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NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
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[Aquila]

LA CINA VUOLE
CONQUISTARE LA LUNA

Fino a poco tempo fa la Cina era considerata un paese immobile. Oggi essa appare come il paese in più rapida mutazione in tutto il mondo, un cambiamento iniziato nel 1949 con la vittoria di Mao Tze Dong, e che si è andato realizzando attraverso avvenimenti drammatici.
La cosa più ammirevole è che oltre un miliardo di uomini vuole uscire dalla povertà, portando l’immenso paese ad avviarsi verso un ruolo di potenza di primo piano nel mondo.
In tutto ciò bisogna anche investigare la Cina per le sue sperimentazioni missilistiche, soprattutto per scopi militari, che sono iniziate verso la fine degli anni ‘50.

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Visione aerea del poligono di lancio missilistico cinese di Jiuquan (Provincia di Gansu).

Nel Giugno del 1956 s’avviò con la costruzione del cosmodromo di Jiuquan, chiamato anche Shuang Cheng Tzue, dislocato nel deserto del Gobi a 1000 metri sul livello del mare (41° N - 100° E). Esso si trova nella provincia di Gansu, che è una zona nord-occidentale della Cina, non molto lontana dal confine con la Mongolia, dove è stato previsto un Centro Tecnico, il Complesso di Lancio, il Centro di Controllo Lanci, il Comando delle Missioni, il sistema di rifornimento dei propellenti e i supporti logistici per il personale addetto.

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Cosmodromi cinesi: 1- Jiuquan (41° N - 100°E); 2- Szechwan (28° N - 100° E); 3- Taiyuan (37,5° N - 111,5° E).

I cinesi hanno esordito con il lancio del missile sovietico "R2" l' 1 Settembre del 1960, per continuare con una serie di missili balistici costruiti interamente in Cina.
Attualmente vi si effettuano lanci sia per uso civile sia militare. Hanno inoltre costruito una seconda base di lancio, entrata in esercizio nei primi anni ’80, nella provincia di Szechwan e localizzata tra le montagne del sud-ovest della Cina (28° N - 100° E).
Infine nel Settembre del 1988 è entrato in funzione il cosmodromo di Taiyuan (37,5° N-111,5° E), per lanciare satelliti in orbita polare a completamento del cosmodromo di Jiuquan, ed è situato nella Contea di Kelan, a nord-est della provincia dello Shanxi.
Nel 1998, da questo terzo cosmodromo, sono stati lanciati ben 12 satelliti della serie Iridium.
Nel 1999, presso il cosmodromo di Jiuquan, è stato aggiunto un nuovo centro destinato al lancio dei missili d’ultima generazione, del tipo "CZ-2E" e "CZ-2F", veicoli programmati per il volo umano e la conquista dello spazio.
Visto che i programmi sono proseguiti senza tanti inconvenienti, la Cina attualmente è la terza nazione, dopo gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, ad aver realizzato con le proprie forze missioni spaziali con uomini a bordo.
Tra le numerose ambizioni cinesi, c’è pure la conquista della Luna e la successiva installazione di una base permanente.
Quando ad Hannover (Germania) c’è stato l’Expo 2000, essi hanno presentato un progetto lunare, ritenuto fattibile ed appoggiato da alcuni valenti scienziati, nel quale si prospettavano le varie tappe d’avanzamento durante il XXI Secolo.

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Evoluzione dei missili cinesi "Lunga Marcia" sviluppati soprattutto dalla metà del 1998.

Un primo progetto di sviluppo prevedeva che:
  • Astronauti cinesi sarebbero atterrati sulla Luna entro il 2005. Un’iniziale stazione lunare sarebbe stata costruita con moduli pressurizzati, coadiuvati da generatori elettrici e veicoli per gli spostamenti sulla superficie del nostro satellite.
  • La stazione sarebbe dovuta essere completata entro il 2010, permettendo di viverci per parecchie settimane e di effettuare importanti esperimenti scientifici.
  • Con l’inizio del 2015, avrebbe dovuto cominciare la costruzione di una piccola base lunare permanente. L’obiettivo sarà di arrivare all’autosufficienza di questa base e diventare operativa dal 2020. Ci sarà bisogno di una testa di ponte per la costruzione di una serie d’impianti con generatori solari. La forza motrice prodotta sarà trasmessa sulla Terra per mezzo di microonde. La base sfrutterà poi la Regolite lunare per estrarre metalli e gas, necessari per il sostentamento della base. Il naturale ed elevato vuoto sarà sfruttato per la ricerca e la produzione di nuovi materiali da esportare sulla Terra.
Per necessità di passare al consolidamento di tutte queste idee, nel Luglio del 2001 un giornale aerospaziale cinese divulgò che gli scienziati avevano proposto effettivamente un piano generale più modesto, consistente in:
  • Fase 1, fino al 2005 - Volo intorno alla Luna o missioni satellitari orbitanti, con l’uso del bus DFH-3.
  • Fase 2, fino al 2010 - Missione d’allunaggio morbido senza uomini a bordo.
  • Fase 3, fino al 2020 - Esplorazione robotica lunare con l’uso del rover da superficie.
  • Fase 4, fino al 2030 - Missioni lunari con acquisizione di campioni di roccia lunare.
Secondo questo schema, soltanto dopo il 2030 sarà possibile effettuare un volo con un uomo a bordo, e poi avverrà la costruzione di una base permanente sulla Luna.

