
La Commedia
di Dante Alighieri
alla luce della Filosofia Cosmica
in chiave parapsicologica
PURGATORIO
nel libero commento di Giovanna Viva
PRESENTAZIONE
Proseguendo il viaggio lungo l'ascesa della Vita disseminata nell'intero Creato che testimonia la Onnipotenza e la Giustizia dell'Architetto-Uno, Virgilio e Dante giungono sul Piano Spirituale, dove l'uomo, divenuto più idoneo per identificarsi in Dio Creatore, cerca di fondare il suo umano esistere sui giusti sentieri dell'Equilibrio e dell'Armonia, i quali gradatamente, in virtù dell'Amore e del Perdono, lo condurranno verso la infinita dimensione della Coscienza Universale. Qui l'uomo potrà alzare lo sguardo alla «V E R I T À», questo meraviglioso faro di Luce vivificante, al quale la tenebra dell'ignoranza e del materialismo impedisce di illuminare la ottenebrata Coscienza delle creature del pianeta Terra.
Oggi, tempo in cui l'Era dell'Acquario spunta all'orizzonte, la parte migliore dell'Umanità, la Coscienza Purgatoriale del pianeta, si appresta a raggiungere un livello spirituale che la renderà capace di penetrare i segreti arcani della sostanza Biblica ed Evangelica. Inoltre, ogni singola anima si avvede del cumulo delle astruserie dogmatiche, causa della falsa sapienza teologica, che ha velato la Verità, a confusione dei semplici e dei puri di cuore, e si predispone ad assorbire il nuovo influsso energetico che la renderà degna di guardare più lontano, altre la misera barriera umana, verso i PARADISIACI MONDI FELICI.
Se guardi più lontano / tu vedrai / luci d'incanto, lievi /
nella sera, / e il vento sussurrare / sentirai / da stella a
stella, dolce / una preghiera. / Da stella a stella, sì, / là
dove i sogni / si avvereranno nella / Vita Vera. / Se guardi
più lontano / tu vedrai / che il giorno non si spegne /
a prima sera; / non più cipigli torvi / di violenza, / sol
Dio, Natura, Amor, / la Sua Potenza / Se guardi più lontano, /
sentirai / un bacio dolce che / ti sfiora il viso, / mentre
una voce, come / una carezza, / ti dice: «Amore, questo /
è il Paradiso». / Allor venirti incontro / tu vedrai / persone
care, tanto / tanto amate, / che mai credevi avresti / più
incontrate, / e allora di sognare / crederai / il giardino più
bello / delle fate. / Tante cose tu sai, / altre ne ignori; /
che tu mortal non sei / ora lo intendi / ed il «perché» di
ieri / sbianca il viso, / sol quel ricordo smorza / il tuo
sorriso; / ma il giorno è immenso se / guardi lontano, /
l'istante Celestiale / non ha fine, / nulla che segni il tempo /
e il suo confine.
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ILLUSTRAZIONE INTRODUTTIVA
Così come l'Inferno, anche il Purgatorio è sparso sulla Terra. Percorrendo le strade del vivere terreno, Virgilio e Dante giungono al Piano di Coscienza purgatoriale, le cui minori sofferenze consentono all'Umanità di camminare sulle vie della Vita più speditamente, per completare le esperienze necessarie alla maturazione della Coscienza.
Come già altre volte affermato, il tempo e i cicli, attraverso i quali il nostro pianeta passa sotto l'influenza della «PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI», hanno un ruolo determinante e condizionano il cammino dell'uomo, elargendogli influssi e forze che agiscono sulle sue strutture biologiche, mentali e spirituali.
Duemila anni fa, sotto l'influsso energetico dell'Era dei Pesci, l'umanità fu INIZIATA alla Rivelazione dell'Amore, dispensato come un seme prezioso dall'Uomo-Gesù, corredato di Coscienza Universale, che conosceva i Disegni del Padre. Egli sapeva però, che il seme da Lui portato nella ancora dura zolla della umana Coscienza abbisognava di tempo e di cure per sbocciare e fruttificare e sapeva, altresì, che il tempo sarebbe stato quello posto sotto il Segno dell'Acquario.

«OVE VUOI CHE APPARECCHIAMO LA PASQUA?» dissero i Discepoli. «QUANDO VOI SARETE ENTRATI IN CITTÀ, INCONTRERETE UN UOMO CHE PORTA UNA BROCCA COLMA D'ACQUA».

