
ADAMSKI CI RACCONTA LA SUA ESPERIENZA
Il terzo contattista che diffuse notizie sulla Luna fu George Adamski.
Ben noto come astronomo dilettante ed insegnante di filosofia spirituale, Adamski nacque in Polonia nel 1891 ma già dall’età di due anni la sua famiglia si trasferì a Dunkirk, nello Stato di New York. Dopo il servizio miliare incominciò a girare da un angolo all’altro degli Stati Uniti, fino a quando decise di fermarsi a Laguna Beach, in California.
Nel 1944 Adamski cambiò di nuovo residenza e si trasferì sulle pendici del Monte Palomar, a pochi chilometri dal grande osservatorio astronomico. Dotato di un telescopio da 15 pollici e di uno più piccolo, egli cominciò a scrutare attentamente il cielo.
Faceva spesso avvistamenti di UFO, ma l’anno chiave della sua vita sicuramente risale al 1952, quando il 20 Novembre ebbe il primo incontro fisico con un esponente della civiltà extraterrestre in una zona desolata, ai margini del deserto dell’Arizona. Da quel giorno la fama di Adamski si diffuse in tutto il mondo poiché, tra l’altro, fu invitato un po’ ovunque per conferenze e dibattiti.
Molti furono i suoi detrattori, ma ebbe la forza di proseguire nella diffusione del messaggio extraterrestre e trascrisse tutte le sue esperienze in alcuni libri. Nel 1959 fu addirittura ricevuto dalla regina Giuliana d’Olanda e da Papa Giovanni XXIII. Morì il 25 Aprile 1965 stroncato da un infarto.
Poco prima di morire disse al suo caro amico Desmond Leslie:
"Sono oramai alla fine della mia vita e sapendo tu quanto profonda sia la mia fede cattolica e la mia fermezza morale, puoi anche immaginare quanto mi sarebbe difficile, se non impossibile, protrarre anche fin dopo la morte un inganno così tremendo. Tutto ciò che ho scritto non è che la pura verità, per quanto astrusa e pazzesca possa sembrare."
Il fatto che Adamski sia stato sepolto ad Arlington, lascia ancora oggi qualche perplessità, considerando che il cimitero statunitense è dedicato ad accogliere esclusivamente personaggi illustri ed eroici degli USA.
Nel suo libro "A bordo dei dischi volanti", scrisse cose interessanti sulla Luna, pur se egli osservò il nostro satellite dall’interno di un’astronave extraterrestre:

«Durante la visita al laboratorio e alla sala dei Dischi, avevo completamente dimenticato che il tempo passava. Non sapevo se ci trovavamo ancora nell’atmosfera terrestre o se ci stavamo muovendo rapidamente nello spazio poiché, sebbene avessi continuato ad osservare gli schermi, ero incapace di interpretarli come facevano invece gli altri. Ma in quel momento il pilota saturniano mi disse:
"Non siamo molto lontani dalla vostra Luna".
A quelle parole provai un brivido di eccitazione e chiesi se saremmo atterrati.
"No. - mi rispose Zuhl - Questa volta no. Ma vogliamo farle vedere con i suoi occhi la verità di ciò che lei ha intuito a proposito della Luna. La Luna ha atmosfera, come può vedere sui nostri strumenti, ora che siamo abbastanza vicini per registrarla. Naturalmente, l’aria non costituisce un ostacolo che impedisce di vedere un altro corpo celeste, come abbiamo sentito affermare talvolta sulla vostra Terra. E mentre voi, dal vostro pianeta, non vedete dense nuvole muoversi attorno alla Luna, i vostri scienziati hanno osservato talvolta quello che chiamano 'un lieve movimento d’aria', specialmente nelle sacche delle valli da voi battezzate crateri. In realtà, ciò che essi vedono sono le ombre delle nuvole che si spostano. La faccia della Luna che voi potete osservare dalla Terra, non ha molte occasioni di mostrarvi le sue nuvole, che molto di rado sono dense e pesanti. Tuttavia, proprio al di là dell’orlo della Luna, sopra la sezione che potrebbe venire chiamata 'zona temperata', potrà vedere, grazie ai nostri strumenti, che vi sono nuvole più pesanti, le quali si formano, si muovono e si dissolvono, esattamente come avviene nell’atmosfera della Terra. La faccia della Terra che voi potete vedere dal vostro pianeta è paragonabile alle vostre aree desertiche. È caldissima, come affermano giustamente i vostri scienziati, ma le sue temperature non sono affatto estreme come essi ritengono. E mentre la faccia che voi non potete vedere è più fredda, non lo è quanto credono i vostri scienziati. È molto strano che gli abitanti della Terra credano ciecamente a coloro che considerano uomini autorevoli, senza porre in discussione i limiti della loro conoscenza. Attorno al centro della Luna vi è una sezione o fascia bellissima, nella quale prosperano vegetazione, alberi e animali, e in cui gli esseri umani vivono comodamente. Anche voi terrestri potreste vivere benissimo in quella parte della Luna, perché il corpo umano è la macchina più adattabile dell’Universo. Molte volte, voi terrestri avete compiuto ciò che definite 'impossibile'. Nulla di quanto esiste nell’immaginazione dell’uomo è veramente impossibile da realizzare. Ma per ritornare alla Luna, ogni corpo nello spazio, sia caldissimo o freddo, deve avere necessariamente una specie di atmosfera, come la chiamate voi, o gas che permettano quest’azione. Eppure i vostri scienziati, pur sostenendo che non esiste aria attorno alla Luna, ammettono che su quel corpo celeste vi sono tanto il caldo quanto il freddo! La Luna non ha un’atmosfera paragonabile a quella della vostra Terra o del nostro pianeta, perché è molto più piccola dell’una o dell’altro. Tuttavia, vi è presente un’atmosfera. Forse potrò riuscire ad illustrare la mia affermazione con maggiore chiarezza."
Continuò il saturniano:
"Sulla Terra, voi avete un’isoletta sperduta in un oceano. Non si scorgono altre terre, fin dove giunge lo sguardo, tuttavia gli uomini possono vivere su quell’isola esattamente come vivono sulle masse più grandi, da voi chiamate 'continenti'. I corpi nello spazio sono come isole. Alcuni sono grandi, altri piccoli, ma tutti indistintamente sono circondati e alimentati dall’unica forza che dà loro la vita. Molti dei vostri scienziati hanno espresso l’opinione che la Luna sia un corpo morto. Se questo fosse vero, se la Luna fosse veramente morta, secondo il significato che voi attribuite a questa parola, sarebbe ormai svanita da molto tempo dallo spazio, disintegrandosi. No! È vivissima, e sostenta forme di vita che includono anche esseri umani. Anche noi abbiamo un grande laboratorio che si trova appena al di là dell’orlo della Luna, al di fuori della portata degli occhi terrestri, nella sezione più temperata e fresca di quel corpo celeste."
Gli domandai se l’astronave poteva avvicinarsi quanto bastava per consentirmi di vedere con i miei occhi fisici la superficie del nostro satellite. Zuhl mi sorrise e disse:
"Non sarà necessario. Venga a vedere... Con questo strumento noi possiamo avvicinare la Luna, in modo che lei potrà vederla come se vi camminasse!"
Gli chiesi a quale distanza ci trovavamo dalla Luna, e Zuhl mi rispose: "Circa sessantamila chilometri".
Speravo vivamente che avremmo girato attorno al satellite, perché desideravo di poter vedere con i miei occhi ciò che vi era sull’altra faccia, nella zona temperata di cui mi aveva parlato il saturniano. Nello stesso tempo, mi rendevo conto che potevano esserci cose che preferivano non farmi vedere. Questo pensiero ricevette un’immediata conferma dal pilota.
"Dobbiamo metterla alla prova con le informazioni che le sono già state affidate, prima di rivelarle alcune cose. Noi comprendiamo, forse meglio di lei, le debolezze degli uomini, anche di coloro che hanno un vivissimo desiderio di fare del loro meglio. Dobbiamo essere molto prudenti, per non contribuire alla distruzione della Terra."