Cerchiamo ora di capire com’è iniziato questo programma.
Ricordando che la polvere pirica dei razzi fu inventata proprio dai cinesi in un tempo assai lontano, bisognerà aspettare il 1955 per assistere al moderno sviluppo dei missili, quando lo scienziato Tsien Hsue Shen rientrerà dagli Stati Uniti. Fu proprio lui ad iniziare la moderna astronautica cinese.
Da quel momento è stata avviata veramente un’escalation che ha raggiunto notevoli risultati, come ad esempio quello di arrivare ad una percentuale di lanci riusciti che sino ad ora ha superato il 90%.
[Il pioniere della missilistica moderna cinese, Tsien Hsue Shen] Tsien è nato a Hangzhou nel 1911 e si è trasferito negli Stati Uniti nel 1935. Sotto l’egida di Theodor Von Karman, è divenuto ben presto uno dei più quotati teorici sui razzi degli Stati Uniti. Fu poi uno dei fondatori del Jet Propulsion Laboratory in California e collaborò intensamente con l’Aerojet Corporation.
Tsien fece parte del gruppo di scienziati americani che si recarono in Germania per requisire documenti sui missili nazisti come pure vari tecnici che avevano lavorato in tali progetti. Nell’occasione fu il primo a conoscere Werner Von Braun. Dovette superare però un periodo difficile nel dopoguerra, poiché nel 1950 l’ FBI lo accusò di essere un membro del Partito Comunista. Per questo motivo cercò di tornare in Cina, ma fu trattenuto per cinque anni agli arresti domiciliari. Riuscì a rimpatriare nel Settembre del 1955, e da quel momento organizzò il sistema balistico d’attacco e difesa dell’esercito cinese.
L’inizio si ebbe con il lancio di un missile sovietico, anche se ben presto la cooperazione con l’URSS non ha avuto seguito.
Nel 1968 Tsien riprese i suoi agognati progetti, con i quali voleva portare un cinese alla conquista dello spazio, e fondò lo "Space Flight Medical Center" proprio per preparare gli astronauti, o meglio i taikonauti, ai voli spaziali. Il nome taikonauta deriva dalla parola cinese "taikong" che significa "spazio".
Dopo una serie di successi nel campo dei missili intercontinentali ICBM, Tsien elaborò un piano definitivo per la conquista dello spazio e vide coronati i suoi sogni proprio nel Febbraio del 1978, quando fu dato l’annuncio ufficiale che si stava iniziando la realizzazione dei voli spaziali con uomini a bordo. Nel Novembre di quell’anno nacque ufficialmente l’Agenzia Spaziale Cinese (Jen Hsin-Min), confermando che la Cina stesse lavorando concretamente per mandare un uomo nello spazio, premessa essenziale per costruire la futura stazione spaziale di tipo Skylab.
In verità, c’era già stato un primo progetto di navicella con un uomo a bordo, elaborato dal 1966.
Dal 1971 poi furono selezionati 19 astronauti. Il progetto, esclusivamente militare, prevedeva che il primo di loro partisse addirittura durante il 1973. Per motivi politici, il gruppo fu sciolto nel 1972 ed il programma spaziale fu drasticamente ridimensionato per la grave crisi economica che investì tutto il paese.
Lo "Shuguang 1" perciò è stato il primo progetto spaziale cinese con l’uomo a bordo, conosciuto anche come "Progetto 714". Il peso della navicella era di 1800 Kg e poteva ospitare un solo astronauta.

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La navicella Shuguang 1 (Dawn-1) - In successione da sinistra: satellite da recuperare; situazione al momento del lancio; in orbita (pilota girato con il sedile); all’accensione del retrorazzo; al rientro.