Ecco: il tempo è giunto e, in verità, dopo duemila anni di esperienze, che hanno impresso una spinta evolutiva alla Coscienza e alla Intelligenza dell'umanità, noi siamo infine pervenuti nella CASA DI COLUI CHE PORTA UNA BROCCA COLMA D'ACQUA, antico simbolo dell'Era dell'Acquario.
Oggi, il passaggio del nostro Sole dal Segno dei Pesci in quello dell'Acquario è un fatto astronomico, rilevabile da un qualsiasi Osservatorio.
Il passaggio da una Costellazione a quella successiva è chiaramente riconosciuto dalla Bibbia.
Cinquemila anni fa, al tempo dell'Esodo, gli Ebrei, malgrado la Terra fosse passata dall'influsso dell'Era del Toro a quello dell'Era dell'Ariete, dimentichi del «nuovo» insegnamento messo in atto ad opera delle Intelligenze che operavano a bordo della «NUVOLA», (quella che noi, oggi, chiamiamo «DISCO VOLANTE»), si prostrarono in adorazione dinanzi al VITELLO D'ORO, che simboleggiava il ciclo in cui il Sole era stato nel precedente Segno del Toro. Era bastato che Mosé si assentasse dal campo per 40 giorni, durante i quali dimorò nella «NUVOLA» che stazionava sul monte Sinai, per ricevere le famose Tavole della Testimonianza, perché gli Ebrei si costruissero un «Vitello d'Oro» da adorare e ringraziare, per averli tratti dalla schiavitù d'Egitto.
In seguito alla venuta di Cristo, gli Ebrei caddero nello stesso errore, rifiutando di accettare il Suo insegnamento, che si sviluppava sotto l'influsso dell'Era dei Pesci; ciò accadde perché essi erano ancora sotto l'influsso energetico del precedente Segno dell'Ariete o «Caprio», come risulta dall'insegnamento del «Caprio Espiatorio», contenuto nel Vecchio Testamento.
Accadde che essi non vollero riconoscere che il Cristo era venuto a porre fine alla Disperazione Ebraica, la quale, col passaggio del Sole dall'Ariete nei Pesci, era giunta al suo apice e doveva, come religione, scomparire.
Il Cristo, perciò si presentò agli Ebrei quale loro Messia, scaturito dalla razza ebraica.
«...E TU BETLEHEM EFRATA, SEI PICCOLA TRA LE MIGLIAIA DI GIUDA, MA DA TE USCIRÀ COLUI CHE SARÀ DOMINATORE IN ISRAELE...»,
come scrisse nella sua profezia il Profeta Michea, al capitolo V, versetto 2.
Col rifiuto di accettare il Cristo quale Messia gli Ebrei, come razza, sono rimasti simbolicamente e praticamente nel Segno dell'Ariete, il «Capro Espiatorio». In senso simbolico, essi devono passare ancora nel Segno dell'Acquario; se non lo riconosceranno, rinnoveranno il loro antico errore, che consiste nel non aver voluto seguire il processo evolutivo della razza umana.
Quando, XX secoli fa, lungo le vie della Palestina, il Cristo disse: «NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO MIO» ... (Giovanni 14:6), Egli intese avvertire il popolo ebreo della necessità evolutiva della umana Coscienza di "raddrizzare i sentieri", per poter pervenire ai Piani Evolutivi Superiori. Non solo, ma con tali parole Egli predisse l'Opera che sarebbe stato chiamato a compiere nella successiva Era dell'Acquario, nell'Era, cioè, della RIUNIONE DELLA COSCIENZA degli uomini, in virtù del Disegno architettato dalla Creativa Mente di Dio.
«IO SONO LA VIA, LA VERITÀ, LA VITA» - Egli disse.
E, in verità, Cristo fu Colui che operò con incondizionato Amore e devota Coscienza per il collegamento, durante l'Era dei Pesci, fra l'umanità e le gerarchie Spirituali che presiedono all'ordine evolutivo della Coscienza del Pianeta.
Tempo verrà, quindi, che l'umanità, divenuta più intelligente, preferirà ricercare il Regno di Dio per via mistica, scientifica, in tal modo, la vita teologica, edificatrice di molti dogmi limitativi che hanno condotto l'umanità su falsi sentieri, propinando ad essa molte fallaci interpretazioni del Disegno Divino, gradatamente scomparirà.
Il Cristo, dunque, ritornerà; è che il Suo tempo già bussa impetuosamente alla nostra porta ed è vero, infine, che Egli sta venendo non soltanto per i Cristiani, bensì per l'Oriente e per l'Occidente.
«SICCOME IL LAMPO ESCE DI LEVANTE E APPARE FINO A PONENTE, TALE SARÀ LA VENUTA DEL FIGLIUOL DELL'UOMO» (Matteo 24:27).
È questo il tempo del ritorno del Cristo, il tempo della Luce del vero Amore, che non ha mai fine.
La comprensione dell'Amore infinito non ha niente a che fare con l'istruzione terrestre. Un professore, che pensa di poter disconoscere Dio nei fatti materiali della vita, non ha alcuna possibilità di inserirsi positivamente nell'esistenza del Nuovo Millennio; ma, se un semplice contadino analfabeta opera nel rispetto della Legge d'Amore, egli sarà salvato; per questo i Fratelli del Cielo ci dicono:
«NON VENIAMO DAI NOSTRI MONDI PER PARLARE ALLA INTELLIGENZA DEL FRATELLO DELLA TERRA, MA PER PARLARE ALLA SUA COSCIENZA. ORA NON È PIÙ TEMPO DI FILOSOFIE, MA È TEMPO DI REALTÀ. E LA REALTÀ È DESOLAZIONE; È L'AGONIA DELLA TERRA.
Affratellatevi, unitevi gli uni agli altri, in Amore e Carità nella Luce della Verità, che si rivela alfine ai vostri cuori anelanti di Cristica pace. Noi, i vostri fratelli di altri mondi, siamo al vostro fianco con tutto il nostro universale amore e tutta la nostra fraterna dedizione. Sia pace nei vostri cuori».
Il Loro messaggio di Amore e di Conoscenza è quello del Cristo. Dice il Signore: «Avverrà, negli ultimi giorni, che io spanderò del mio Spirito su ogni uomo. Io farò apparire prodigi su in cielo e segni giù in Terra... allora chi avrà invocato il nome del Signore sarà salvo» (Atto degli Apostoli 2:17-21).
Cristo disse: «CHI HA OCCHI PER VEDERE VEDA - CHI HA ORECCHI PER UDIRE ODA». Ed oggi, dopo migliaia d'anni di cammino evolutivo, l'uomo è corredato di un sufficiente quoziente d'intelligenza idonea a consentirgli la necessaria apertura mentale per l'assimilazione di determinati concetti di natura universale.
Rileggendo ciò che è stato detto duemila anni fa da Gesù Cristo circa gli "ultimi giorni" e la "Fine dei Tempi", noi troviamo chiaramente una descrizione del mondo ai nostri giorni e di una terribile guerra distruttiva, seguita dall'atterraggio massiccio di Esseri provenienti dallo Spazio, nonché dell'evoluzione di una parte dell'Umanità.
In tutto il mondo, migliaia di uomini hanno interpretato i «segni» del Cielo e sono stati oggetto di «sondaggio animico» ad opera delle Creature Celesti, dotate di qualità sensoriali derivanti loro dai poteri dello Spirito; essi sono stati scelti, perché costituissero un anello di collegamento tra i fratelli della Terra e i Fratelli del Cielo.
Nel mondo intero, pertanto, sono sorti dei Centri per la ricezione e la divulgazione dei messaggi dei Fratelli dello Spazio, annunzianti l'operazione di soccorso futura. Questa operazione, iniziata ormai da decenni, va sotto il nome di «Legame Universale», o «La Seconda Venuta del Cristo».
È questo, sulla Terra, il superiore Grado di Coscienza che, tra il Bene e il Male, ci consente di elevarci lungo l'ascesa dirupata, che porta a Dio.
Cristo, dunque, duemila anni fa, prevede l'attuale «TEMPO DELLA FINE», con le sue catastrofi planetarie, i suoi disastri e la disperazione dell'umanità, che sempre più invoca un Ordine Nuovo, sotto il Segno della GIUSTIZIA, dell'AMORE e della FRATELLANZA. Il Cristo sapeva che, al tempo della Grande Crisi e della Tensione Finale, l'umanità stessa avrebbe invocato il Suo ritorno; questa umanità, che percorre le vie dell'autodistruzione, è giunta oggi all'Era dell'Acquario, nell'attesa dell'imminente gran giorno del Risveglio.

