelemuriano.

I popoli divengono sempre più numerosi e le necessità di scoprire nuove terre fa pionieri gli uomini più forti. Gli scampati delle Isole Lemurie, salendo verso nord, costeggiando in parte l'Africa ed in parte l'America del Sud, conoscono e si uniscono ad altra gente progredita nell'arte e nella scienza. L'unione della razza dalla pelle color rosso cupo con quella color bronzo dà vita ad una nuova razza, chiamata razza lemura.
Intanto l'America Meridionale si è staccata dall'Africa dall'estremo sud (attuale Terra del Fuoco) sino all'altezza dell'Angola (Africa) rimanendo ancora legata alle terre del Brasile all'attuale Zaire, il Venezuela e la Guyana (America del Sud) alle terre del Senegal, della Guinea Francese, Liberia, Costa d'Oro e Nigeria. Le isolette lemure spariscono per sempre sotto le acque. Le voragini divengono sempre più larghe e più profonde mentre le acque irrompono copiose ed impetuose dal sud verso il nord. Passano moltissimi anni ancora e i popoli dalla pelle color oro si avventurano sempre più verso sud penetrando nelle sconfinate e sconosciute terre dell'Alto Atlantide (oggi Oceano Atlantico del Nord). Altrettanto fanno gli uomini della nuova razza, figli dei Lemuri, divenuti forti e coraggiosi.
Essi sono stati i più grandi in scienze ed arte e la loro pelle non è nera né rosso cupo, bensì color rame. Essi, provenienti dall'America Centrale e Meridionale, salgono verso nord-ovest sconfinando anche loro nelle immense praterie sconosciute dell'Atlantide Centrale (oggi Oceano Atlantico centrale).
I popoli si spostano rapidamente nella speranza di trovare migliore fortuna. Dall'attuale Messico, Honduras, Nicaragua, Costarica, Venezuela, Guyana, Brasile moltitudini di pionieri partono alla ventura. Così per primi gli uomini dalla pelle color rame raggiungono una grande striscia di terra del Continente Atlantideo. Raggiungono le coste dell'Africa (Rio d'Oro e Marocco) sino a toccare le coste dell'Angola bagnate dal crescente Mare Atlantideo. Ma rimangono ancora da esplorare immense distese di terra ricchissime di vegetazione, essendo queste composte di avvallamenti profondi che dal sud vanno verso il centro sino all'attuale Terranova, Inghilterra, zone primitive dei popoli dalla pelle color oro. Più a nord la gelida Groenlandia ancora unita alle terre dell'Alto Canada e della Scandinavia, fa da diga naturale alle pressanti acque del nord. Man mano che i pionieri del popolo biondo si addentrano di più verso il sud e verso il Nord-Europa, quelli dalla pelle color rame si estendono sempre più in tutte le direzioni del Grande Atlantide, dirigendosi verso nord-ovest. Questa immensa terra, la più ricca di tutte le terre del mondo su cui pesa un tragico destino, è meta di incontri tra le due razze sconosciute: bionda e rame.


I popoli nel periodo Lemuriano.

