NONSOLOUFO - Ufo and much more
Ufo and much more Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
Preleva gratis
Clicca qui per consultare

Processo di deoliazione e catarsi spirituale

Ed ora riprendiamo in esame l'analogia cui abbiamo accennato nel capitolo "Estrazione dell'olio dalle olive". Per meglio comprendere il significato analogico del processo evolutivo che trasmuta l'oliva dapprima in olio e poi in fiamma che arde; diamo uno sguardo ai tempi più remoti quando, fin da allora, l'olio e la stessa pianta dell'olivo, erano legati in modo singolare da vincoli arcani alla natura umana.
Tra tutti gli altri oli vegetali l'olio di oliva ha una composizione che è la più vicina a quella del grasso umano. Inoltre, per il suo alto grado di digeribilità, per il suo più alto coefficiente di assorbimento e perché facilita l'assorbimento delle vitamine liposolubili, l'olio di oliva risulta il più salubre per l'alimentazione umana.
Ma non sono solo motivi di carattere fisico quelli che legano l'olio di oliva al destino dell'uomo. Vi è un vincolo assai più recondito e più nobile, che va ben oltre il corpo fisico dell'uomo, giacché attiene al rapporto della sua anima col mondo spirituale.
Presso le antiche civiltà l'olivo era una pianta sacra. Secondo un mito dell'antica Grecia, esso aveva un'origine divina, essendo un dono della dea Atena. I vincitori dei giochi olimpici venivano premiati con rami e corone d'olivo, mentre veniva riservato l'ostracismo a chi abbatteva l'olivo. Nella Roma antica venivano usati rami di olivo nelle cerimonie di purificazione.
Anche nella tradizione ebraica l'olivo è considerato pianta sacra e molti sono i passi della Sacra Scrittura in cui esso è messo a paragone con la sapienza, la bellezza e la rettitudine. Nell'antico mondo ebraico l'olio di oliva serviva per condire cibi, alimentare lampade, medicare piaghe e ferite e ungere il corpo. L'olio puro, ricavato da olive ripulite da ogni materia estranea, era pregiatissimo e veniva usato in tutte le funzioni sacre: per esempio per la consacrazione di sacerdoti e re, per rifornire le lampade del santuario, per preparare i pani del sacrificio. Ma è con la liturgia cristiana che l'olio di oliva assume il ruolo di tramite della grazia sacramentale.
L'olio, unito a sostanze profumate, è sempre presente in tutti i Sacramenti che accompagnano l'uomo dalla culla alla tomba: il Battesimo, la Cresima, l'Ordinazione sacerdotale, l'Unzione dei malati. Il candidato al Battesimo (= catecumeno) viene unto dall'officiante con olio di oliva consacrato dal Vescovo nella Messa mattutina del Giovedì Santo, dopo la prima lavanda delle mani. L'unzione ricevuta con quest'olio simboleggia la partecipazione al "sacerdozio regale" di Cristo. Quest'olio viene pure impiegato per consacrare altari e chiese, per ordinare sacerdoti e nell'incoronazione dei re cattolici.
Più in generale possiamo dire che l'officiante, nelle consacrazioni a Dio delle persone e delle cose, con le parole pronunciate in nome di Cristo, determina la materia (in questo caso l'olio di oliva) ad essere un segno efficace e un veicolo della grazia. Ora noi non entriamo nel merito di come ciò possa avvenire. Ci limitiamo a constatare questa prerogativa di carattere sacramentale posseduta dall'olio di oliva.
Questa peculiarità ci suggerisce di mettere a confronto le varie fasi del processo di estrazione dell'olio dalle olive con il destino che attende l'anima umana dopo la morte del corpo fisico. E questo nel tentativo di ricercare, nel modo in cui l'olio viene alla luce, un indizio, una traccia che in qualche modo giustifichi il fatto che ad esso in epoche diverse e in luoghi tanto lontani tra loro, siano sempre state attribuite proprietà e virtù così peculiari da utilizzarlo come materia sacramentale, quasi un tramite tra l'umano e il divino.
Come il principio vitale dell'uomo sopravvive alla morte del corpo fisico, così la frazione liquida delle olive si sottrae alla decomposizione cui è invece soggetta la sansa. Ma il Mosto oleoso non è ancora olio, così come l'Anima è solo la Personalità (che racchiude in sé l'Individualità), una struttura psichica composita che "riveste" lo Spirito.