IL GRAN GIORNO
Un Messaggio proveniente dalla Voce dell'Araldo del Sole ci insegna che il Mondo, nel quale abbiamo oggi la vita, è in crescita e, come già altre volte affermato, si propone, sul piano cosmo-fisico e cosmo-energetico, un salto evoluzionale qualitativo.
Ciò avviene in sintonia con tutti i corpi celesti contenuti nell'Organismo Galattico, e per le esigenze legate ad una ben precisa e periodica rielaborazione energetico-dimensionale, che la medesima Entità Reggitrice l'Organismo-Galattico è sul punto di intraprendere, per autodotarsi del necessario potenziale energetico atto a consentirle, nella successiva tappa sperimentativa, la nuova funzione creativa e rigenerativa che è chiamata a svolgere, secondo il Programma di Ordine Cosmico.
Le implicazioni inerenti le Metamorfosi Cosmicje non sono, certo, di competenza umana. Difatti, si avvertono assai distanti da quelle che sulla Terra sono considerate normali come le «esigenze e problematiche della vita quotidiana», se non addirittura si negano semplicisticamente, solo perché se ne ignora il significato.
I tempi e le relative scadenze della scenografia universale esigono che, al tempo opportuno, cali il sipario e si proponga una nuova scena. È pur vero che l'uomo non sa distinguere tali «EVENTI», poiché il tempo umano non è il tempo universale, pur essendo in questo contenuto.
Ma è anche vero che per le menti più attente e scrupolose non è difficile intuire e, quindi, dedurre e comprendere la portata e il significato dell'EVENTO che si vuol significare.
Se gli uomini osservassero attentamente le fasi biologiche che intervengono nello sviluppo del micro-universo uomo, riscontrerebbero che analoghe «rielaborazioni del potenziale energetico» avvengono, secondo i tempi di maturazione ben programmati, a livello dei vari organi e dei sistemi vitali da essi dipendenti.
L'uomo, a differenza di altri Regni della Natura, è una realtà "autocosciente" e ciò fa di lui l'unico elemento capace di elaborare la Superiore Coscienza, tramite un discernimento sperimentale, condotto in prima persona, e quindi personale e arbitrario.
Da ciò consegue che ogni gradino verso la Meta è il risultato di errori sperimentati, corroborati da una saggia ed obiettiva autocritica della realtà dove si è chiamati ad operare, e ciò è concesso all'uomo solo tramite effettive e dirette esperienze di vita.
Nota: Su richiesta dei nostri lettori pubblichiamo il testo dantesco dei Canti del Purgatorio per i quali non è ancora pronto il commento.
Purgatorio - Canto I

