Dall'atomo al sistema solare:
verso l'immortalità
Se tuttavia analizziamo un po' più in profondità i rapporti che legano tra loro i vari termini dell'analogia e scendiamo nel dettaglio dobbiamo, per così dire, aggiustare il tiro.
L'olio raffinato è pur sempre materia e mal si presta a simboleggiare una entità spirituale. Esso è però il veicolo dell'energia vitale a suo tempo assorbita dalla terra, dall'acqua, dall'aria e dalla luce. Energia vitale che dall'olio, quale alimento, si estrinseca nel momento in cui viene ingerito e metabolizzato.
E allora è questo principio vitale cosmico, immateriale e immortale, il più adatto ad assumere lo stesso ruolo che, nel rapporto analogico da noi stabilito, compete alla Monade umana di origine divina sulla via del ritorno alla sua Sorgente.
Abbiamo detto che l'energia che si libera al momento della utilizzazione dell'olio come alimento è di natura immateriale e immortale. Il primo attributo è ovvio, trattandosi appunto di energia; il secondo lo è altrettanto se si pensa che, entrando a far parte del bilancio energetico di un organismo superiore, non solo l'energia vitale si perpetua, ma subisce un salto di qualità, anzi si eleva di due livelli: dal veicolo vegetale a quello umano.
A questo proposito cade opportuna un'altra considerazione che ci può aiutare a comprendere la natura della meta fissata per l'umana evoluzione e il tipo di esistenza che attende la Monade quando essa perviene alla condizione di tramite quasi perfetto della vita e della potenza del Logos.
Abbiamo visto ora che l'energia convogliata dall'olio può essere potenziata e sublimata. Possiamo pensare, per esempio, ad un incremento della sua frequenza vibratoria. Ma questo fenomeno è reso possibile solo se un organismo superiore utilizza l'olio come alimento.
In questo caso la materia organica vegetale entra a far parte del nuovo organismo e l'energia che si libera ne potenzia la vitalità.
Se questa è la condizione, ne dobbiamo dedurre che una sorte analoga dovrebbe attendere la monade umana ad un certo punto della sua evoluzione. L'Io Supremo, una volta liberatosi di ogni traccia di retaggio umano (materiale, psichico e mentale) dovrebbe in qualche modo entrare a far parte di un grande e possente Centro vivente, nel quale verrebbe ad assolvere lo stesso compito che hanno le membra in un corpo umano.
Questo dover essere "assimilati" per diventare veramente discepoli di un Maestro e conquistare "il Regno dei Cieli" non ci deve meravigliare.
È un principio presente in natura, sia pure con tutte le limitazioni imposte dalla condizione terrena. Nell'economia dell'universo nulla va perduto e il Cosmo è un organismo vivente in cui tutto è regolato dalla legge dell'armonia e delle corrispondenze secondo un ordine che non conosce eccezioni: "come in basso così in alto".
Anche qui ci soccorre la legge dell'ottava:


e con il DO superiore ha inizio un'altra ottava a frequenza più alta la quale, attraverso i sistemi di soli e di galassie ci porta all'Assoluto
(58).
C. W. Ledbeater nel suo "Il lato nascosto delle cose" così si esprime in proposito: "Diventare veramente un discepolo di un Maestro, implica entrare con Lui in relazioni di una intimità che oltrepassa quella di qualsiasi altro legame conosciuto sulla terra. Implica un'unione con Lui che non si può esprimere a parole, benché il discepolo serbi nello stesso tempo la propria individualità e la propria iniziativa.
In tal modo ogni Maestro diviene un centro di ciò che si può chiamare un grande organismo, poiché i suoi discepoli sono veramente sue membra".
In Giovanni leggiamo: Intanto i discepoli lo pregavano: "Rabbi, mangia". Ma egli rispose: "Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete" (Gv. 4,31). Qual è questo cibo che alimenta Gesù? Egli stesso ce lo dice: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt. 4,4). La parola è vibrazione, è manifestazione del pensiero; il pensiero è energia che proviene dalla mente. Gesù figlio di Dio è l'incarnazione del Verbo e, come tale, non può che essere alimentato da un Cibo soprannaturale fatto di pura energia.
E il Suo insegnamento era Pane per i Suoi discepoli: "Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà" (Gv. 6,27).
E più avanti, sempre allo stesso paragrafo del Vangelo di Giovanni, leggiamo: Essi gli dissero dunque: "Signore, dacci sempre di questo pane". Gesù disse loro: "lo sono il pane della vita: chi viene a me non avrà più fame... Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui... Chi mangia di questo pane, vivrà in eterno".
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Note:
58. Il settenario delle forme viventi, o dell'evoluzione cosmica, inizia con il DO
1=Cellula, che risuona nell'ottava superiore del DO
2=Galassia: