
ORIGINE DELLA LUNA E STRUTTURA INTERNA
Numerose ipotesi e molte discussioni sono state fatte per risolvere, in maniera definitiva, il problema dell’origine della Luna ed in particolare della sua struttura interna.
Proprio per emulare quanto era stato elaborato e studiato sul nostro pianeta, gli scienziati hanno indirizzato le loro indagini sugli effetti dei lunamoti.
Il lunamoto, il terremoto lunare, ha delle caratteristiche ben diverse da quello terrestre.
I sismografi sistemati sul nostro satellite con le missioni Apollo possono registrare questi lunamoti che sono molto più deboli di quelli terrestri. Non sono mai superati valori corrispondenti al 2° grado sulla scala Richter, intensità che non si sentirebbero se non con l’aiuto degli strumenti. Essi però hanno un comportamento assai diverso.
Sulla Terra i terremoti iniziano bruscamente e durano pochi secondi. Sulla Luna le onde sismiche crescono gradualmente e continuano per un’ora ed oltre.
Alcuni lunamoti sono provocati probabilmente da meteoriti che colpiscono la superficie, la cui frequenza è irregolare. Ci sono poi quelli regolari che si ripetono ogni due settimane, in corrispondenza del perigeo, vale a dire alla minima distanza Terra-Luna, ed anche all’apogeo che corrisponde alla massima distanza.
Oltre al verificarsi in date fisse, i lunamoti a volte si ripetono in determinati punti ben localizzati mentre quelli profondi hanno origine a circa 1000 Km sotto la superficie.
I geologi, in analogia con quanto avviene sulla Terra, hanno stabilito un modello probabile per il nostro satellite che possiede una crosta di materiale leggero spesso da 60 a 100 Km, sotto la quale c’è una litosfera spessa circa 1000 Km, composta di roccia più densa ma fredda e solida.
Sotto la litosfera vi è una zona calda che fa pensare ad una zona di roccia fusa. Altri scienziati ritengono che ci sia la possibilità che esista un nucleo metallico ma non è certa la presenza di un considerevole nucleo di ferro denso che è paragonabile a quello terrestre.
Sta di fatto che la Luna non possiede un campo magnetico complessivo e ciò dimostra appunto che c’è assenza di nucleo.
Associato a quest’incongruenza c’è un altro mistero dovuto al fatto che grandi porzioni di crosta lunare sono magnetizzate. Le superfici magnetiche sono larghe fino a 100 Km ma non si combinano in un campo globale. La Luna del resto ha un valore del campo magnetico inferiore di un milionesimo rispetto al campo terrestre e non esiste perciò il relativo polo nord e polo sud.
A parte tutte le teorie sull’origine della Luna, che verranno tra poco analizzate, ci sono alcuni punti fermi emersi dalle conoscenze acquisite con le missioni lunari.
La Luna ha una densità media di 3,344 g/cm³ che sta a significare l’assenza di un gran nucleo di ferro.
È stata notata un’accelerazione secolare dell’orbita, da cui si deduce che il nostro satellite in un tempo remoto era più vicino alla Terra. Non è difficile comprendere questo dato se si pensa alla quantizzazione dell’energia posseduta dalla Luna, come del resto anche dagli altri corpi celesti, che nel tempo aumenta in modo naturale poiché governata dalla legge dell’evoluzione.
Terzo dato certo è che le rocce lunari sono antiche mediamente 4,4 miliardi di anni, in accordo con l’età della Terra.
È stato notato poi che la Luna ha avuto una perdita rilevante di metalli, in particolare di ferro, avvenuta probabilmente prima della sua formazione.
Un altro dato interessante è la perdita di elementi volatili, o meglio leggeri, il che sta a significare come la sua formazione sia avvenuta ad alta temperatura. Per contro si è avuto l’arricchimento di materiali refrattari, fatto complementare che dimostra il processo dell’alta temperatura.
Ci sono, infine, i risultati delle analisi isotopiche che dimostrano come gli isotopi dell’ossigeno abbiano le stesse proporzioni sia sulla Luna sia sulla Terra.
Un elemento che lascia ancora delle perplessità negli scienziati, è il gran momento angolare che la Luna possiede e questo fatto ha dato adito alla pubblicazione di parecchie teorie, in particolare sulla sua formazione, di cui alcune ritenute valide.
Analizziamole in sintesi:

La teoria della cattura
La Luna si è formata altrove ed è stata catturata dalla Terra mentre le passava vicina. Tale teoria ha, in effetti, trovato più obiezioni che consensi.