In questo periodo avvengono tumulti, guerre, sottomissioni. Ma un grande essere scaturisce dall'incontro delle due razze: l'Essere Atlantideo: fisico robusto, colore della pelle roseo bruno, alto, di spiccata intelligenza e di capacità strabilianti. È nato il RE dei RE in un nuovo paradiso terrestre. Dall'ascesa di questa nuova razza nasce la più potente generazione che l'umanità ricordi. Durante il periodo pre-Atlantideo numerosi mezzi provenienti dallo spazio esterno si posano su alcune alture. Hanno la forma di un uovo lucente (disco volante). Gli occupanti di questi mezzi possiedono virtù psico-fisico-spirituali e si denominano: FIGLI DEL SOLE.
Sono proprio costoro che istruiscono nell'Arte Divina gli Atlantidei e rendono possente quel popolo. Dalle lontane vie del Cielo si muovono gli Spiriti Eletti e, scesi sui Monti dell'Atlantide, portano sulla Terra la sapienza dell'Eterno Padre di tutti i Cieli.
In loro vi è il Paradiso, in loro rispecchia l'ordine universale, in loro vi è profusa la Grande Coscienza del primo seme di tutte le conoscenze visibili ed invisibili. Loro sono la mano benigna della Luce Divina e per mezzo loro, Dio operò dal grande Logos che emana linfa della vita, della ragione del bene infinito. Essi vengono chiamati Dei Solari ed in loro omaggio il popolo adora il suo primo, vero Dio: l'Universo, la Grande Coscienza che crea con l'eterno suo amore e che illumina i sentieri infiniti dei Sette Cieli. Il tempo si perde nell'infinito, centinaia di milioni di anni trascorrono dalla prima alba dell'umanità in questo mondo. Ma vi sono stati, nel periodo Atlantideo, uomini di bellezza divina, venuti da un mondo lontano con dischi volanti infuocati, somiglianti al grande astro solare. Essi edificano il Regno di Dio sulla Terra, dando al forte popolo Atlantideo una sapienza capace di raggiungere le più alte mete dello sviluppo spirituale e materiale. Sono loro gli esseri divini dal dolcissimo sguardo, Maestri dell'Arte Universale, conoscitori di profonda scienza, dotti nell'arte del visibile e dell'invisibile. Essi sono adorati come Dei Solari e per essi si edificano templi di meravigliosa bellezza. Gli Atlantidi sono sotto l'ammaestramento di queste divinità venute dallo spazio profondo dei cieli e in breve tempo gran parte di questo popolo diviene il più potente e il più ricco della Terra. La segretezza delle più care iniziazioni è riservata a coloro che dovranno poi divenire gli eredi delle Virtù Celesti. Questo primo periodo che dura migliaia e migliaia di anni, è caratterizzato da eventi grandiosi. La scienza, l'arte ed il commercio hanno uno sviluppo grande e fiorente, mentre l'etica di questo popolo raggiunge mete tanto alte da paragonarsi all'etica perfetta dello Spirito.
Grandi metropoli nascono ovunque con lineamenti di imparagonabile bellezza d'arte resa mirabile dalle rifiniture in oro calco, che i Divini hanno con grande facilità costruito con la loro arte atavica. Una di queste grandi città sorge in una altura piana a Nord-Est della attuale Isola di Capoverde. In un promontorio di questa grande metropoli si mostra maestoso il più grande e il più ricco tempio di tutti i secoli. Tutto in oro, esso è circondato da giardini immensi ed odorosi e da mille altre bellezze. Residenza del Capo Spirituale del grande popolo Atlantideo, è meta di coloro che hanno la fortuna di apprendere con amore la Saggezza Divina e gli ammaestramenti della sua grande Opera. Le carovane numerose vanno e vengono, partendosi ora dalle coste africane ora dalle coste americane. Il commercio si estende pure nella bassa Europa sud-occidentale (l'attuale Portogallo, Francia, Germania).
Il Paradiso di Dio si stabilisce in questo tempo sulla Terra. Una grande colonia forte e prosperosa si sposta verso oriente, edificando una grande metropoli nel basso Nilo (attuale Egitto), facendo di queste terre zone ricchissime, allargando sempre più il loro dominio nelle vaste e deserte distese dell'Alto Egitto e dell'Africa sud-orientale e sud-occidentale. In quest'ultima zona si edifica il Tempio delle Tre Porte d'Oro, detto pure il Tempio della Sapienza.
Lo sviluppo delle qualità psichiche di questo popolo diviene tanto potente da concedersi le facoltà più ampie della potenza spirituale.
Il costante equilibrio spirituale-corporale è una educazione assidua e sorvegliata di questo popolo oramai all'apice dell'evoluzione. La scienza dell'Alchimia, esclusivo dominio della casta sacerdotale degli Dei Solari, rimane un segreto per il popolo ed ancora oggi gli uomini si affannano vanamente a rendere quest'arte priva di mistero. Tale periodo storico risale ad oltre un milione di anni fa per concludersi dopo duecentomila anni circa. L'atmosfera è più densa di quella di oggi come pure l'acqua che è più fluida di quanto non lo sia adesso. Alla fine di questo primo periodo c'è stato un fatale avvenimento che il tempo ha via via maturato. Ancora una volta l'Africa e l'America si danno uno strappo di allontanamento.
Dura molto tempo la tragica seppur lenta deriva delle due immense zolle di terra. Le voragini divengono sempre più larghe tanto da permettere sempre più alle acque di penetrare e di allargare il loro dominio.
Le parti più basse di quella terra vengono invase dalle acque. Il sud di questo grande continente diviene un gruppo di grandi isole circondate dalla prepotenza delle acque in continuo agguato. Tali avvenimenti che segnano la fine del primo periodo Atlantideo e l'inizio del secondo periodo, gettano lo scompiglio e la disperazione in quel paradiso che gli uomini hanno costruito.
Poseidone resiste tenacemente al continuo dilagare della involuzione degli animi al cospetto delle esibizioni sessuali, che ormai hanno corrotto gran parte di quel popolo, estendendosi rapidamente verso il nord. Sette segrete nascono con a capo donne spregiudicate in morale e in corpo, attanagliando l'ingenuo e puro elemento che per mera avventura viene a contatto con queste sette.
L'intervento degli iniziati non riesce a stroncare la oramai mostruosa degenerazione fisico-sensitiva. Lotte sanguinarie si susseguono lungo il tempo ponendo sotto la sferza della distruzione quel caldo giaciglio che gli avi chiamarono: paradiso terrestre.
Ma la grande volontà del Vecchio Vegliardo degli antichi giorni dà al mondo l'iniziativa di porre fine al dilagare continuo dei tremendi vizi degenerativi. Avviene che la grande Groenlandia, allora unita agli attuali continenti nord-orientali (Scandinavia) e nord-occidentali (Alto Canada) barriera naturale alle pressanti acque del nord, comincia a dar segni di movimento provocando immense voragini sempre più amplificate dal continuo movimento migratorio. Le acque, trovando modo di incanalarsi attraverso quelle enormi fenditure, si precipitano verso il sud, provocando le inondazioni dell'Alto Atlantide e sommergendo gran parte di quel territorio, per sua natura molto basso e di molto rispetto alle acque nordiche. La Groenlandia apre le porte e man mano che essa va alla deriva, le acque furiose ed instancabili invadono sempre più il Continente ricongiungendosi con le acque del sud. Codesta seconda catastrofe avviene circa duecentomila anni fa.
La mappa illustra la situazione del periodo che va da duecentomila a dodicimila anni or sono.