Perché lo spirito si enuclei dall'Anima si rendono necessarie altre morti nei mondi sottili. Deve morire la Personalità in tutte le sue componenti, perché l''Io possa riconquistare appieno la sua coscienza cosmica. È quello che si verifica, nella nostra analogia, quando il mosto muore e da esso trae origine l'olio. A mano a mano che l'olio si purifica, si spoglia delle acque morchiose, nere e maleodoranti, che vengono separate con la centrifugazione e con i ripetuti travasi.
Tutto questo equivale, per l'Anima umana, alla morte astrale e a quella del corpo mentale inferiore. Il corpo emotivo si sfalda, l'Io si libera dal guscio delle sue passioni e dal peso dei suoi pensieri negativi col rimorso. I gusci astrali e mentali precipitano nelle basse plaghe del mondo sublunare e lo Spirito inizia la sua ascesa, in un ambiente sempre più chiaro e limpido, circonfuso da vibrazioni sempre più sottili.
Proprio come accade per un buon olio extra-vergine di oliva, ambrato e profumato!
È interessante il fatto che l'olio mosto si trovi in un equilibrio instabile e che ad esso segua una separazione tra la parte più nobile, rappresentata appunto dall'olio, e la parte di scarto, più pesante e soggetta a rapida degenerazione.
Applicando le leggi dell'analogia, le quali stabiliscono una correlazione tra tutte le creature dell'universo, in quanto tutte sono come rappresentazioni diverse di un'unica cosa e procedono dallo stesso principio, applicando queste leggi allo stato post-mortem, dobbiamo dedurre che trattasi di una condizione transitoria, precaria, non definitiva. Essa attende che si completi un processo iniziato con la morte del corpo fisico e non ancora concluso.
Sempre in virtù della suddetta analogia, "sembra che l'anima umana debba passare attraverso una seconda e una terza morte". Con questa espressione è da intendere l'abbandono del corpo astrale e di quello mentale concreto, con la conseguente definitiva liberazione dello Spirito dalle lusinghe e dalle attrazioni esercitate su di esso dalla vita terrena. Separare l'Io Supremo dalla personalità fittizia, proteiforme e mutevole, sottrarre la Scintilla Divina all'inganno dei sensi, prima (prima morte), e delle passioni e dei pensieri poi (seconda e terza morte) corrisponde a separare dapprima il mosto dalla sansa e, successivamente, l'olio dalla morchia. La separazione infatti avviene in tre tempi: dapprima la frazione liquida (anima) da quella solida (corpo fisico-eterico), poi la parte più leggera e più pregiata (Sé Spirituale, o anima trasmutata) dal liquido morchioso (scoria astrale e mentale inferiore) tramite la centrifugazione e la decantazione (o riposo).
La morchia deve essere allontanata il più rapidamente possibile se non si vuole danneggiare irrimediabilmente il prodotto ottenuto. Le acque di rifiuto eliminate dai separatori centrifughi e quelle di lavaggio, infette e maleodoranti, sono raccolte e avviate in ambiente separato dall'oleificio, detto "inferno" o sentina. Da questo "inferno" viene periodicamente recuperato l'olio asportato dal lavaggio (57) (Fig. 16).
L'olio, liberato dalla morchia, è avviato all'affinamento delle sue qualità organolettiche, in attesa di entrare nell'immortalità biologica come alimento destinato all'uomo. Ma perché si mantenga "puro", esso deve essere sottratto all'azione delle forze convogliate dai quattro elementi rappresentativi del mondo fisico: terra, acqua, aria, fuoco.
Per il fatto che l'olio teme l'azione diretta della luce e dell'aria, il locale destinato alla conservazione degli oli è esposto a nord, onde evitare gli eccessi del caldo, e moderatamente riscaldato contro i rigori invernali. L'olio riposa tranquillo in serbatoi chiusi, sempre coperti, al riparo da sollecitazioni meccaniche e da sbalzi termici.



Fig. 16 - Il processo di estrazione dell'olio dalle olive.


覧覧覧覧覧覧覧覧覧
Note:
57. Le acque di vegetazione uscenti dall'inferno si lasciano depositare al fondo di grandi buche aperte nel terreno: tale deposito viene utilizzato come concime organico.
					
[capitolo precedente] [capitolo seguente] [capitoli libro] [indice libri]

Nonsoloufo Home | Perché Nonsoloufo? | Why "UFO and much more"? | Site map | Cerca
cmdt@nonsoloufo.it     
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
Nonsoloufo
hosting
EdicolaWeb