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La catena del cibo
e la Legge Suprema del Sacrificio

Sul piano fisico si ripetono le stesse Leggi che regolano la Vita delle strutture dell'Universo situate negli altri piani di esistenza. Ogni struttura si trova inserita tra due livelli: uno superiore, l'altro inferiore. Essa riceve energia dall'alto e dal basso e dà energia verso l'alto e verso il basso.
La catena del cibo nel mondo organico ne è un esempio. La pianta riceve energia dal suolo e dal mondo animale e somministra a sua volta energia al suolo e al regno animale.


Fig. 17 - La Catena del Cibo e i Quattro Elementi.


Al livello superiore troviamo la struttura animale la quale riceve energia dal vegetale e dall'uomo e, a sua volta, alimenta il mondo vegetale e quello umano. La catena non si ferma con l'uomo, perché la Legge non conosce eccezioni, ma prosegue oltre con anelli invisibili. L'uomo riceve alimento dall'animale e da strutture sovrumane (esseri immateriali) e somministra energia al mondo animale e a quello superumano (Fig. 17 - vedi anche: Tav. A in Appendice).

"Però gli esseri viventi nei mondi invisibili superiori non si nutrono dei corpi degli esseri inferiori, ma solo delle energie emanate o elaborate dal metabolismo dei corpi di cui questi sono costituiti" (59).

In particolare, secondo i popoli orientali, i Deva (sanscrito: "gli splendenti") sarebbero esseri luminosi di natura superumana. Non essendo esseri perfetti, seguirebbero anch'essi una linea evolutiva, parallela a quella umana, ma su piani sottili non appartenenti al livello fisico, pur traendo insegnamento dalle esperienze fatte dall'uomo. I Deva inferiori sarebbero gli abitatori del microcosmo-uomo, nel quale imparerebbero a fare propria la dimensione umana, mentre l'uomo evolverebbe facendo propri gli attributi devici di autoconoscenza (sviluppo del libero arbitrio), di intuizione e di potenziamento e realizzazione delle capacità creative appena latenti. La loro natura sarebbe infatti essenzialmente quella di Forze intelligenti che producono attività.
In occidente analoghe funzioni sono attribuite dalla tradizione mistica ebraico-cristiana alle gerarchie angeliche.
Gli Angeli e gli Uomini sarebbero così strettamente collegati gli uni agli altri che gli Angeli dipenderebbero dagli Uomini per il compimento della loro evoluzione, e viceversa.
Nello schema sopra riportato l'uomo metabolizza il cibo prelevato dal mondo fisico, lo arricchisce del proprio contenuto animico e, così nobilitato, lo eleva al livello devico sotto forma di ideali, di nobili aspirazioni, di devozione, ecc. I Deva, a loro volta, "alimentano" l'uomo con "i prodotti catabolici" propri della loro struttura e del loro livello: intuizioni, ispirazioni al bene, volontà di cooperare con gli altri, capacità di percepire le possibilità archetipe non ancora manifestate, ecc.

La catena del cibo rivela un aspetto particolare di una più vasta legge, la "Legge Suprema del Sacrificio": il minerale è sacrificato al vegetale, questo all'animale ed entrambi all'uomo.
L'evoluzione è segnata dal fatto che il sacrificio, involontario ed imposto nei regni inferiori, diventa volontario ed autocosciente negli spiriti più evoluti, negli eroi e nei martiri.
La stessa creazione del mondo è un supremo atto di sacrificio, una autolimitazione del Logos, un atto compiuto per amore. È per questo supremo sacrificio che l'Onda di Vita si propaga da una forma ad una più nobile, in un perpetuo processo evolutivo e l'universo è un continuo divenire.
Ma la perdita della forma (cadavere) è associata a sofferenza e questa libera l'energia necessaria alla trasformazione. Nei primi stadi il dolore è una lezione per mezzo della quale l'uomo impara a non identificarsi con il mutevole e col perituro. Successivamente egli apprende che la perdita dei beni apparenti della vita materiale porta con sé l'espansione della coscienza a dimensioni cosmiche, perché "chi ama la propria vita la perde, ma chi detesta la propria vita in questo mondo la serberà per la vita eterna" (Gv. 12,25).

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Note:
59. Filiberto Zarattini: "Alchimia spirituale".
					
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