La teoria dell’accrescimento
Si crede che la Luna si sia formata attraverso processo simile a quello del Sistema Solare. Anche in questo caso ci sono più obiezioni che consensi in quanto non trova riscontro negli altri pianeti, escluso probabilmente Giove.

La teoria dell’impatto
Molti astronomi hanno di recente abbracciato questa teoria che si basa sul fatto che un grande corpo, delle dimensioni di Marte, sia entrato in collisione col proto-pianeta Terra, urtandolo di striscio. Probabilmente quest’evento risale a circa 4,5 miliardi d’anni or sono.
Da entrambi i corpi schizzò via del materiale superficiale e parte di esso rimase in orbita attorno alla Terra, formando un disco che si aggregò in piccoli satelliti e alla fine diede origine all’attuale Luna.

La teoria della fissione
Il fatto che la Luna si stia man mano allontanando dalla Terra, ha fatto pensare che in un lontano passato i due corpi siano stati molto vicini. La teoria parte dal presupposto che il proto-pianeta Terra, mentre si contraeva, ruotasse così rapidamente che la forza centrifuga spinse la massa fluida dall’equatore verso l’esterno, allungandone la forma sferica fino al distacco definitivo di una massa notevole di materia andata poi a formare la Luna.

Il dottor Desiderius Papp, nel suo libro "Chi vive sulle stelle?" edito nel 1934, a proposito della Luna ebbe a scrivere:

"La Luna è un astro senz’aria e senz’acqua, un mondo irrigidito da gran tempo nel sonno della morte: tale è la sentenza che la scienza odierna pronunzia sulla fedele compagna della Terra. Ma noi non possiamo accettare del tutto questa sentenza, poiché non mancano indizi capaci di gettare il dubbio sulla sua esattezza. Già la testimonianza della Terra, quei microbi che per il loro processo vitale non hanno bisogno né dell’acqua né dell’aria, parlano contro la concezione che il mondo lunare, quand’anche sia totalmente privo d’acqua e di aria, debba mancare di ogni organismo vivente. Senza alcun dubbio, la Luna (su ciò gli astronomi sono concordi, tranne qualche scarsa eccezione) è figlia della Terra. Quando il nostro globo era ancora liquido e incandescente, e viveva la sua prima giovinezza, dal cui corpo si staccò una massa e fu scagliata nello spazio. Quella massa, più tardi, prese forma di una sfera e fu la Luna. Il giovane satellite, costretto dalla legge di gravità a girare attorno alla Terra, in tempi remotissimi possedeva aria ed acqua, come la Terra..."

Credo che la teoria della fissione contenga molta verità ma debba essere riveduta e corretta. Ciò comporta un’analisi del proto-pianeta Terra nel momento in cui cominciò a solidificarsi nella superficie esterna.
La solidificazione, avvenuta con ogni probabilità in diverse fasi e protrattasi per un lungo periodo di tempo, ha creato le condizioni per una forte pressione verso il suo interno che ha costretto il neonato pianeta ad una reazione che si è è finita con un’esplosione e con la fuoriuscita di due blocchi di magma incandescente.
L’esplosione si è verificata per la notevole compressione di vari gas leggeri, in particolare idrogeno, che ha spinto le due masse all’esterno, in direzione opposta sull’asse di rotazione del geoide, e che si sono assestate alla distanza d’equilibrio divenendo di fatto due satelliti della Terra.
In quest’analisi bisogna considerare poi due fattori importanti. Il primo riguarda la posizione della Terra che all’epoca era il terzo pianeta, a partire dal Sole. Ciò ha comportato un valore basso del momento angolare del proto-pianeta. Il geoide ha così subito l’espulsione delle due Lune dalla parte dei due poli esistenti all’epoca e che sicuramente non sono gli stessi d’oggi. Questo evento giustifica proprio il secondo fattore, in quanto ha permesso alle due lune di posizionarsi in delle traiettorie, il cui piano orbitale non corrisponde proprio con quello equatoriale terrestre attuale.


