
CARATTERISTICHE LUNARI
La fase moderna dell’astronomia cominciò nell’inverno del 1609-1610, quando, per la prima volta in occidente, Galileo Galilei puntò il telescopio verso il cielo o meglio verso la Luna. Egli disegnò una mappa grossolana della superficie e cercò di misurare l’altezza delle montagne.
Nel XVII Secolo Hevelius di Danzica disegnò mappe migliori ed anche l’astronomo gesuita Riccioli.
Quando nel 1651 lo stesso Riccioli pubblicò la sua mappa, chiamò i crateri col nome di uomini e donne famose, non necessariamente d’estrazione scientifica. Così il suo sistema di nomenclatura fu ritenuto valido ed ancora oggi usato.
Nel tempo seguirono altri astronomi che si dedicarono allo studio sistematico della Luna. Tra loro possiamo ricordare Tobias Meyer, Johann Schröeter, Lohrmann, Wilhelm Beer, Johann Mädler; questi due ultimi produssero un’eccellente mappa nel 1837, assieme ad una descrizione dettagliata della superficie della Luna.
Più recentemente altri studiosi si sono espressi per una migliore conoscenza del nostro satellite: Julius Schmidt, gli inglesi E. Nelson, W. Goodacre e H.P. Wilkins del Galles.
L’ultima mappa di Wilkins fu finita solo un anno prima della sua morte, in altre parole nel Gennaio del 1960 e fu sicuramente la più dettagliata.
Pure la tecnica fotografica è stata di grande aiuto, tanto che sono stati fatti vari atlanti fotografici.
Questa conoscenza è subentrata alla manifestazione dell’arte, alla cui ispirazione la Luna ha contribuito in maniera da primato ed in particolare sin dai tempi più antichi.
La Luna è stata sempre ritenuta dalla scienza ufficiale come l’unico satellite del pianeta Terra. Essa ruota intorno al nostro globo nella stessa maniera in cui quest’ultimo ruota intorno al Sole. La sua curva di rivoluzione è un’ellisse che forma un angolo di 5° 8’ 43" con l’eclittica, che è il piano dell’orbita che descrive la Terra nel suo movimento intorno al Sole.
Si sa che la Luna ci presenta sempre la medesima faccia: la durata della sua rivoluzione siderale intorno alla Terra, che è di 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi, è infatti uguale alla durata del suo moto di rotazione su se stessa.
La distanza media della terra alla Luna, che per la prima volta fu determinata nel 1752 dall’abate De La Caille e da Lalande, è di 384.380 Km, il che equivale a circa 60 volte il raggio terrestre, ma, in ragione della notevole eccentricità della sua orbita, la Luna si allontana fra 55 e 66 raggi terrestri.
Il volume della Luna è circa 50 volte inferiore a quello della Terra (1/49,2). La sua massa non è che 1/81 della massa del nostro globo ed il peso sulla superficie lunare non è che 1/6 del peso sulla superficie terrestre.
Ruotando intorno a noi, la Luna prende tutte le posizioni rispetto alla direzione del Sole. Allorché si trova dalla medesima parte dell’astro luminoso, ci presenta il suo emisfero oscuro: è la Luna Nuova, e noi non possiamo vederla; in questo periodo ella tramonta contemporaneamente al Sole. Poco dopo la Luna Nuova, il nostro satellite ci si mostra sotto l’aspetto di una sottile falce il cui spessore, al centro, va aumentando di giorno in giorno. Circa sette giorni dopo la Luna Nuova, questa falce raggiunge le dimensioni di un semicerchio; noi non vediamo che una metà del disco lunare: è il primo quarto. La Luna, la Terra ed il Sole sono ad angolo retto, stando la Terra al vertice dell’angolo. La Luna in questo periodo sorge verso mezzogiorno e tramonta verso mezzanotte. In seguito il semicerchio aumenta ogni giorno di una porzione ellittica e, quattordici giorni dopo la Luna Nuova, l’astro della notte ci mostra tutto il suo emisfero illuminato. È la Luna Piena. La Luna sorge allora al momento in cui il Sole tramonta e c’illumina durante tutta la notte. Dopo questo periodo nel quale cresce, la Luna decresce passando attraverso le medesime fasi che sono state già descritte. Ventuno giorni circa dopo la Luna Nuova, essa prende nuovamente l’aspetto di un semicerchio luminoso. È questo l’ultimo quarto. La Luna ora sorge verso mezzanotte e tramonta verso mezzogiorno.