Proposizione e invocazione; Antipurgatorio - le quattro stelle - apparizione di Catone e suo colloquio con Virgilio - Virgilio cinge Dante di energia benefica

Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
3 che lascia dietro a sé mar sì crudele;
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Purgatorio - Canto II

Antipurgatorio: sulla spiaggia dell'isola - arrivo dell'angelo nocchiero - sbarco di nuove anime che cantano il salmo In exitu Israel de Aegypto - Casella - nuova apparizione di Catone

Già era 'l sole a l'orizzonte giunto
lo cui meridian cerchio coverchia
3 Ierusalèm col suo più alto punto;
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Purgatorio - Canto III

Antipurgatorio: sulla spiaggia dell'isola - Dante e Virgilio riprendono il cammino - paura di Dante di essere stato abbandonato da Virgilio - Manfredi

Avvegna che la subitana fuga
dispergesse color per la campagna,
3 rivolti al monte ove ragion ne fruga,
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Purgatorio - Canto IV

Antipurgatorio: primo balzo - salita faticosa per Dante - sosta sul primo balzo - natura del Purgatorio - le anime dei negligenti

Quando per dilettanze o ver per doglie,
che alcuna virtù nostra comprenda
3 l'anima bene ad essa si raccoglie,
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Purgatorio - Canto V

Antipurgatorio: secondo balzo - ripresa della salita - le anime dei negligenti "per forza morti" - Jacopo del Cassero - Buonconte da Montefeltro - Pia de' Tolomei

Io era già da quell'ombre partito,
e seguitava l'orme del mio duca,
3 quando di retro a me, drizzando 'l dito,
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Purgatorio - Canto VI