Schema della formazione delle 2 iniziali lune terrestri.

Si può riferire infine che lo scoppio, causa principale dell’uscita definitiva delle due masse incandescenti, abbia fornito in contemporanea un grande momento di rotazione, dando alla Luna attuale una caratteristica particolare da rendere ancor più difficile la ricerca sulla sua origine.
Per restare ancora nel mistero, si può affermare che ci sono molte indicazioni sul fatto che la Luna sia vuota.
Abbiamo visto come la densità media sia di 3,344 g/cm³ ed è significativamente più bassa dei 5,5 g/cm³, che è la densità del mantello della Terra. Questi dati stanno ad indicare ancor di più che la Luna non possiede la parte interna.
Un’altra prova di tale conclusione si è avuta con l’"Apollo 12" quando gli astronauti, dopo il loro rientro sulla navicella di comando, inviarono il modulo lunare ad infrangersi sul suolo del nostro satellite, creando così un lunamoto artificiale.
Il luogo del crash era situato a circa 60 Km dal punto in cui gli astronauti dell’"Apollo 11" avevano lasciato gli strumenti per rilevare i sismi. L’equipaggiamento ultrasensibile registrò le vibrazioni lunari, simili ad una campana, per più di quattro minuti. Le vibrazioni ripresero dopo quasi otto minuti da raggiungere ancora il massimo e poi diminuirono d’intensità.
Queste vibrazioni si sono ripetute quando il terzo stadio dell’"Apollo 13" si schiantò sulla superficie lunare.
Secondo la NASA tale tempo di reazione del satellite è simile al gong. In questo caso, il sistema di rilevamento sismico era collocato a ben 160 Km dal luogo dell’impatto e le registrazioni mostrarono dei riverberi durati per ben tre ore e venti minuti, viaggianti ad una profondità compresa tra i 35 e 40 Km.
Rilievi successivi d’impatti di congegni terrestri con la Luna hanno dato gli stessi risultati.
In genere dopo un impatto, la Luna riverbera per almeno quattro ore.
Il 13 Marzo 1972, ad esempio, un gran meteorite colpì la Luna con una forza pari a 200 tonnellate di tritolo. Ebbene, il nostro satellite, dopo aver accumulato le onde d’urto nel suo interno, non le restituì in superficie destando sconcerto tra gli scienziati che proposero un’ipotesi incredibile: c’era qualche cosa d’anomalo nel centro o per meglio dire che la Luna fosse vuota con un guscio compatto al suo esterno.
Nel Luglio del 1970 già due scienziati russi avevano proposto una teoria bizzarra per la scienza ortodossa, a proposito dell’origine della Luna.
Mikhail Vasin e Alexandr Scherbakov hanno pubblicato un articolo nel giornale sovietico "Sputnik", dal titolo: "La Luna è una creazione dell’intelligenza aliena?".
I due scienziati hanno ipotizzato che la Luna non sia un mondo completamente naturale ma un planetoide, già vuoto da parecchi eoni ed arrivato dalle profondità dello spazio. Macchine molto grandi poi sono state usate per dissolvere la roccia e per creare enormi cavità all’interno del nostro satellite, vomitando i rifiuti sulla superficie.
La sonda della NASA, "Lunar Prospector", utilizzando uno strumento per rilevare con precisione le anomalie gravitazionali e volando tra i 20 e i 30 Km dalla superficie lunare, già dal 1999 è stata in grado di fornirci i parametri fondamentali relativi al nucleo. Essi indicano un nucleo di raggio compreso tra i 220 e i 450 chilometri.
Gli scienziati perciò sono ancora dell’opinione che per le modeste dimensioni del nucleo e del basso contenuto di ferro, la Luna abbia avuto origine in seguito ad un mega impatto verificatosi dopo che la Terra si era già formata e differenziata. In tal caso il materiale liberato in seguito all’impatto era povero di ferro, già concentratosi nel nucleo terrestre.
Credo che questa non sia l’ipotesi giusta, pur rimanendo il fatto della permanenza di un nucleo, avente un diametro, secondo i miei calcoli, approssimativo di 270 Km, che è a tutti gli effetti un sole artificiale e che consente alla civiltà extraterrestre di viverci da oltre 175.000 anni.
Nella Luna attuale, che era la più grande come dimensioni delle due masse fuoriuscite dal pianeta Terra agli inizi della formazione del nostro sistema solare, si sono riprodotti gli stessi effetti verificatesi sul nostro globo.
Il proto-satellite, in pratica, durante il lento raffreddamento della sua superficie esterna, ha provocato uno scoppio nell'interno che ha consentito ad una massa incandescente di fuoriuscire e formare così un altro piccolo satellite orbitante intorno al satellite da cui è stato generato.
Come vedremo più avanti, i due satelliti che al giorno d’oggi mancano sono caduti sul nostro pianeta distruggendo le due civiltà esistenti di Mù ed Atlantide, rispettivamente localizzate nell’attuale Oceano Pacifico ed Oceano Atlantico, delle quali non sono rimaste che pochi reperti giacché completamente sprofondate.
Si deve sapere inoltre che studi indipendenti di scienziati americani sono concordi con la teoria russa, prima menzionata, basata sull’ipotesi che la Luna sia vuota e che essa sia divenuta zona d’ingerenza di una parte degli stessi extraterrestri "sconosciuti".
Inoltre è stata notata un’attività strana, sempre sulla Luna, già da oltre 100 anni. La NASA ha ammesso di recente che una forza misteriosa, agente sul nostro satellite, abbia causato un set-up sulla stazione scientifica lunare mediante un controllo remoto effettuato da astronauti che agiscono in una maniera non prevista.