Il periodo di tempo che trascorre da una Luna Nuova ad un’altra Luna Nuova è di 29 giorni, 12 ore e 44 minuti. In ragione della sua distanza relativamente breve e del grande splendore della sua superficie, la Luna è perfettamente osservabile, anche con l’aiuto di uno strumento ottico di debole potenza.
Con un semplice binocolo si costata facilmente che essa presenta delle vaste pianure grigie, dei massicci montuosi e delle innumerevoli cavità circolari, designate generalmente col nome di "crateri".
Le pianure lunari sono circa una ventina, chiamate "mari" dagli antichi astronomi a causa del loro colore scuro e benché non contengano acqua. Sono invece depressioni dal suolo ineguale, generalmente delimitate da massicci montuosi. Le più vaste, il cui diametro misura diverse centinaia di chilometri, sono il "Mare delle Piogge", il "Mare della Serenità", il "Mare della Tranquillità", il "Mare della Fecondità" e l’"Oceano delle Tempeste".
La superficie di questi mari, di conformazione piana fino ad arrivare all’ondeggiante, è ricoperta da uno strato sottile di roccia in polvere che li rende scuri alla vista (soltanto il 7% della luce solare è riflesso mentre tutto il resto è assorbito). Le regioni della Luna più luminose sono gli altopiani montagnosi.
Le montagne lunari in generale non sono molto ripide. Gli altopiani sono costellati da migliaia di crateri, depressioni circolari non molto profonde e con pareti aventi una piccola pendenza. Alcuni crateri mostrano un caratteristico picco centrale. Per quanto riguarda le loro dimensioni, si può affermare che esistono quelli con diametro di qualche millimetro fino ad arrivare a quelli che si estendono per alcune centinaia di chilometri.
Alte e lunghe catene montuose si elevano sulla superficie della Luna. La più famosa di queste, battezzata col nome di "Appennini", è lunga 1000 Km con punte massime di 7000 metri.
Il record d’altezza sulla Luna spetta però ai "Monti Leibniz", 11350 metri, che si trovano presso il Polo Sud.
Vi sono inoltre altre strutture come solchi e crepacci della larghezza di circa 1 Km, che si estendono anche lungo centinaia di Km.
Un’altra struttura caratteristica è data dai muri: si tratta di formazioni che hanno un’altezza di alcune decine o centinaia di metri e lunghezze di chilometri.
Ci sono poi le Cupole o Domi, che consistono in rigonfiamenti del terreno.
Sulla Luna esiste una netta differenziazione morfologica fra la faccia visibile e quella invisibile; quest’ultima, infatti, è quasi interamente formata da terre e vi mancano i grandi bacini scuri dei mari che caratterizzano la faccia visibile. La struttura più grande di questo tipo sull’altra faccia della Luna è rappresentata dal "Mare Orientale", un bacino circolare caratterizzato da anelli concentrici.
C’è infine da proporre una notizia assai interessante: è stata trovata dagli scienziati terrestri una lieve atmosfera lunare. Uno studio sul sodio lunare, risalente al 1993 ed effettuato dalla "Boston University" con mezzi molto sofisticati, ha stabilito che l’atmosfera si estende per almeno 8000 chilometri sopra la superficie selenica. Naturalmente è più rarefatta di quella terrestre ed è stata possibile evidenziarla con l’aiuto degli atomi di sodio, anch’essi presenti in minima quantità ma capaci di emettere uno spettro caratteristico e relativamente facile da analizzare.

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