Disco volante fotografato da George Adamski.

Mentre veniva regolato lo strumento che mi avrebbe permesso di vedere da vicino la Luna, io pensavo, sbalordito, quanto erano completamente errate le nostre idee al riguardo di quel mondo che è il corpo celeste a noi più vicino. Molti dei crateri, infatti, sono in realtà grandi valli, circondate da montagne scoscese create da antichi, terribili sconvolgimenti. Potei vedere prove inconfutabili del fatto che, sulla faccia visibile dalla Terra, un tempo doveva esservi stata grande abbondanza d’acqua. Zuhl disse:
"Ve ne è ancora moltissima sull’altra faccia; inoltre, grandi quantità sono nascoste assai profondamente nelle montagne di questo emisfero".
Poi mi indicò, sui fianchi delle montagne che circondavano i crateri, tracce inequivocabili d’antichi corsi d’acqua. È vero che alcuni dei crateri sono stati formati da meteoriti che hanno sconvolto e modificato la superficie della Luna; ma in tutti i casi del genere, questi crateri hanno un fondo ad imbuto, chiaramente definito. Mentre studiavo la magnifica superficie della Luna sullo schermo che stava davanti a noi, notai solchi profondi nel suolo e nelle rocce, che potevano essere stati lasciati soltanto da vigorosi corsi d’acqua in un lontano passato. In alcuni di quei punti si poteva ancora scorgere chiaramente un’area ristretta di vegetazione. Parte della superficie appariva ricoperta da una polvere finissima, mentre altre zone sembravano consistere di particelle più grandi, simili ad una sabbia grossolana o a ghiaia finissima. Mentre stavo osservando, un minuscolo animale attraversò correndo l’area su cui tenevo puntato lo sguardo. Riuscii a vedere che aveva quattro zampe e una folta pelliccia, ma la rapidità con la quale si muoveva m’impedì di identificarlo. Ben poco di ciò che vedevo mi appariva strano, perché da anni io pensavo e parlavo in modo molto simile. Il saturniano parve rendersene conto, e infatti dichiarò che era stato in parte anche per quella ragione che avevano deciso di portarmi a vedere così da vicino il nostro satellite. Mi promise inoltre che, in futuro, mi avrebbero mostrato anche l’altra faccia della Luna.
"Anche in quella - aggiunse - non le apparirà troppo diversa da come l’aveva immaginata".
Mentre mi faceva questa promessa, lo schermo che mostrava la Luna si spense, benché tutti gli altri continuassero a funzionare.»

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