MASCONS (Mass Concentration)
Un altro fatto importante quanto misterioso è stato scoperto dalle sonde terrestri. Si tratta delle "Mascons". Consistono di una serie di regioni, sulla superficie lunare, in cui la materia rocciosa ha una più alta densità di tutto il resto che la circonda.
Si crede che quest’anomalia sia dovuta alla produzione di lava basaltica stratificata che aumenta di densità sino a raggiungere le superficie della Luna dove si solidifica in cima alla crosta di bassa densità.
Il fenomeno è stato possibile identificarlo seguendo per telemetria le traiettorie seguite dalle navicelle spaziali orbitanti sopra il lato visibile della Luna.
I dati mostrano che le loro orbite hanno subito una deviazione sopra il lato visibile della Luna. Mostrano inoltre che le loro orbite hanno subito una deviazione gravitazionale in corrispondenza dei mari circolari.
Questo fenomeno è stato attribuito a delle concentrazioni di massa, da cui il nome "mascons".
Tutti i mari circolari del lato visibile presentavano tale inaspettata caratteristica con un eccesso di massa di circa 1021 grammi, corrispondenti a 1/100.000 della massa totale della Luna.
Poiché i radio inseguimenti delle sonde spaziali non sono stati possibili, quando queste si trovavano sul lato lunare nascosto, gli scienziati terrestri ancora non sanno se tali "mascons" si trovano presenti anche in questa parte.
La spiegazione ha però il grave difetto consistente nel voler dimenticare che la Luna sia vuota ed abitata.
Si pensa anche che le "mascons" si siano formate direttamente per effetto d’impatti della Luna con meteoridi. Quest’ipotesi è poco credibile poiché tali impatti avrebbero potuto causare delle gravissime conseguenze strutturali sul nostro satellite.


Disegno, tratto dal libro "Vagabondi nello spazio", in cui si evidenzia la formazione delle "mascons", zone lunari con concentrazione di massa che hanno influenzato le traiettorie delle sonde terrestri per un effetto gravitazionale.

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