Antipurgatorio: secondo balzo - altri negligenti "per forza morti" - dubbio di Dante circa l'efficacia dei suffragi dei vivi - Sordello - apostrofe di Dante all'Italia e a Firenze

Quando si parte il gioco de la zara,
colui che perde si riman dolente,
3 repetendo le volte, e tristo impara;
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Purgatorio - Canto VII

Antipurgatorio: Sordello e la valletta dei principi - Sordello addita ai poeti le anime di vari monarchi

Poscia che l'accoglienze oneste e liete
furo iterate tre e quattro volte,
3 Sordel si trasse, e disse: «Voi, chi siete?»
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Purgatorio - Canto VIII

Antipurgatorio: la valletta dei principi - due angeli guardiani della valletta - i tre poeti scendono nella valletta - Nino Visconti - la biscia messa in fuga dagli angeli

Era già l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core
3 lo dì c'han detto ai dolci amici addio;
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Purgatorio - Canto IX

Davanti alla porta del Purgatorio: sogno di Dante e suo risveglio - Virgilio spiega a Dante il suo sogno - l'angelo portiere incide con la punta della spada sette P sulla fronte di Dante - l'angelo apre la porta del Purgatorio - entrata dei due poeti

La concubina di Titone antico
già s'imbiancava al balco d'orïente,
3 fuor de le braccia del suo dolce amico;
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Purgatorio - Canto X

Prima cornice: superbi (la loro pena è di dover stare rannicchiati, sotto gravi pesi) - esempi d'umiltà - le anime dei superbi

Poi fummo dentro al soglio de la porta
che 'l mal amor de l'anime disusa,
3 perché fa parer dritta la via torta,
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Purgatorio - Canto XI

Prima cornice: superbi - le anime dei superbi recitano il Pater - Omberto Aldobrandeschi - Oderisi da Gubbio - Provenzan Salvani

«O Padre nostro, che ne' cieli stai,
non circunscritto, ma per più amore
3 ch'ai primi effetti di là sù tu hai,
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Purgatorio - Canto XII

Prima cornice: superbi - esempi di superbia punita - l'angelo dell'umiltà, guardiano della prima cornice, cancella una P dalla fronte di Dante - salita alla seconda cornice degli invidiosi

Di pari, come buoi che vanno a giogo,
m'andava io con quell'anima carca,
3 fin che 'l sofferse il dolce pedagogo.
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Purgatorio - Canto XIII

Seconda cornice: gli invidiosi sono coperti da ruvido cilicio ed hanno gli occhi serrati, come cuciti da fil di ferro - Sapia da Siena

Noi eravamo al sommo de la scala,
dove secondamente si risega
3 lo monte che salendo altrui dismala.
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Purgatorio - Canto XIV

Seconda cornice: invidiosi - Guido del Duca e Rinieri da Calboli - corruzione generale della Valle dell'Arno - decadenza morale dei Romagnoli - esempi d'invidia punita

«Chi è costui che 'l nostro monte cerchia
prima che morte li abbia dato il volo,
3 e apre li occhi a sua voglia e coverchia?»
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Purgatorio - Canto XV

Seconda cornice: invidiosi - l'angelo della carità - Virgilio chiarisce a Dante un dubbio circa la possibilità o l'impossibilità della comunanza dei beni tra gli uomini - arrivo alla terza cornice degli iracondi

Quanto tra l'ultimar de l'ora terza
e 'l principio del dì par de la spera
3 che sempre a guisa di fanciullo scherza,
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Purgatorio - Canto XVI

Terza cornice: iracondi - Marco Lombardo: sua spiegazione delle cause della corruzione del mondo

Buio d'inferno e di notte privata
d'ogne pianeto, sotto pover cielo,
3 quant'esser può di nuvol tenebrata,
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Purgatorio - Canto XVII

Terza cornice: iracondi - esempi d'ira punita - l'angelo della mansuetudine - arrivo alla quarta cornice degli accidiosi
Quarta cornice: sosta forzata dei poeti per il sopraggiungere della notte - Virgilio spiega a Dante la teoria dell'amore e l'ordinamento morale del Purgatorio

Ricorditi, lettor, se mai ne l'alpe
ti colse nebbia per la qual vedessi
3 non altrimenti che per pelle talpe,
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Purgatorio - Canto XVIII