L’ulteriore progetto, sviluppato alle soglie del XXI Secolo, e che prevedeva effettivamente di portare il primo taikonauta nello spazio, è conosciuto con il nome di "Shenzhou" (Vascello degli Dei). Assomiglia abbastanza al progetto "Soyuz" dei sovietici, anche se gli scienziati cinesi non sono della stessa opinione.
La navicella è costituita da un modulo orbitale, da una capsula di rientro, da un modulo di servizio a poppa. Due paia di pannelli solari, per un totale di 40 metri quadrati che producono una corrente elettrica di 1,5 Kw, sono dislocati sia sul modulo di servizio sia su quello di comando.

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La navicella cinese Shenzhou in orbita terrestre. Un primo passo per la conquista della Luna.

Sappiamo con certezza che la terza missione spaziale della navicella "Shenzhou" si è conclusa con pieno successo.
I giornali cinesi hanno riportato che la capsula "Shenzhou 3" si è posata in una non ben precisata regione della Mongolia centrale, dopo aver compiuto ben 108 orbite attorno al nostro pianeta.
Lanciata il 25 Marzo del 2002, all’interno vi erano alloggiati svariati animali e un manichino che aveva il compito di inviare a terra dati sullo stato biofisico di un eventuale astronauta.
Il primo lancio dello Shenzhou praticamente è avvenuto il 20 Novembre del 1999, seguito il 9 Gennaio del 2001 dalla seconda capsula dello stesso tipo.
Secondo indiscrezioni non confermate, sembra che la navicella sia effettivamente l’avanzamento tecnologico della Soyuz, poiché i cinesi potrebbero aver acquistato proprio dai russi la loro tecnologia spaziale.
Dopo il lancio della capsula "Shenzhou 4", avvenuto il 29 Dicembre 2002, i cinesi hanno annunciato di mandare nello spazio il taikonauta Chen Long per l’Ottobre del 2003, il cui successo avrebbe portato, entro poco tempo, alla costruzione della già annunciata stazione spaziale.
Con questo programma inizia un nuovo mistero che riguarda proprio il taikonauta, in un primo tempo indicato come l’uomo che sarebbe dovuto andare per primo nello spazio ma poi sostituito, per motivi non ancora accertati, da Yang Liwei.
Il volo della navicella "Shenzou 5" è iniziato il 15 Ottobre 2003 ed è terminato alle 6,05 del giorno seguente in una zona del deserto del Gobi, dopo aver compiuto 14 orbite attorno al pianeta.
Il taikonauta Liwei durante il suo rientro ha comunicato: "La navicella spaziale ha operato come da programma. Mi sento bene e orgoglioso della mia patria."
Dopo pochi minuti dall’atterraggio, Liwei è uscito senza aiuto dalla navicella, a riprova che le sue condizioni erano buone. In realtà, dopo aver mosso i primi passi è apparso stordito, ma si è trattato dell’inevitabile effetto del rientro nell’atmosfera terrestre.
L’agenzia spaziale cinese ha poi annunciato che il prossimo passo sarà compiuto tra uno o due anni, senza rilevare se il futuro obiettivo sarà quello di mandare una sonda nello spazio o lanciare una stazione orbitale.
Nonostante il forte entusiasmo suscitato dall’impresa sulla popolazione cinese ed aver eletto Yang Liwei eroe nazionale, la missione dello "Shenzou 5" ha evidenziato un altro mistero, sottolineato dagli esperti del settore, dovuto al secondo scopo che probabilmente era quello di sorveglianza al fine di riprendere immagini ad alta risoluzione del pianeta per puri scopi militari.

Riassunto dei voli compiuti dalle navicelle spaziali cinesi sino al 2003:
- Shenzou 1 - partenza 20 Novembre 1999
- Shenzou 2 - partenza 9 Gennaio 2001
- Shenzou 3 - partenza 25 Marzo 2002
- Shenzou 4 - partenza 19 Dicembre 2002
- Shenzou 5 - partenza 15 Ottobre 2003 con un uomo a bordo

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Il taikonauta Yang Liwei e il missile "Lunga Marcia" CZ-2F.

Si ritiene infine che entro la fine di questo primo decennio del XXI Secolo, la Cina voglia "conquistare" la Luna.

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Progetto Shenzhou per portare un taikonauta cinese sulla Luna.


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Cinesi sulla Luna: astronauti con in il rover mentre piantano la bandiera della Repubblica Popolare Cinese sulla superficie lunare. Si tratta del sogno di un popolo, rappresentato nel modello plastico presentato ad Hannover per l’EXPO 2000.


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Recupero della prima navicella Shenzhou in una zona della Mongolia, lanciata in orbita terrestre il 19 Novembre 1999 ed atterrata il giorno seguente, dopo aver percorso ben 14 orbite complete.


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Trasporto della navicella Shenzhou nel cosmodromo di Jiuquan.



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