
Una lucerna si accende ad ogni nascita
Finora abbiamo parlato dell'olio come alimento e ci siamo soffermati a considerare il suo potere energetico e vitale.
Ma possiamo avere un'idea del tipo di energia che si libera dall'olio anche quando questo alimenta semplicemente il lucignolo di una lucerna.
Il veicolo fisico si consuma, l'olio brucia e si sprigiona la forma più nobile di energia fisica: quella radiante. E non tanto sotto forma di calore, quanto piuttosto in forma di luce vivida e brillante, la più vicina a quella del sole in quanto a spettro luminoso. Ed è il tipo di luce che meno affatica la vista.
In effetti l'olio, nel bruciare, restituisce con alto rendimento una parte di quell'energia solare che la pianta utilizzò per la sintesi delle materie grasse elaborate e racchiuse nella polpa delle olive.
Da questo punto di vista possiamo ben dire che l'oliva è un piccolo serbatoio di energia solare e il processo di estrazione dell'olio dalle olive in fondo non è che una operazione di estrazione del veicolo che convoglia questa energia.
L'uomo, nel mettere in atto il ciclo tecnologico di lavorazione e di affinazione, esercita la sua funzione di strumento intelligente ma inconsapevole delle Forze cosmiche preposte alla guida del pianeta: la materia evolve e si affina fino a liberare energia.
Presso i popoli nomadi che vivono nelle oasi del deserto del Sahara, o nelle regioni montuose del Marocco, la lucerna è simbolo dell'avventura dell'uomo. Come l'uomo, essa ha un corpo d'argilla, un'anima rappresentata dall'olio, uno spirito che è la fiamma. "Offrirla in un santuario significa offrire se stesso, mettersi sotto la custodia degli invisibili e dei geni tutelari. È per questo che si trovano delle lampade di terra a centinaia negli angoli dei santuari, nel cavo delle rocce, come nelle radici degli alberi sacri del Nord-Africa" (60).
Quando poi la fiamma dello stoppino si spegne, un irraggiamento d'invisibili raggi infrarossi si diffonde all'intorno e nessuno può dire quanto si propaghi all'infinito.
Presso le popolazioni berbere c'è l'usanza di accendere una lampada ad olio accanto alla testa del neonato mentre dorme, durante le sue prime notti terrene. È la stessa lampada ad olio che era stata accesa e messa davanti alla sposa durante la prima notte di nozze, affinché fosse un richiamo all'incarnazione dall'invisibile. "La lampada attira nella camera nuziale le anime erranti affinché una di loro, attratta dalla fiamma, discenda nel grembo materno" (61) e così per ogni anima che discende sulla terra, una lampada si accende!

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Note:
60. Jean Servier: "L'uomo e l'invisibile" pag. 82.
61. Jean Servier, op. cit. pag. 83.
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