Quarta cornice: accidiosi (devono correre continuamente per la cornice) - Virgilio spiega a Dante la natura dell'amore e cosa sia il libero arbitrio - gli accidiosi - esempi di sollecitudine - l'abate di San Zeno - esempi di accidia punita - Dante si addormenta

Posto avea fine al suo ragionamento
l'alto dottore, e attento guardava
3 ne la mia vista s'io parea contento;
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Purgatorio - Canto XIX

Quarta cornice: accidiosi - sogno di Dante - la femmina balba - risveglio e ripresa del cammino - l'angelo della sollecitudine - Virgilio spiega a Dante il significiato del sogno - arrivo alla quinta cornice degli avari e prodighi
Quinta cornice: avari e prodighi stanno bocconi per terra, in dimensione animale - papa Adriano V

Ne l'ora che non può 'l calor diurno
intepidar più 'l freddo de la luna,
3 vinto da terra, e talor da Saturno
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Purgatorio - Canto XX

Quinta cornice: avari e prodighi - esempi di povertà e di liberalità - Ugo Capeto - esempi di avarizia punita - il terremoto e il Gloria intonato da tutte le anime del Purgatorio

Contra miglior voler voler mal pugna;
onde contra 'l piacer mio, per piacerli,
3 trassi de l'acqua non sazia la spugna.
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Purgatorio - Canto XXI

Quinta cornice: avari e prodighi - apparizione di Stazio, che spiega ai poeti la causa del terremoto - Stazio e Virgilio

La sete natural che mai non sazia
se non con l'acqua onde la femminetta
3 samaritana domandò la grazia,
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Purgatorio - Canto XXII

Quinta cornice: avari e prodighi - l'angelo della giustizia - nuovo colloquio di Stazio e Virgilio - arrivo alla sesta cornice dei golosi
Sesta cornice: golosi - l'albero della vita - esempi di temperanza

Già era l'angel dietro a noi rimaso,
l'angel che n'avea vòlti al sesto giro,
3 avendomi dal viso un colpo raso;
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Purgatorio - Canto XXIII

Sesta cornice: golosi (soffrono la fame e la sete e sono paurosamente dimagriti) - Forese Donati e suo colloquio con Dante

Mentre che li occhi per la fronda verde
ficcava ïo sì come far suole
3 chi dietro a li uccellin sua vita perde,
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Purgatorio - Canto XXIV

Sesta cornice: golosi - Forese - Bonagiunta Orbicciani: Dante gli spiega la poetica del dolce stil novo - predizione di Forese - l'albero della scienza del bene e del male - esempi di golosità punita - l'angelo della temperanza - salita verso la settima cornice dei lussuriosi

Né 'l dir l'andar, né l'andar lui più lento
facea, ma ragionando andavam forte,
3 sì come nave pinta da buon vento;
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Purgatorio - Canto XXV

Tra la sesta e la settima cornice - Stazio spiega la generazione del corpo umano, la creazione dell'anima, la sua infusione nel corpo, la sua vitalità dopo la morte del corpo e la formazione delle ombre
Settima cornice: lussuriosi - esempi di castità

Ora era onde 'l salir non volea storpio;
ché 'l sole avëa il cerchio di merigge
3 lasciato al Tauro e la notte a lo Scorpio:
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Purgatorio - Canto XXVI

Settima cornice: lussuriosi - esempi di lussuria punita - Guido Guinizzelli - Arnaldo Daniello

Mentre che sì per l'orlo, uno innanzi altro,
ce n'andavamo, e spesso il buon maestro
3 diceami: «Guarda: giovi ch'io ti scaltro»;
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Purgatorio - Canto XXVII

Settima cornice: lussuriosi - l'angelo della castità - Dante deve passare attraverso le fiamme - un angelo li invita a salire prima che annotti per la scala che conduce al Paradiso terrestre - Dante, Virgilio e Stazio si coricano sui gradini della scala - sogno di Dante, suo risveglio e ripresa della salita - Virgilio si congeda da Dante

Sì come quando i primi raggi vibra
là dove il suo fattor lo sangue sparse,
3 cadendo Ibero sotto l'alta Libra,
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Purgatorio - Canto XXVIII

La foresta e il fiume Lete - Matelda spiega a Dante l'origine del vento, la virtù generativa e la natura dei due fiumi, il Lete e l'Eunoè