Gli Atlantidi e la razza nera.

Tale situazione nel tempo cambia leggermente a causa di una nuova catastrofe.
Dell'Atlantide non rimangono che poche isole qua e là sparse nell'immenso attuale Oceano Atlantico. Molti periscono ed altri sfuggono al fatale destino. Oramai il mare è divenuto padrone della terra più ricca del globo. Passano migliaia di anni e la grande isola del Sole, Poseidone, forte ed instancabile nell'opera dello Spirito e della Saggezza Divina, risplende più che mai come a voler dire agli uomini perduti che Iddio, irato per l'opera nefasta che hanno intrapreso, promette alle forze della materia e degli elementi di operare distruzione e morte. Molte sono le pecorelle smarrite che ritornano nuovamente all'arte della pace e dello Spirito. Perciò avviene ancora un'altra catastrofe circa 75.000 anni or sono. Intanto gli Elohim, tramite gli esecutori della loro volontà, attuano l'ultimo intervento genetico sulle razze umane. Perciò, per intensificare i rapporti e i controlli sul pianeta Terra, gli extraterrestri 175.000 anni fa poggiano le loro basi sul satellite Luna. Da queste basi avviene una corrispondenza di osservazione che si espleta in maniera definitiva circa 75.000 anni or sono, collocando uno strumento sul nostro pianeta, con capacità memorizzativa eccezionale e con qualità trasformativa di energia solare in energia biodinamica o bioritmica.
In tale strumento viene inserito un programma riguardante l'evoluzione dell'uomo e i flussi e riflussi degli elementi naturali in armonia o in disarmonia con la coscienza di questa umanità. Tale strumento, chiamato Zed, è posto all'interno della piramide di Cheope (Egitto) ed in altre, disseminate nei vari continenti attuali.


