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NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
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[Aquila]

LE MISSIONI LUNARI
SONO CONTINUATE

Dopo che il "Lunik 24" riportò gli ultimi campioni di roccia lunare nell’Agosto del 1976, si dovette aspettare il 24 Gennaio del 1990 per veder partire una nuova sonda alla volta della Luna.
L’Agenzia Spaziale giapponese inviò dal cosmodromo di Kagoshima (nel sud dell’isola di Kyushu), la sonda "Hiten" che trasportava anche un mini-satellite, conosciuto col nome di "Hagaromo" e del peso di circa 12 Kg. Queste due sonde fecero ricerche in orbita lunare con un successo tale da dare parecchio prestigio alla cosmonautica emergente giapponese.

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La sonda giapponese Hiten, lanciata in orbita lunare, con a bordo l’altra denominata Hagaromo.

Il 25 Gennaio del 1994 la NASA, in collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, lanciò in orbita lunare la sonda "Clementine", frutto del fallimento dello Scudo Spaziale che doveva essere stato capace di creare una barriera impenetrabile per un eventuale attacco di missili sovietici.
Le ricerche, portate avanti nell’ambito del programma SDI (Iniziativa di Difesa Strategica), non furono inutili: per collaudare le tecnologie più avanzate fu scelta proprio la Luna, come primo corpo spaziale, per raccogliere importanti dati scientifici e per far risparmiare parecchi milioni di dollari necessari alla costruzione e al lancio di missili bersaglio.
La progettazione della missione, la realizzazione della sonda e la responsabilità di tutte le operazioni furono affidate al "Naval Research Laboratory", dislocato nei pressi di Washington, mentre la NASA costituì un comitato di scienziati per interpretare i risultati della missione stessa.
Anche in quest’occasione qualche cosa non andò per il verso giusto.
Una volta compiuta la ricognizione lunare, la sonda Clementine avrebbe dovuto raggiungere l’asteroide "Geographos" (2 Km di diametro) e successivamente l’altro asteroide "1983 RD" di diametro inferiore (circa 800 metri).
La seconda parte del programma non si poté svolgere, si disse, per un banale errore.
Furono in ogni modo compiute scoperte di straordinaria importanza. Prima di tutto al polo sud fu scoperta la presenza di ghiaccio e, fatto non secondario, ci fu la conferma delle strutture poligonali, già individuate sul fondo del cratere "Tycho".
Il 6 Gennaio del 1998, la NASA fece arrivare in orbita lunare un’ulteriore sonda, denominata "Lunar Prospector", per completare quanto la "Clementine" aveva rivelato. Dato che l’acqua può essere una fantastica risorsa per iniziare la vera "conquista", gli americani hanno voluto al più presto possibile togliersi il dubbio. È naturale che la presenza di tale sostanza avrebbe dovuto dare una grande speranza ai futuri visitatori del nostro satellite, soprattutto avrebbe potuto facilitare la loro permanenza.
Già dal 5 marzo del 1998, la sonda aveva annunciato di aver scoperto la presenza d’acqua ghiacciata in ambedue i poli lunari.
Gli scienziati proposero, a questo punto, l’impatto della sonda artificiale all’interno di un cratere contenente ghiaccio, per dare la possibilità al vapore acqueo, liberato dall’energia sviluppatasi con l’impatto, di poter essere visto dagli osservatori astronomici terrestri.
Purtroppo per gli scienziati, l’esperimento non ebbe l’esito sperato. La navicella si è schiantata effettivamente in un cratere del polo sud lunare. L’impatto è avvenuto alle ore 4,52 am del tempo universale terrestre il 31 Luglio del 1999, ma ha creato solo un monumento permanente al dottor Shoemaker.
Non deve passare inosservato però che la stessa sonda è riuscita a migliorare le conoscenze sul nucleo centrale della Luna, orbitando ad una distanza compresa tra 20 e 30 Km dalla superficie, determinandone le modeste dimensioni.

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Sonda americana Lunar Prospector.

Nuovi progetti lunari sono stati studiati da alcune agenzie spaziali, dei quali riportiamo quelli più concreti.
Nel Settembre del 2003 è partita la sonda "SMART-1" dell’Agenzia Spaziale Europea. Spinta da un sistema propulsivo elettrico, alimentato da energia solare, reca a bordo una serie di strumenti assai sensibili capaci di migliorare la conoscenza di alcune caratteristiche del nostro satellite.
C’è poi in programma il lancio della sonda "LUNAR-A" ad opera dell’Agenzia Spaziale Giapponese che dovrebbe sparare, a distanza di circa due settimane l’uno dall’altro, due razzi in grado di conficcarsi sulle superfici agli antipodi delle due facce lunari. Saranno in grado di trasmettere informazioni sull’attività sismica e sul flusso di calore interno, al satellite in orbita circolare alla quota di 200 Km.
Nel 2005 il Giappone cercherà di lanciare la sonda "SELENE", dalla quale partirà un piccolo satellite relay, che stabilizzatosi in orbita polare a soli 100 Km, farà studi assai mirati ed accuratissimi della Luna. Sempre da questa sonda si sgancerà un modulo che effettuerà un allunaggio morbido.
La stessa NASA poi, sotto l’egida del Pentagono, vorrebbe lanciare una serie di satelliti di basso costo ma soprattutto inviare alcuni robot nell’area del polo sud; in altre parole nel "Bacino di Aitken", una zona dove è molto probabile che ci sia abbastanza acqua sotto forma di ghiaccio che permetterebbe degli sviluppi sinora insperati.
Si assisterà, in sostanza, a dei progetti che non terranno minimamente conto di quanto la civiltà extraterrestre ha benignamente elargito sia in campo geologico-scientifico sia su quello strettamente spirituale.
Per ora si scrive che nel giro di pochi anni il viaggio di andata e ritorno dalla Terra alla Luna sarebbe alla portata di qualsiasi uomo o donna, giovane o anziano. A nessuno si vuol togliere il sogno di realizzare un simile viaggio ma è bene ritornare con i piedi a terra e questo ce lo ha ricordato la recente dichiarazione del presidente USA Gorge W. Bush.
Dopo la positiva impresa compiuta dal "Mars Explorer Rover", iniziata l’8 Gennaio 2004, il presidente ha dichiarato ufficialmente di voler far tornare i nostri astronauti sulla Luna per il 2013, a condizione che il Congresso USA approvi il suo piano e disponga di fondi per almeno 800 milioni di dollari entro il 2005 per creare nuovi veicoli spaziali.
Si auspica che un simile ritorno porti ad una collaborazione internazionale e che entro il 2020 l’uomo terrestre possa costruire un avamposto lunare che dovrebbe essere la base per ambiziosi progetti quali l’esplorazione degli asteroidi ed eventualmente la premessa essenziale per mandare il primo uomo su Marte.
L’interrogativo resta: riusciremo a fare tutto ciò in concordia e fratellanza nel rispetto delle Leggi Universali?
Le conoscenze ci sono, ma sulla volontà staremo a vedere. I guardiani del Cosmo comunque sono sempre vigili, attenti e attivi.


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