Vago già di cercar dentro e dintorno
la divina foresta spessa e viva,
3 ch'a li occhi temperava il novo giorno,
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Purgatorio - Canto XXIX

Lungo le rive del Lete - la luce e il canto - la mirabile processione, i sette candelabri e seniori i quattro animali, il carro e il grifone, i sette personaggi - tuono e fermata del corteo

Cantando come donna innamorata,
continüò col fin di sue parole:
3 'Beati quorum tecta sunt peccata!'
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Purgatorio - Canto XXX

Paradiso terrestre - apparizione di Beatrice e scomparsa di Virgilio - rimprovero di Beatrice a Dante - gli angeli cantano parole di compassione per Dante - altri rimproveri di Beatrice

Quando il settentrïon del primo cielo,
che né occaso mai seppe né orto
3 né d'altra nebbia che di colpa velo,
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Purgatorio - Canto XXXI

Paradiso terrestre - rimproveri di Beatrice a Dante - pentimento e confusione di Dante - immersione nel Lete per opera di Matelda - Beatrice si toglie il velo dal volto

«O tu che se' di là dal fiume sacro»,
volgendo suo parlare a me per punta,
3 che pur per taglio m'era paruto acro,
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Purgatorio - Canto XXXII

Paradiso terrestre - la processione torna indietro con Dante, Stazio e Matelda - l'albero della Scienza dove il grifone lega il carro - rifiorire dell'albero - sonno e risveglio di Dante e sua meraviglia per la scomparsa del grifone e della processione - vicende simboliche del carro: l'aquila, la volpe, il drago, la trasformazione del carro in mostro, la meretrice e il gigante

Tant'eran li occhi miei fissi e attenti
a disbramarsi la decenne sete,
3 che li altri sensi m'eran tutti spenti.
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Purgatorio - Canto XXXIII

Paradiso terrestre - salmodia - spiegazioni di Beatrice su ciò che Dante ha visto e sua profezia - Dante si purifica bevendo l'acqua del fiume Eunoè - Dante è «puro e disposto a salire alle stelle»

'Deus, venerunt gentes', alternando
or tre or quattro dolce salmodia,
3 le donne incominciaro, e lagrimando;
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CHIARIFICAZIONI
Spostandosi con le frecce che troverete all'interno dei Canti e che significano:
Chiarificazioni Purgatorio
Chiarificazione precedente
Chiarificazione seguente
è possibile una lettura alternativa della Commedia attraverso le seguenti chiarificazioni e quelle riportate nell' Inferno e nel Paradiso
Ma qui la morta poesì resurga - Canto I - v. 7
e vidi quattro stelle non viste mai fuor ch'a la prima gente - Canto I - v. 23-24
non si converria, l'occhio sorpriso d'alcuna nebbia, andar dinanzi al primo ministro - Canto I - v. 97-99
Questa isoletta... ...porta di giunchi sovra 'l molle limo - Canto I - v. 100-102
uscia di Gange fuor con le bilance - Canto II - v. 5
Che non si mutan come mortal pelo - Canto II - v. 36
contra quello error che crede ch'un'anima sovr'altra in noi s'accenda - Canto IV - v. 5-6
se non uscisse fuor del cammin vecchio - Canto IV - v. 66
Il trapianto degli organi - Canto IV
l'angel di Dio mi prese, e quel d'inferno gridava - Canto V - v. 104-105
senza colpa, conobbero altre esperienze (il delitto dell'aborto) - Canto VII - v. 35-36
che la notturna tenebra, ad ir suso; quella col nonpoder la voglia intriga - Canto VII - v. 56-57
che 'l sol non si ricorca sette volte nel letto - Canto VIII - v. 133-134
Tre gradini, tre tempi della Vita - Canto IX - v. 76
Sette P, sette piaghe, sette peccati - Canto IX - v. 112
chi 'n dietro si guata - Canto IX - v. 132
L'Arca Santa - Canto X - v. 56
La disintegrazione dell'Atomo - Canto XII
La forza della Preghiera - Canto XIII
E i raggi ne ferien per mezzo 'l naso - Canto XV - v. 7-12
Cosa vedeva Dante? - Canto XV
Se tu avessi cento larve sovra la faccia - Canto XV - v. 127-128
in voi è la cagione - Canto XVI - v. 83
lei che mutò forma - Canto XVII - v. 19
La Legge Cosmica del Libero Arbitrio - Canto XVIII - v. 61-75
Le Colonne d'Ercole e il triangolo di energie sotterranee (Piramidi) - Canto XIX
batti a terra le calcagne; li occhi rivolgi al logoro che gira - Canto XIX - v. 61-62
Adhaesit pavimento anima mea - Canto XIX - v. 73
Nessuno ci punisce dall'alto - Canto XIX
L'uomo crede che Dio esista al di fuori di lui - Canto XIX
L'attesa discesa del Regno di Dio sulla Terra: quando verrà per cui questa disceda? - Canto XX - v. 15
La nascita di Gesù: dove sponesti il tuo portato santo - Canto XX - v. 24
L'Isola di Delo - Canto XX
La samaritana al pozzo - Canto XXI
L'influenza sul Creato del Bene e del Male - Canto XXI
Il ritorno del Cristo in Terra - Canto XXII
chi dietro a li uccellin sua vita perde - Canto XXIII - v. 3
per la profonda notte menato m'ha d'i veri morti - Canto XXIII - v. 122-123
Chi è Ashim? - Canto XXIV
natural vasello - Canto XXIV - v. 45
non potea rivedere ond'io mi 'ntrassi - Canto XXVIII - v. 24
ventiquattro seniori - Canto XXIX - v. 83
e li occhi d'Argo - Canto XXIX - v. 95
in abito dispari, ma pari in atto - Canto XXIX - v. 134-135
un tuon s'udì - Canto XXIX - v. 152
«Tiemmi, tiemmi!» - Canto XXXI - v. 93
Concetti di Filosofia Cosmica - Canto XXXI - v. 97-108
Sette teste e dieci corna - Canto XXXII - v. 142-144
Scala dei Valori Spirituali - Canto XXXII
un cinquecento diece e cinque - Canto XXXIII - v. 43
La conquista dello Spazio - Canto XXXIII
Dopo l'epopea funesta del terrestre esilio, il Paradiso ci attende...