Lo Zed.

Esso è in diretto collegamento con il programmatore principale del pianeta, posto dagli extraterrestri in una loro base-continente all'interno della Terra, grande come quattro volte l'attuale terra di Spagna ed esattamente al centro della mitica città di El-Dorado.
El-Dorado, pur restando fino ad oggi il miraggio e il sogno inappagato di numerosi esploratori, non è sorta dalla fervida immaginazione di qualche sognatore, non è frutto di fantasia, non è mito né simbolismo: El-Dorado esiste realmente, quale fantascientifica città sotterranea, forgiata in oro purissimo, costruita molto tempo prima della scomparsa di Atlantide, prima ancora che gli abitanti di quel continente degenerassero usando scienza e mezzi ricevuti dai Confederati Intergalattici, Signori della Luce, dalle caratteristiche multidimensionali. La loro base operativa era collocata nell'Isola di Poseidonia allo scopo di istruire gli Atlantidei sulla Legge Cosmica e di realizzare i presupposti ideali al fine di raggiungere l'integrazione del pianeta nella Confederazione. La loro progressiva degenerazione impedì tale progetto. Alcuni Atlantidi realizzati, non contaminati dalla degenerazione, furono, per loro scelta, destinati a popolare l'El-Dorado. Ad altri, non sufficientemente idonei, venne concesso di emigrare, prima che si verificasse il cataclisma, in Oriente ed in Occidente. Attualmente nell'Eldorado esistono una feconda collaborazione e una imponente attività al fine di salvare il pianeta da una catastrofe nucleare.
La Città d'Oro è una parte di quel Paradiso Terrestre, altro mitico luogo di biblica memoria, perduto dall'umanità, ed ha propria vita, indipendente dalla vita di superficie, alimentata dall'energia di un Sole artificiale emanante Luce Dorata. Essa di trova nel cuore del pianeta, con una ricca e lussureggiante vegetazione, con laghi e fiumi di acqua cristallina purissima, con animali servizievoli e mansueti, con edifici confortevoli tutelati da fantascientifiche strutture di sicurezza contro eventuali atti vandalici dei terrestri, e istruiti da dinamismi particolari. Tuttavia Eldorado non è totalmente isolata dal resto del pianeta: essa ha numerose vie di comunicazione, lunghi e comodissimi tunnel che consentono ai sofisticatissimi mezzi, di cui la Città d'Oro dispone, di raggiungere la superficie. Le principali uscite, le più comunemente utilizzate dai suoi abitanti per le loro missioni, sono i due Poli.
Quando queste due uscite non sono aperte per la presenza dei ghiacci, utilizzano le uscite secondarie che esistono in molti punti della Terra, fra le quali le più attive si trovano nel Triangolo delle Bermude e nel Lago Titicaca in Perù. Nell'Eldorado esiste pure un cosmoporto capace di accogliere numerose navi spaziali provenienti dagli spazi esterni.
Alcuni esploratori del nostro tempo, ad esempio l'Ammiraglio della Marina Militare USA Richard E. Byrd, avventuratisi nelle immense distese di ghiaccio dell'Artico e dell'Antartico alla ricerca del punto focale dei poli, narrano di essersi imbattuti in una popolazione di giganti e di essersi addentrati in zone ricche e lussureggianti di vegetazione non certo polare e illuminate da una fulgida luce dorata proveniente da una fonte a loro sconosciuta e accarezzate da un clima mitissimo di eterna primavera.


