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IL DIO CERVO DEI CELTI
Nell'arte celtica esistono raffigurazioni
che si legano alle tradizioni irlandesi
del popolo extraterrestre dei Tuatha De Danaan.

di Adriano Forgione e Mauro Paoletti

Due grandi occhi, allungati e senza pupille, arcate sopraccigliari pronunciate, naso inesistente e bocca prognatica e sottile, incorniciati in un viso lungo e triangolare. È l'inquietante aspetto di un busto bronzeo, raffigurante il dio cervo dei Celti (una popolazione vissuta nell'antica Britannia tra il 2000 a.C. e il 100 d.C.).
Ma del cervo quel volto ha ben poco. Eliminando i motivi decorativi, che ne circondano il capo e che ne hanno determinato il nome, la sua somiglianza con un alieno di tipo grigio è palese. Un contatto nel passato con la razza grigia potrebbe aver generato il culto di un dio dal viso alieno? In effetti la tradizione celtica è ricca di leggende che fanno apertamente riferimento ad una civiltà extraterrestre operante sulla Terra: i "Tuatha De Danaan".
Secondo le saghe irlandesi e celtiche, questo popolo veniva da un luogo del cielo, chiamato "Danan", che in gallese diventa Don. Corte di "Don", ovvero "Llys Don", è il nome con il quale viene designata la costellazione "Cassiopea". I "Tuatha" furono protagonisti di epiche battaglie narrate dalle saghe irlandesi e celtiche, popolate da eroi come "Lug, Cuchulain e Balor". Nel libro delle Conquiste, antichissimo manoscritto irlandese, si narra che questo popolo fosse arrivato a bordo di apparecchi volanti, come "Re Bran", sceso da un velivolo che non sfiorava mai l'acqua o come suo fratello Manannan che si spostava su una barca senza remi e senza vela. Una di queste navi era la "Roth Ramrach", un'enorme ruota volante in grado di trasportare mille persone. Quella che oggi si definirebbe un'astronave madre. Raymond Drake nel libro "Gli Dei dello Spazio", scrive: "si diceva che il sacerdote Abaris l'Iperboreo, volasse per il cielo con la freccia di Apollo e che non toccasse mai cibo terrestre". Questa descrizione sembra coincidere con quella di un extraterrestre su un'astronave. A questo proposito altre tradizioni irlandesi accennano a tecnologia antigravità. Esse parlano che i "Thuata De Danaan" potevano viaggiare nell'aria trasportati dal suono. Erano inoltre in possesso di lance solari (laser?) e altre armi in grado di scovare gli avversari anche a grandi distanze, sterminandoli (ordigni a lunga gittata?). Queste armi, chiamate "Lancia di Lug, Spada Nuagu e Conca di Dagda", sono nella descrizione molto simili a quelle descritte nel "Mahabarata" e in tutta la letteratura vedica.
I bretoni in un lontano passato furono quindi contattati dagli extraterrestri? In un'antica strofa gaelica si legge:
"Non del seme di Adamo siamo, né è Abramo nostro padre. Ma del seme dell'angelo fiero cacciato dal cielo".
La raffigurazione dei Dio Cervo corrisponde forse alle fattezze dei "Tuatha De Danaan"?

Nota: L'opera è stata esposta, nel contesto della mostra "I Celti", a Venezia nel 1991 e a Milano nel 1998.


Fonte: Dossier ALIENI - n. 13 (Luglio - Agosto 1998)

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