«Il Paradiso ci attende» ...

L'uomo, quale signolo e quale collettività sovente si è trovato di fronte a un bivio: ANNIENTAMENTO o SUPERIORE COSCIENZA? in ciò sta la quintessenza dell'amletico interrogativo: «ESSERE O NON ESSERE?», intuita da un esimio filosofo e iniziato.
Tutto ciò è particolarmente evidente oggi, poiché L'ORA PRESENTE propone alla Vita, corredata da intelligenza e da coscienza, un Bilancio CONSUNTIVO GLOBALE, in vista dell'imminente Grande Salto Dimensionale.
È evidente che una simile «rifenerazione» nelle strutture portanti della Vita, impone una selezione qualitativa interagente in tutte le specie viventi di ogni Regno, ivi compreso l'Uomo.
Tale selezione è ora in atto.
Nel contesto umano, appaiono già da un certo tempo alcuni personaggi, che sono pervenuti ad una chiara visione di quanto si va maturando nel Mondo e, più consapevolmente o meno, essi uniformano la loro opera, elaborando le loro idee e conoscenze, necessarie a forgiare «l'Uomo Nuovo» con la sua «Nuova Civiltà e Cultura».
In questo caso, essi attingono direttamente dai GENI SUPERVISORI e divengono, così, dei veri e propri "strumenti-CATALIZZATORI" del nuovo Piano di conoscenza e coscienza umana.
Questi strumenti-catalizzatori, sparsi un po' dovunque nel mondo, non sono facilmente compresi da chi è ancora complessato da elucubrazioni mentali, rese stantìe dai pregiudizi stessi che le alimentano e che frenano ogni genere di progresso inteso in senso universale. Sovente vengono segnati a dito ed emarginati da chi si ritiene detentore e depositario di ogni genere di verità e di conoscenza. Ma è inevitabile che la loro opera sia destinata a segnare il passo dell'Evoluzione nelle strutture dell'umano Sapere, affinché questo non solo sia di ausilio all'uomo, ma lo proietti verso nuove frontiere che riveleranno l'arcano ruolo che egli riveste nell'universo.
Tuttavia, verso il Gran Giorno ci ha sospinti la nostra storia, ma dobbiamo essere noi a costruirne le premesse, in qualità di protagonisti attivi, e non più di spettatori inerti.

Così che anche noi, dalla santa onda
rifatti sì come piante novelle
rinnovellate da novella fronda,
sarem disposti a salire alle stelle.
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