Una delle tante interessantissime pietre, risalenti a migliaia di anni fa, scoperte nella città di Ica, in Perù. Si nota la raffigurazione aerea dei due continenti interni: Agartha ed El-Dorado.

Naturalmente i loro racconti sono stati presi per fantasie e allucinazioni. Resta il fatto che la città dell'El-Dorado è stata costruita appositamente per lo studio evolutivo dell'uomo terrestre ma soprattutto per iniziare tutti quegli individui, sondati e programmati, capaci di governare saggiamente e coscienziosamente la futura umanità del terzo millennio. Attualmente il popolo dell'El-Dorado è composto in maggioranza di terrestri accuratamente scelti, viventi in fraterna comunione con abitanti di altri pianeti facenti parte della Confederazione. Le coordinazioni di tutte le strutture sociali sono affidate a scienziati fra i quali figurano l'eminente fisico Ettore Majorana ed altri suoi colleghi, scomparsi misteriosamente dalla superficie terrestre. Con essi operano altri scienziati della Confederazione, ai quali sarà affidato il compito, un domani, di dirigere e reggere l'evoluzione scientifica del pianeta. Nella Città d'Oro non esistono né templi né chiese, non si officiano riti né si seguono culti perché la legge, la religione del popolo dell'El-Dorado è: ama il prossimo tuo come te stesso.
La Giustizia, la Pace, l'Amore e la Fratellanza sono nel cuore di ogni abitante. El-Dorado in futuro riemergerà. In un futuro oramai prossimo riemergerà dal cuore del pianeta per accogliere il nuovo popolo e la nuova civiltà, mentre le terre dell'attuale civiltà conosceranno le profondità degli abissi nel ciclico alternarsi della Legge di flusso e riflusso, quale purificazione e renovatio di ogni cosa.

È certo che il potere di questo regno è inviolabile, tutelato com'è da una scienza e da una tecnica che supera ogni più accesa fantasia fantascientifica umana.

Ritorniamo ora all'ultimo periodo Atlantideo cioè al tempo in cui l'arte della guerra rende bruti un gran numero di uomini che, privi oramai del sensato amore per il prossimo, affila le armi nelle alture delle coste americane del sud in preda a deliri avversi e sanguinari. Gli attacchi continui e selvaggi sottomettono alle loro leggi sanguinarie gran parte di quel popolo, ritornato alle leggi ataviche degli antichi Maestri venuti dal Cielo. Ma la lotta, seppur tremenda, viene contenuta per lunghissimi anni al di là della grande isola di Poseidonia, isola sacra ove il Tempio in oro calco splende come un sole scintillante. Il tempo diviene avverso e le orge selvagge e abbrutite dall'arte della guerra, costringono alla resa il rimanente e oramai decimato popolo Atlantideo. Molti fuggono verso Oriente (attuale Egitto), portando con sé la storia immortale del mondo e delle più eccelse conoscenze dell'Arte Divina dello Spirito.
Gli invasori, occupate le isole, istituiscono i loro templi di sangue e di orrore perseguitando coloro che vogliono, ad onta del supremo sacrificio, gridare ancora la loro fede nell'arte celeste. Nel contempo anche i mori ed alcune tribù bionde stringono alleanza con i conquistatori delle isole. Le orge si susseguono nello sprazzo lussurioso di incontenibile bassezza edificando la più povera di tutte le involuzioni di tutti i tempi. I fuggiaschi hanno per meta le grandi distese del Nilo e ritrovano i loro fratelli ormai padroni di quelle terre ed hanno asilo ed insieme instaurano i grandi princìpi che la sorte avversa ha messo a dura prova. Diventano potenti e, questa volta, armati e guardinghi ad eventuali imprese degli ormai nemici. Le isole conquistate sono diventate ora meta di comitive di sanguinari e di esseri irruenti e selvaggi. Il delirio del sesso, della lussuria, della materialità e del sensualismo drogato, ha reso debole ogni loro iniziativa barcollando come forsennati nelle loro stesse amarezze. Parecchi iniziati, tra i quali un Genio Cosmico definito Vecchio Vegliardo, tentano per l'ultima volta di redimere quel popolo oramai sulla via della perdizione, ma il loro tentativo è vano. Infatti questo Genio Solare, ad esempio, viene perseguitato, torturato ed egli, pur avendo, a causa delle macabre torture, il cervello fuori dal cranio, dimostra di essere uno Spirito padrone della vita e della morte. Parecchi uomini fuggono atterriti da questa visione ed Egli, il Vecchio, dopo aver benedetto l'unico giovane rimastogli accanto, lancia la triste profezia dell'ultima definitiva distruzione dell'antica terra di Atlantide.
Il giovane, di nome BARATH, viene inviato tempo prima della catastrofe nella lontana terra d'oriente: l'attuale Egitto. In questa terra inizia l'insegnamento spirituale, morale e sociale per tutti gli uomini: infatti viene chiamato dal popolo il tre volte grandissimo. La terra di Atlantide viene distrutta per la caduta di uno dei due piccoli asteroidi che roteano intorno alla Luna che, perdendo l'orbita a causa di un'onda anomala magnetica generata dagli interpreti della Divina Giustizia, impatta con il Continente distruggendolo completamente, rimanendo poi sommerso dalle acque.
Il più piccolo dei due asteroidi precipita infatti circa 12.000 anni or sono sull'Oceano Atlantico, facendo sobbalzare il pianeta e provocando il lento ma inesorabile sprofondamento del continente Atlantideo composto da grandi isole che dall'attuale costa occidentale africana si estendono sino alle coste dell'America centrale e meridionale. Le acque sono state notevolmente scosse e le parti basse della superficie terrestre vengono parzialmente sommerse.
Prima che il nucleo igneo-cosmico si assesta definitivamente, si sono avuti ulteriori scossoni tali da provocare maremoti di notevole intensità e ondate alte sino a 175 metri.
Una delle ultime è da collegare alla costruzione dell'arca di Noè. Il flusso e riflusso delle maree hanno poca durata. Gradatamente le acque raggiungono il normale assetto lasciando riemergere la terra sommersa. Molte città costiere sono in parte demolite dalla titanica furia delle acque ed altre sepolte dal fango, dai detriti e da altro. Oggi, è facile scoprirle se si toglie lo spesso ed indurito manto che le copre. Non è quindi la pioggia a provocare questa globale catastrofe. Le crisi periodiche di assestamento infatti provocano oscillazioni ondulatorie da est verso ovest e viceversa, con conseguenti flussi e riflussi degli oceani e dei bacini ed innalzano onde anomale alte sino a 175 metri e con un potere di penetrazione sulla superficie terrestre di diversi chilometri. Ha così fine il potente regno degli Atlantidi che la storia ha nascosto nell'abisso del tempo e nelle ali dello spazio, ove l'uomo sfiora con la sua anima, con la sua intelligenza e con il suo amore un passato, che ignorando gli appartiene.
Per quanto riguarda l'Arca, ci sarebbe molto da dire, così come ci sarebbe da dire di più sulla reale personalità di Noè o di altri contattati o mutanti. L'eterno passato e l'eterno futuro vivono nell'eterno presente. Dovete scoprirlo e, se necessario, sperimentarlo nuovamente. Allora e soltanto allora sarete in grado di non violentare un ordine che vi sovrasta, di non turbare gli equilibri vitali dell'Armonia cosmica. Potrebbe ripetersi e con una "ARCA" che non conoscerà le acque.

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